giovedì 3 ottobre 2019 16:50
GIUSTIZIA

San Marino. Tutta l'opposizione contesta Repubblica futura

San Marino. Tutta l'opposizione contesta Repubblica futura

“Ma Repubblica futura, che adesso grida al pericolo di una giustizia ‘impantanata’, non era con le forze politiche di maggioranza quando insieme hanno destituito il magistrato dirigente perché in Commissione Giustizia aveva parlato di ingerenze politiche nei confronti della Magistratura?”.

Questa è la domanda posta a Repubblica futura da Rete, Partito democratico cristiano sammarinese, Partito socialista, Partito dei socialisti e dei democratici, Movimento democratico San Marino insieme, e i consiglieri indipendenti Giovanna Cecchetti e Tony Margiotta attraverso una nota congiunta incentrata sul tema della giustizia.

Nota congiunta che contiene altri interrogativi per il partito di maggioranza sull’argomento in questione: “E cosa ha fatto Rf per la giustizia quando ha proposto per la nomina a dirigente del Tribunale il professore Guzzetta che, da membro del Collegio Garante, per nove mesi non aveva comunicato la sua incompatibilità a farne parte e, dopo la nomina, in accordo con tutta la maggioranza, ha cambiato l’ordinamento per permettergli di esercitare il potere giudiziario?”.

Sulla questione della presa d’atto della nomina dei due giudici d’appello, a detta di tutta l’opposizione, Repubblica futura “tenta di far passare come legittimo il fatto che il dirigente del Tribunale intervenga pubblicamente, a Consiglio sciolto, per fare pressione sulla presa d’atto, sorvolando sulla funzione di controllo che il Consiglio stesso è chiamato ad esercitare, funzione così importante che non può essere considerata di ordinaria amministrazione e quindi esercitabile da un Parlamento dimissionario”.

Controllo ritenuto dall’opposizione “ancor più necessario” considerando che era già stato “contestato l’avvio dell’iter di reclutamento dei due giudici in quanto mancante della relazione del magistrato dirigente”.

Se poi “Palmieri, coordinatore di Repubblica futura, è arrivato a dichiarare nell’ultima seduta consiliare che ‘è il Tribunale che ha infierito sulla politica’, per risanare questo, che è uno dei poteri fondamenti dello Stato democratico – mandano a dire Rete, Pdcs, Ps, Psd, Md-Si, Cecchetti e Margiotta -, serviranno ben altri interventi e, allora, si può comprendere bene perché le forze di opposizione ritengano istituzionalmente corretto che anche la presa d’atto dei due nuovi giudici debba essere prerogativa di un Consiglio nel pieno delle sue funzioni. A meno che, per ‘coerenza’, non si voglia procedere con un’altra ulteriore forzatura!”.