lunedì 2 dicembre 2019 12:28
L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

San Marino. Repubblica Futura, conferenza stampa

"Rete è una setta il cui vertice è un gruppo di invasati"...da loro falsità

“La notizia della denuncia a Ciavatta di Rete è una falsità... Avremmo potuto farlo in altre occasioni”

“Rete è una setta il cui vertice è un gruppo di invasati”. Così il presidente di Repubblica Futura, Mario Venturini, durante la conferenza stampa indetta proprio per replicare alle esternazioni del giorno prima del movimento Rete. “Gli esempi che abbiamo avuto nel corso degli anni sono numerosi”, continua Venturini. “Cito per tutti la volgare azione di Roberto Ciavatta contro Matteo Fiorini in Ufficio di Presidenza, un atto di teppismo politico. Rete ha abituato i sammarinesi ad azioni di questo tipo e a condire i propri attacchi con falsità. Due per tutte: la falsa affermazione che i membri del Comitato per il Credito e il Risparmio sarebbero indagati, inoltre la balla colossale che Repubblica Futura avrebbe denunciato Roberto Ciavatta. Dalle parole di Rete, oltre a questo, emerge che da un momento all’altro debba succedere qualcosa. Noi non sappiamo cosa bolle in pentola - sostiene Venturini - né che tipo di bomba debba scoppiare, ma noi non abbiamo paura.

Semmai dovesse accadere qualcosa di eclatante su fatti politici o persone mi pare che quelli di Rete hanno qualcosa da temere visto che fra i candidati hanno tre rinviati a giudizio.”

Poi il presidente di Repubblica Futura ci tiene a fare chiarezza sulle illazioni che accostano Rf alle vicende giudiziarie del Conto Mazzini “Siamo stati accostati ai mazziniani... lo ripeto ancora una volta: in 13 anni di opposizione e in 13 di governo prima Ap e poi Rf non sono stati nemmeno sfiorati da indagini relative al Conto Mazzini. Non abbiamo avuto nè indagati, nè inquisiti nè rinviati a giudizio, tantomeno condannati. Questa è la nostra risposta. Rete dovrebbe invece rivolgersi alla Dc che fra indagati e condannati in primo grado vi sono importanti esponenti.”

Secondo Fernando Bindi sono “esternazioni che vanno molto al di là della normale diattriba politica.” Infatti, “la linea tenuta negli ultimi tre anni da questo movimento, che ha al vertice una tipologia di tipo bolscevico, esula completamente dalla normale contrapposizione tra programmi, idee e prospettive e soluzioni. Solo pura e sterile polemica dal momento che le elezioni del 2016 li avevano esclusi dal ballottaggio. Ecco perchè il cambiamento della legge elettorale che ha consentito oggi gli elettori di votare senza sapere con chiarezza per chi votano e per quale maggioranza di governo daranno la loro preferenza”, questa la lettura politica del prof. Bindi che poi rincara la dose.

“La Dc che ha governato per 28 anni negli ultimi 33 anni, cambiando spesso partner, ha lasciato una eredità di macerie date dall’utilizzo pessimo del territorio e dalla proliferazione di un sistema bancario truffaldino basato sul nero. Credo che chi si è autodefinito il Re del nero abbia giustamente identificato non solo se stesso ma un sistema che oggi ha lasciato le macerie sulle quali dobbiamo ripartire e sulle cui difficoltà nessuno si può sottrarre. Noi non siamo tra i responsabili di tutte quelle vicende che hanno portato a spolpare le casse dello Stato per soccorrere amministrazioni pessime”, ha tenuto a sottolineare Bindi.

“Sulle vicende bancarie, Cis compreso, solo in questa legislatura si sono fatte azioni di responsabilità verso amministratori di Cassa di Risparmio, di Asset e di Banca Cis. Se nel passato la vigilanza è stata inesistente le domande vanno rivolte ai vertici di Banca Centrale, poiché quello è il suo compito, che altri hanno nominato. Grais e Savorelli - prosegue - sono stati nominati dal governo nel quale c’erano anche i democristiani e sono stati cacciati dal governo uscente. Sia la vendita sia la risoluzione comportano che le azioni di responsabilità contro gli amministratori continuino e debbano essere portati a termine.

Infine un altro tema che, stando a quanto sostengono i detrattori di Rf, la politica estera sarebbe stata la peggiore di questi ultimi 50 anni.”

Su questo il prof. Bindi ha ricordato l’assedio alla Repubblica di Tremonti e di Visco da parte della Guardia di Finanza. In quei casi “la politica estera credo sia stata o latitante o, comunque, debole. Oggi abbiamo ricostruito i rapporti con l’Italia Sono stati i governi in cui erano presenti esponenti di Repubblica Futura (allora Alleanza Popolare) a tirare fuori il Paese dalla zona grigia dell’Ocse, dalla Black List italiana, dalla procedura rafforzata Moneyval. Insomma chi pronuncia queste espressioni di calunnia, di falsità non si rende conto di quanto danno facciano al Paese... rischiamo di tornare indietro di una trentina di anni.”

Poi l’intervento di Margherita Amici che al movimento di Ciavatta replica: “Da Rete solo frasi ad effetto condite da parole poco eleganti di cui i retini sono soliti e addebiti nei confronti di Repubblica Futura che non entrano mai nel merito.” Secondo loro Repubblica Futura è una èlite che odia il popolo.

Sintomatico di un grande senso di inferiorità ormai palese, ma soprattutto della condanna del livello di scolarizzazione del politico. Viene condannato chiunque abbia conseguito degli studi superiori. Questo modo di fare politica non ci appartiene e non siamo mai scesi nella polemica su questo argomento. Però oggi, che si affaccia il rischio che Rete nella prossima legislatura possa avere responsabilità di governo, c’è da domandarsi se veramente vogliamo persone con responsabilità che condannano come arroganti ed elitari tutti quelli che hanno conseguito degli studi superiori e cercano di portare il loro contributo al dibattito politico che non sia mero fumo. E leggere nei curriculum degli esponenti di Rete, - conclude la Amici - che alla soglia dei 50 anni scrivono laureando, fa comprendere come viene considerata l’istruzione da questo gruppo politico.