martedì 8 ottobre 2019 22:33
L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

San Marino. Repubblica futura dai Capitani Reggenti

“Chi vuol mettere le mani sulla nomina giudici ci fa regredire di vent’anni”

Antonio Fabbri

Repubblica futura è salita ieri a Palazzo dai Capitani Reggenti per esprimere la propria preoccupazione sull’ostruzionismo che si sta registrando circa la presa d’atto della nomina dei giudici di appello, già designati sulla base di un regolare concorso pubblico.

“Abbiamo fatto presente ai capi di Stato alcuni aspetti che stanno degenerando la funzionalità del nostro Tribunale. Già da anni - ha spiegato Roberto Giorgetti - il Consiglio ha rinunciato al potere di nominare esso stesso i magistrati. Non è più la politica, da tempo, a decidere quali giudici devono essere assunti. Al Consiglio spetta solo il compito di avviare il percorso del bando di assunzione di nuovi magistrati dopodiché deve semplicemente prendere atto della conclusione di questo procedimento di carattere amministrativo, attuato con tutti i crismi di un concorso. Quel concorso che vede il reclutamento di due nuovi giudici di appello, deve trovare semplicemente la presa d’atto in Consiglio.

Di fatto - denuncia Repubblica futura - questa presa d’atto è stata trasformata in una moneta di scambio politico. Ci troviamo in una situazione dove qualcuno vuole che il Consiglio dia il proprio benestare o meno sull’assunzione di due magistrati. Questo riporta indietro il paese di vent’anni, a epoche in cui avevamo problemi di credibilità interna ed esterna, periodi in cui il nostro paese era in black list e tutto questo rischia di tornare a galla. Sarebbe un elemento di squilibrio istituzionale pericolosissimo”.

Di qui la richiesta di incontro di Rf ai Capi di Stato: “Ai Reggenti abbiamo espresso preoccupazione e chiesto attenzione affinché gli equilibri del nostro Stato non siano compromessi da queste posizioni che si sono affacciate nel dibattito politico nelle ultime settimane. Spetta alla Reggenza il compito e l’onore di tutelare al massimo grado le nostre istituzioni, anche nell’ambito degli equilibri reciproci. Occorre difendere l’indipendenza dei due poteri che non si possono sovrapporre”, ha concluso Giorgetti.

“Abbiamo espresso preoccupazione - ha rimarcato Emmanuel Gasperoni - non solo sul piano istituzionale, ma anche dal punto di vista della tutela dei cittadini. Lo stesso Dirigente del tribunale, lo stesso giudice Caprioli, hanno messo in guardia sulla funzionalità del Palazzo di Giustizia. Questo sia dal punto di vista della pendenza di centinaia di cause amministrative e civili, sia, come è noto, per quanto riguarda processi ben più grossi e gravi come il Mazzini”.

Poi aggiunge Gasperoni: “Tra l’altro l’iter concorsuale è andato liscio senza intoppi, e senza che nessuno abbia presentato ricorso nei tempi previsti dalla legge. Di fatto si sta impedendo una mera presa d’atto dei due nomi regolarmente vincitori di un concorso: ci si chiede quali motivi stiano dietro a questo ostruzionismo”.

Non finisce qui. “Un inciso politico: hanno destato preoccupazione alcune prese di posizione o alcuni titoli, ma anche qualche comunicazione di qualche gruppo di opposizione, in cui si sostiene che i giudici dovranno essere nominati dal prossimo Governo. Non è compito del Consiglio nè del Governo di nessun tipo, la nomina dei giudici, ma è doverosa la presa d’atto nei tempi e nei modi regolari”.

Tecnicamente nel decreto di scioglimento del Consiglio è prevista la pesa d’atto della nomina, così come la legge di bilancio e il decreto che completa e aggiusta le norme sulla patrimoniale. Spetta alla Reggenza decidere la convocazione o le convocazioni, che potrebbero tecnicamente anche essere più di una.

La Reggenza, è stato riferito, ha assicurato che “metterà in campo ogni sforzo per garantire la salvaguardia degli equilibri istituzionali” “Confidiamo - concludono Giorgetti e Gasperoni - che si possa pervenire alla presa d’atto, come già previsto dell’odg contenuto nel decreto di scioglimento del Consiglio che è atto avente forza di legge, in una prossima convocazione dell’Aula”.