martedì 15 ottobre 2019 21:43
GIUDIZIARIA

San Marino. Fatture false, due casi in tribunale

San Marino. Fatture false, due casi in tribunale

Fatture false, due casi in tribunale. Richiesta la notifica allo Stato, parte lesa

Antonio Fabbri su L'informazione di San Marino

Due casi ieri in tribunale di emissione di fatture per operazioni inesistenti. In entrambi il Procuratore del fisco ha chiesto che venisse notificato il procedimento all’Eccellentissima Camera, parte lesa, che ha la possibilità di chiedere la costituzione di parte civile nel processo attraverso l’Avvocatura dello Stato.

Nel primo caso era contestata l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per  un importo pari a 373.000 euro. Le fatture erano state emesse dalla Luxury Interni srl con sede a Dogana.

Ad essere accusata dell’emissione di fatture false, la legale rappresentante della società, Larysa Kulyk, 37enne di origine ucraina, ma residente a Rimini.

In altri due procedimenti accorpati, dell’emissione di fatture per operazioni inesistenti, complessivamente per oltre 100.000 euro, è contestata a Davide Santi, 55enne sammarinese titolare, in periodi diversi, di due ferramenta.

Nel processo di ieri dal suo difensore, l’avvocato Gianluca Micheloni, sono state sollevate alcune eccezioni preliminari. Da un lato per evidenziare e chiedere l’applicazione di leggi precedenti che prevedevano norme transitorie che avrebbero visto, per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, l’applicazione di pene pecuniarie.

L’eccezione è stata rigettata dal giudice Alberto Buriani che ha evidenziato come quelle norme erano previste nel solo periodo transitorio tra la vecchia e la nuova normativa. Nuova normativa che, approvata nel 2013, all’epoca dei fatti contestati, riferiti al 2016, era pienamente in vigore essendo il periodo transitorio superato.

Rigettata anche l’eccezione che chiedeva che venisse dichiarata l’intervenuta prescrizione processuale per il superamento dei tempi di indagine. Eccezione cui si è opposto il Procuratore del Fisco e che, conteggi sul tempo trascorso alla mano, è stata rigettata dal giudice.

Accolta, invece l’istanza di rinvio del processo avanzata dal Pf, Roberto Cesarini, al fine di consentire, come nel primo caso discusso ieri, la presenza in giudizio anche dell’Eccellentissima Camera che risulta essere parte lesa. Il giudice ha quindi disposto il rinvio a nuova data e la notifica del procedimento all’Avvocatura dello Stato.