mercoledì 4 dicembre 2019 17:52
POLITICA

San Marino. UDS: "perché le donne non votano le donne"

San Marino. UDS:

"È ormai chiaro che la questione della mancata parità di genere nella rappresentanza politica sia il prodotto di un retaggio storico-culturale che, tradizionalmente, tende ad assegnare agli uomini i ruoli del potere".

Lo scrive Unione Donne Sammarinesi, aggiungendo: "Ha attraversato quindi i secoli un sistema di pregiudizi e diffidenze che è innegabilmente all’origine del forte divario nella rappresentanza politica che caratterizza il nostro Paese.
Oggi, a parole, non sembrano esservi pregiudizi contro le donne in politica.
Nei fatti le cose vanno diversamente.
In quasi tutti i paesi dove esistono democrazie a suffragio universale, il numero delle elettrici supera quello degli elettori. A San Marino le elettrici sono circa il 55% del corpo elettorale.
Teoricamente, dunque, se le donne votassero le donne, ci sarebbe una situazione molto più paritaria ed equilibrata. Invece, in ogni tornata elettorale degli ultimi 42 anni, le donne sammarinesi hanno preferito dare i loro voti ai candidati uomini, cui riconoscono più capacità e attitudini nell’esercizio del potere rispetto alle candidate donne.
Perché? Perché siamo tutti cresciuti con stereotipi e modelli culturali che cristallizzano uomini e donne in certi ruoli e al genere maschile abbiamo “assegnato” il mondo della politica e del potere.
Facciamo fatica, ancora oggi, consapevoli o non consapevoli, a liberarcene.
Un retaggio culturale che è, probabilmente, il vero ostacolo al raggiungimento di una democrazia paritaria.
Ad aggiungersi a questo, tutte le barriere, fortissime, che le donne incontrano quando decidono di avvicinarsi alla politica attiva. Ad esempio, quando si tratta di donne, le aspettative si amplificano a dismisura mentre il credito dato all’uomo sembra non richiedere troppe garanzie.
Per abbattere quelle barriere non servono tanto delle leggi riparatrici, anche se in alcuni paesi possono essere state d’aiuto. A San Marino abbiamo visto che le quote di genere hanno fallito.
Quello che davvero occorrerebbe fare per un nuovo equilibrio nella ripartizione degli spazi deputati all’esercizio del potere a alla partecipazione politica è di innescare, dal basso, processi culturali capaci di cambiare le donne stesse le quali, accettando stereotipi e modelli predeterminati, forse mai messi in discussione, contribuiscono di fatto a mantenere saldi, più o meno consapevolmente, alcuni tra i più potenti meccanismi discriminatori.

Fonte: UDS