giovedì 10 ottobre 2019 19:33
TRIBUNALE

L'ex giudice avv. Guido Guidi al magistrato dirigente: il mio caso troppo a rilento

L'ex giudice avv. Guido Guidi  al magistrato dirigente: il mio caso troppo a rilento

Dopo più di un anno e mezzo risulta che nessun atto istruttorio sia stato compiuto

Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole, da un tribunale indipendente e imparziale costituito per legge.

Gli avvocati del prof. Guido Guidi stigmatizzano il ritardo. 

Il Prof. Guido Guidi, Ordinario di diritto pubblico comparato nell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, magistrato fin dal 1993 nella Repubblica di San Marino, con funzioni giurisdizionali di giudice amministrativo, commissario della legge inquirente, giudice d’appello amministrativo, civile, penale e delle sanzioni amministrative, in data 24 aprile 2018 ha presentato formale denuncia querela contro la Sig.ra Valeria Pierfelici, già magistrato dirigente del Tribunale di San Marino, per una serie di reati, tra cui calunnia, diffamazione, omissione d’atti d’ufficio, abuso di autorità.
Nell’anno 2017 il prof. Guidi ha richiesto la proroga del suo incarico biennale, come per legge. Nel corso della procedura autorizzativa la sig.ra Pierfelici, cui la legge demandava la predisposizione di un parere preliminare, nel corso di una riunione della Commissione Giustizia del 30 ottobre 2017, si era espressa nei suoi confronti in questi termini: «Non fanno bene alla credibilità del Tribunale nemmeno le manovre di Guido Guidi, che anche oggi, come dieci anni fa, trovano appoggi di qualcuno nella politica: non è un mistero che Guidi era sodale di Roberti, di Menicucci e di altri della banda; l’amicizia con Menicucci l’ha messa per iscritto per evitare di decidere un ricorso relativo ad un sequestro operato dal Giudice Inquirente nel processo Mazzini. Appare ispiratore di lettere anonime, che di fatto sono firmate, perché contengono apprezzamenti su colleghi, e mostrano il fastidio per provvedimenti da me assunti, palesati da lui direttamente a me e ad altri colleghi ed avvocati; ha interesse a far saltare il concorso per il reclutamento del nuovo giudice d’appello, perché così non c’è nessun giudice che può occuparsi del processo Mazzini, che può avviarsi verso la prescrizione, assicurando l’impunità ai suoi sodali». (Verbale della Commissione - Appendice del 30 ottobre 2017, p. 3). (...) 

Continua a leggere l'esposto degli avvocati Daniele Granara, Giacomo Nicolucci  e Josef Ragini