martedì 3 dicembre 2019 22:42
L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

Spaccio di droga, sammarinese condannato a 2 anni e 4 mesi, Antonio Fabbri

Disposta anche la confisca di oltre 300mila euro complessivi. Il caso venne scoperto nell’inchiesta “Over40” della Polizia Civile

Antonio Fabbri

L’operazione della polizia Civile denominata Over 40, ha scoperto un giro di spaccio di cocaina sul Titano e ha portato all’arresto di Mirco Rossi e di un uno ritenuto suo cliente. L’indagine della Polizia civile si era innescata dopo che la compagna di quest’ultimo aveva chiamato la polizia civile per una lite. Le indagini su quell’episodio portarono a scoprire che Mirco Rossi, 49enne di Dogana, arrestato nell’ambito dell’operazione, deteneva a scopo di spaccio cocaina e marijuana che era stata ceduta a numerosi clienti sammarinesi, tutti di età superiore ai 40 anni. Di qui il nome dell’operazione, Over 40, appunto. Ieri Rossi è finito davanti al giudice Alberto Buriani per rispondere di detenzione a scopo di spaccio di sostanze stupefacenti. 

L’udienza di ieri si è aperta con l’audizione del Vice Direttore dell’Aif. Da chiarire , infatti, le movimentazioni del conto corrente dell’uomo, sul quale tra il 2005 e il 2018 sono confluiti contanti per complessivi 326mila euro. Secondo l’accusa si tratta di denaro frutto dello spaccio. Movimentazioni che risultano incompatibili con l’attività dell’uomo, dipendente dell’Azienda di Stato per i servizi. Inizialmente dalla difesa quei soldi erano stati ricondotti a dei lavori extra che l’uomo pare effettuasse nel riminese. Ma Rossi, sentito dal giudice, ha dichiarato in udienza che gran parte di questi “introiti extra” erano destinati all’acquisto di orologi di lusso, come i rolex rinvenuti nel suo appartamento il giorno dell’arresto (foto). Decaduta, quindi, l’ipotesi che il denaro contante provenisse da questi lavoro extra.

Nelle conclusioni il Procuratore del fisco Roberto Cesarini ha chiesto che venisse comminata una condanna a 3 anni e 6 mesi di prigionia. Ha inoltre chiesto che venisse confiscato il denaro posto sotto sequestro, oltre 300mila euro, perché ritenuto frutto dello spaccio e, quindi, di provenienza illecita.

L’avvocato difensore Rossano Fabbri ha dal canto suo sostenuto che dovesse essere considerata la confessione utilmente resa dal suo assistito, che ha anche consentito, tra l’altro, di risalire ai clienti che erano segnati con le sole iniziali in una agenda. Questo ha permesso alle autorità di individuare gli acquirenti e assuntori di stupefacenti e di avviare con essi, laddove possibile, percorsi di recupero o esperimento probatorio.

Quanto alla richiesta di confisca l’avvocato difensore ha sostenuto che non fosse provata la provenienza del denaro dallo spaccio, ed ha sostenuto che non possa quindi essere applicata una “inversione dell’onere della prova”, chiedendo quindi che non venisse disposta la confisca. Il giudice Alberto Buriani ha condannato l’uomo a 2 anni e 4 mesi di prigionia, e ala confisca delle somme sequestrate oltre alla confisca per equivalente fino alla concorrenza di 282mila euro.