lunedì 23 marzo 2020 23:15
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San Marino. Coronavirus: "Su stampa online e social farmaci miracolosi, ma..."

"Su stampa online e social farmaci miracolosi, ma..."

Rinaldi: “Dopo la guarigione, come per tutte le malattie virali ci si immagina una immunizzazione”

“Non vi sono stati decessi”, ha riferito il Direttore per l’Authority sanitaria Gabriele Rinaldi, ieri in conferenza stampa, ma nelle nelle 24 ore precedenti vi sono stati 15 casi in più. Poi i dati sull’infezione da nuovo coronavirus COVID-19:

• n. 151 i casi positivi, di cui 63 ricoverati all’Ospedale di San Marino (13 in Rianimazione con sintomatologia severa, 4 femmine e 9 maschi, 50 nelle degenze di isolamento predisposte con sintomi moderati, 27 maschi e 23 femmine) e 88 in isolamento a domicilio 

• n. 20 decessi (7 femmine e 13 maschi)

• n. 4 guariti • n. 49 dimessi a domicilio per migliorate condizioni cliniche

• n. 431 quarantene domiciliari sui contatti stretti compresa la rete familiare, amicale e personale sanitario (407 laici, 22 sanitari, 2 Forze dell’Ordine)

• n. 370 quarantene terminate Totale quarantene attivate: 801

Al termine della comunicazione dell’andamento giornaliero le consuete domande da parte dei giornalisti, formulate telematicamente. La prima del giornalista Mauro Torresi della RTV al Segretario alla Sanità Roberto Ciavatta), in relazione alla stretta, da parte del Presidente del Consiglio italiano Conte, alle attività.

“Cosa dobbiamo aspettarci a San Marino..., ha chiesto Torresi” “Pare che ancora non sia stato sottoscritto questo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Quindi, appena avremo sottomano il decreto potremmo fare delle valutazioni più approfondite”, ha replicato Ciavatta. “Ora ci possiamo basare solamente sulle sue considerazioni, quelle che ha fatto ieri in conferenza, dalle quali pare evincersi una ulteriore stretta che però lascia dei margini di apertura per le imprese considerate strategiche e per una serie di attività considerate essenziali, che però da noi sono chiuse da diverso tempo. Ci sono delle differenze fra la nostra modalità di intervento e quella italiana. Ad esempio, noi abbiamo chiuso quasi completamente tutta la pubblica amministrazione, cosa che non è successa ancora in Italia. Ci sono alcune attività come i gommisti, i meccanici che in Italia rimangono aperti e quindi faremo una valutazione complessiva. Come detto anche nella giornata di ieri in maniera molto laica, valutando qual è l’andamento del contagio quali possono essere gli interventi che riusciamo a reggere come Paese, evitando di prendere in considerazione nessuna delle ipotesi che possono essere messe sul tavolo, tenendo conto di un paio di considerazioni: quando diciamo ipotesi di chiudere tutto, non significa chiudere tutto. Se noi vogliamo garantire, e credo che questo sia indispensabile, che i nostri concittadini possano comprare cose indispensabili come alimenti e farmaci, attorno a questo ci sono anche attività produttive che sono produttrici di farmaci, dispositivi sanitari, di alimentazione. Attorno ai supermercati ci sono i trasporti e una serie di attività che non riusciremo a chiudere a meno che non si voglia impedire alla gente di avere la certezza di trovare gli alimenti nel supermercato.”

Poi la richiesta di chiarimenti da parte di Davide Giardi cronista del sito Libertas, il quale chiede novità sull’utilizzo anche qui da noi su di un farmaco che in Giappone sembra garantire dei buoni risultati.

“Ogni giorno sulla stampa on-line, sui social - ha voluto chiarire Ciavatta - emergono dei farmaci che pare siano salvifici. Se così fosse non ci sarebbe questa epidemia in corso. Abbiamo uno staff di persone, di medici, di professionisti che seguono accuratamente tutti gli sviluppi scientifici che ci sono nel mondo, non solo in Italia. Già da diversi giorni ci siamo attivati con il Giappone per questo farmaco. Questo è un farmaco, non specifico per il coronavirus. Pare abbia avuto degli effetti, ma non ci sono degli studi scientifici approfonditi. E’ un farmaco prodotto da una casa giapponese e non è commercializzabile in Europa. Come Repubblica di San Marino abbiamo la possibilità, potendo utilizzare la Farmacia Internazionale, di approvvigionarci anche di questo farmaco. Già da diversi giorni abbiamo fatto un tentativo per ottenere questo farmaco. La casa produttrice però non commercializza. Ha una piccola produzione e la riserva unicamente per il governo giapponese e per l’utilizzo dei casi interni. Quindi la segreteria degli Esteri si è messa in contatto con l’ambasciatore giapponese della Repubblica di San Marino e sta tentando di aprire dei canali con il governo giapponese per poter ottenere, nonostante tutto, questo farmaco. Ben prima che questo farmaco diventasse conosciuto ai social, il gruppo scientifico che segue per il gruppo delle emergenze queste questioni si era attivato e tutto il possibile è già stato fatto, tenendo conto che non è un farmaco specifico per coronavirus. Quindi anche se ce l’avessimo non avremo superato il problema.”

E alla domanda sulla lettera inviata a Reggenza e Congresso di Stato da parte della Centrale Sindacale Unitaria, che chiede anche a San Marino come in Italia di chiudere tutte le attività economiche non essenziali, Ciavatta replica dicendo di avere letto il comunicato e di ritenerla una valutazione legittima

“Mi viene da aggiungere un altro elemento... noi potremo scegliere anche la strada di chiudere tutte le attività produttive, il sindacato però deve essere disponibile a comprendere che se questo avverrà non parleremo più di un 30% di cassa integrazione ma probabilmente di zero finché non finirà la situazione”, ha risposto lapidario il Segretario alla Sanità. “La poca liquidità che c’è in questo paese dobbiamo utilizzarla per l’ospedale. Se il sindacato è disponibile a mettere in discussione i diritti sindacali acquisiti, in una fase così straordinaria, è un elemento che noi possiamo prendere in considerazione. Non possiamo come fanno l’America o l’Italia, stampare moneta per qualche miliardo di euro. Dobbiamo farcela da soli. Tutte le valutazioni sono sul tavolo, comprese anche le valutazioni di eventuali nuove misure restrittive che, deve sapere tutta la cittadinanza, non saranno agevoli e non potranno garantire la copertura così come c’è stata oggi, seppur in maniera limitata, di una serie di benefici”.

Al termine della conferenza stampa abbiamo rivolto telematicamente al dott. Rinaldi domande per capire meglio se “Dopo la guarigione si è immunizzati, ci si può ammalare più volte?” e se “Il virus sarà meno pericoloso con il caldo?”

“E’ una domanda molto bella nel senso che è uno di quegli aspetti che dovranno essere ulteriormente indagati. Come per tutte le malattie virali ci si immagina che l’immunizzazione, cioè lo sviluppo di anticorpi, sia una condizione prevista. Quindi l’insorgenza di anticorpi, quindi della protezione e quindi dell’immunizzazione è un dato di fatto che è descritto. Incidentalmente ricordo che l’utilizzo di plasma di pazienti che hanno superato la malattia è una delle strategie che è stata utilizzata per la terapia utilizzando gli anticorpi che uno ha prodotto. Quindi che ci siano immunizzazione è sicuro. Il dato lo avremo non appena avremo iniziato a fare il dosaggio degli anticorpi che è uno dei kit a cui si faceva riferimento prima.

Ci si può ammalare di nuovo? Qualcuno ha descritto delle reinfezioni, ma noi ancora a San Marino dire reinfezioni non ne abbiamo viste. Ma se è stata descritta in letteratura, probabilmente questo può accadere. Se dovesse succedere qui da noi, come facciamo sempre, rendiconteremo anche su questo.”

E per quanto riguarda la pericoliosità con il caldo (leggi il nostro articolo a pag.7) Rinaldi ha tenuto a sottolineare che “Normalmente le malattie che sono riconducibili a questo tipo di virus, generalmente nella stagione estiva tendono a diminuire. Per cui speriamo che andando verso una temperatura più mite, questo quadro possa variare.

Ma anche questa la mettiamo in fila in tutte quelle cose sulle quali possiamo contare, ma non saranno risolutive se non terremo dei comportamenti adeguati come quello di restare in casa, di tenere le distanze... E’ probabile che sia così, ma sfido a trovare qualcuno che non abbia preso un raffreddore anche d’estate”.

Il Gruppo per le emergenze ha ricordato, infine, il numero dedicato alle informazioni sanitarie 0549 994001 e quelli della Protezione Civile per l’assistenza sul territorio 0549 883401 883402 I pazienti positivi da COVID-19 in isolamento domiciliare -fanno sapere dalla direzione dell’Iss - possono comunicare con il personale sanitario dedicato, anche per chiarimenti in merito a contatti stretti e quarantena inviando una email all’indirizzo di posta elettronica dedicato: sorveglianza.contatti@iss.sm.