martedì 7 gennaio 2020 08:43
UN PUNTO DI PROGRAMMA NON CHIARISSIMO

San Marino. Nuovo governo: il recupero dei soldi pubblici non è in tutta evidenza

San Marino. Nuovo governo:  il recupero  dei soldi pubblici non è in tutta evidenza

La restituzione del mal tolto  alle casse dello Stato  non pare essere la prima delle preoccupazioni

La questione Npl  potrebbe essere  affidata agli stessi azzeccagarbugli che hanno fatto il disastro

Il governo di Adesso.sm  aveva  ampiamente promesso - prima di entrare in carica  a fine 2016 e subito dopo entrato in carica  nel gennaio 2017-   di recuperare i denari della monofase fatti mancare allo Stato  nonché i denari  erogati dallo Stato ai filibustieri  delle banche (cash o col credito di imposta).  In effetti non ha recuperato nulla, "intortato" dai soliti  marpioni. Gli stessi che da dietro le quinte lo hanno convinto a fare karakiri,  prospettando, alla più parte dei partiti che lo sostenevano,  la  'risurrezione'.  

Il nuovo governo  come procederà?  A noi pare che i marpioni di cui sopra   si accingano  a raschiare il barile prendendosi quel po’ di polpa che è rimasta (Npl), come hanno ingoiato tutto quello che c’era da ingoiare  riducendoci nella condizione in cui siamo a partire da Banca del Titano fino a Banca Cis.   Lo scandalo dei 6 milioni di euro a favore della San Marino Investimenti (Smi), a ridosso delle elezioni,  non induce all’ottimismo. 

Nel  programma del nuovo governo sotto il titolo LE POLITICHE ECONOMICHE, al paragrafo IL SISTEMA FINANZIARIO  fra l’altro si legge:
Le politiche orientate al consolidamento del sistema finanziario comprenderanno:  la definizione di una strategia nazionale di risoluzione degli NPL basata:
-   sull'attuazione dei necessari interventi normativi utili a garantire azioni di recupero più celeri ed efficaci;.
-  sulla costituzione di un veicolo nazionale per il recupero dei crediti non performanti  e per la loro cartolarizzazione e gestione professionale; 
- su strumenti e strategie che supportino le banche nell'affrontare le svalutazioni richieste fatto salvo il varo di piani industriali in grado di garantire la profittabilità e il rafforzamento patrimoniale nel tempo;   ….”

 Temiamo che ancora una volta  si  finisca in mano ai  “predoni” (proposti e spalleggiati  dai soliti azzeccagarbugli nostrani)  di cui ha parlato Biagio Bossone il 5 dicembre scorso: “predoni che vengono, spolpano ciò che c’è da spolpare, e se ne vanno senza lasciare nulla”.