martedì 5 novembre 2019 08:05
RASSEGNA STAMPA

San Marino. Università, sale l'attesa per l'inaugurazione del nuovo anno accademico

San Marino. Università, sale l'attesa per l'inaugurazione del nuovo anno accademico

Inaugurazione dell’anno accademico, il rettore Petrocelli elogia l’ospite de Bortoli

“Un eccellente testimone del nostro tempo che ha espresso le sue qualità impegnandosi alla direzione di prestigiosi quotidiani come Il Sole 24 Ore e Il Corriere della Sera, dai quali ha affrontato gli eventi e i problemi più drammatici e significativi della penisola, nonché della realtà internazionale”.
Queste le parole con cui il rettore dell’Università degli studi della Repubblica di San Marino, Corrado Petrocelli, ha descritto in un comunicato Ferruccio de Bortoli, il giornalista che curerà la lectio magistralis prevista durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2019–2020.
Interverranno per l’occasione, oltre a Petrocelli e a de Bortoli, anche il segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura, Marco Podeschi, e l’assessore regionale dell’Emilia Romagna per le Politiche Europee allo Sviluppo, la Scuola e la Formazione Professionale, Patrizio Bianchi. Al via alle ore 15 di martedì 12 novembre al Centro congressi Kursaal, l’appuntamento rappresenta per l’Ateneo sammarinese un’occasione per condividere quanto realizzato negli ultimi anni e tracciare le prospettive per il futuro, alla luce di una crescita che nello scorso Anno Accademico ha visto, fra le altre cose, l’attivazione di due nuovi corsi di laurea: il percorso magistrale in Ingegneria Gestionale e quello triennale in Comunicazione e Digital Media, che alla sua seconda edizione ha registrato un boom di iscrizioni con l’esaurimento dei posti disponibili a 40 giorni dall’apertura dei termini. A ciò si affiancano i consolidati programmi in Design e Ingegneria Civile, insieme a Master e Corsi di Alta Formazione rivolti a diplomati, laureati, professionisti, operatori del settore pubblico, delle forze dell’ordine e non solo. L’ingresso è libero. (...)

Articolo tratto da La Serenissima