martedì 24 marzo 2020 23:43
L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

San Marino. No decessi; positiva badante di un anziano deceduto

Nessun decesso, positiva anche la badante di un anziano deceduto

“Non vi sono stati decessi”, ha riferito il direttore per l’Authority sanitaria, Gabriele Rinaldi, ieri in conferenza stampa, ma nelle 24 ore precedenti vi sono stati 12 casi in più. Poi i dati sull’infezione da nuovo coronavirus Covid-19: • n. 163 i casi positivi, di cui 67 ricoverati all’Ospedale di San Marino (13 in Rianimazione con sintomatologia severa, 4 femmine e 9 maschi, 54 nelle degenze di isolamento predisposte con sintomi moderati, 29 maschi e 25 femmine) e 96 in isolamento a domicilio • n. 20 decessi • n. 4 guariti • n. 55 dimessi a domicilio per migliorate condizioni cliniche • n. 424 quarantene domiciliari sui contatti stretti compresa la rete familiare, amicale e personale sanitario (389 laici, 30 sanitari, 5 Forze dell’Ordine) • n. 425 quarantene terminate. Totale quarantene attivate: 849

Al termine della comunicazione dell’andamento giornaliero le consuete domande da parte dei giornalisti, formulate telematicamente. La prima del giornalista Mauro Torresi della RTV al dottor Gabriele Rinaldi (foto), in relazione ad una notizia secondo secondo la quale essere vaccinati per l’influenza tradizionale Potrebbe addirittura aggravare la situazione del paziente, è una fake news?

“Gli imbecilli - ha seccamente replicato Rinaldi - sono senza confini, ma le brave persone sono molto superiori. E’ un’affermazione totalmente priva di qualsiasi fondamento. Fare la vaccinazione è utile a prescindere e tutti i tipi di vaccinazione sono comunque utili. Avere due infezioni, influenza e il coronavirus, secondo me è questa che aggrava il contesto, non il contrario. Per cui è una solenne sciocchezza. La vaccinazione antinfluenzale, antipneumococcica e tutte le vaccinazioni che sono a disposizione servono a proteggere i pazienti. Se avessimo un vaccino per il Covid saremmo tutti a correre per farcelo, questa è la verità. Per cui chi si è vaccinato grazie In questo momento ancora di più. Perché sono quei pazienti che forse avrebbero avuto necessità magari di essere ricoverati in ospedale e che in questo momento essendo vaccinati e protetti invece aiutano Ancora una volta la comunità per cui chi fa quella affermazione la fa senza sapere quello che dice. Sono disponibile a qualsiasi confronto con chiunque possa produrre un solo dato che vada in questo senso. Queste sono informazioni dannose e pericolose per la comunità e per le persone. E’ una affermazione totalmente priva di qualsiasi fondamento. Le vaccinazioni per i bambini le abbiamo continuate a fare proprio perché più siamo protetti e meglio è”, ha ribadito con forza il dott. Rinaldi.

Poi le nostre domande indirizzate al segretario alla Sanità, Roberto Ciavatta, e al direttore dell’Authority, Gabriele Rinaldi. Siamo venuti a conoscenza che Badanti di anziani deceduti per coronavirus si sono a loro volta infettate e, oltre ad essere rimaste senza lavoro sono senza copertura sanitaria e nel decreto non è previsto nulla per questi casi. Cosa fare per queste persone? “Io sono a conoscenza - ha replicato Ciavatta - di un caso di questo tipo, cioè di una badante che si è contagiata durante il suo servizio. Non è nel decreto perché nel decreto non possiamo mettere i singoli casi. Ma nello stesso momento in cui noi siamo venuti a conoscenza di questo contagio abbiamo fatto né più, né meno quello che facciamo con tutti gli altri nostri concittadini residenti. Cioè, garantire a questa persona ogni forma di garanzia sanitaria come per tutti gli altri. Ci siamo quindi subito attivati e la persona in questione, grazie all’intervento della Protezione Civile e della segreteria di Stato per il Territorio, è ora stata sistemata all’interno di una abitazione con ingresso indipendente, e non entra in contatto con altre persone. La famiglia per cui lavorava - ha concluso Ciavatta - sarà tenuta a sostenere tutte le eventuali spese, perché di fatto questa badante risulta ancora essere alle dipendenze di questa famiglia e quindi ne hanno la responsabilità, ma qualsiasi necessità abbia questa persona di tipo sanitario, come di qualsiasi altra natura, non sarà abbandonata come non abbandoniamo nessuno”.

Poi a Rinaldi abbiamo chiesto se gli anticorpi prodotti da un individuo guarito, possono essere iniettati in un altro individuo affetto da coronavirus? “Io credo - ha risposto Rinaldi - che questa domanda derivi dal fatto che sono stati descritti, anche in letteratura, l’utilizzo di plasma di pazienti che hanno superato la malattia da utilizzare come strumento terapeutico per altri pazienti. Ci sono state alcune evidenze, queste sì pubblicate soprattutto svolte in Cina, in cui questo è stato un intervento utilizzato. Del plasma di un paziente che viene trattato, in modo tale da evitare altri effetti collaterali utilizzato a scopo terapeutico, ci sono delle evidenze in Cina. Non so se ci sono degli aggiornamenti recenti, però questo è stato un intervento descritto”, ha concluso il direttore dell’Authority.

Il Gruppo di coordinamento per le emergenze sanitarie ricorda che il servizio dedicato al supporto psicologico Emergenza COVID-19, assicurato dal Servizio di Salute Mentale dell’Iss è disponibile ai numeri 0549 994593 oppure 0549 994650 e al numero di cellulare 331 6872612. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14 ai numeri 0549 994593 e 0549 994650 e dalle 14 alle 17 e 30 al 331 6872612; il sabato, la domenica e i giorni festivi dalle 8.00 alle 17.30 al 331 6872612 Rinnova inoltre l’appello ai sammarinesi di osservare le semplici regole di prevenzione volte a prevenire il rischio di contagio del virus: - restare a casa, uscire solo per ragioni essenziali - lavarsi le mani in modo frequente e accurato, non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani, coprire bocca e naso se si starnutisce o si tossisce, evitare contatti ravvicinati mantenendo la distanza di almeno un metro, evitare luoghi affollati, disinfettare le superfici e gli oggetti di uso comune, non andare al pronto soccorso o ai Centri Salute in caso di sintomi influenzali, ma contattare il proprio medico curante o pediatra in ospedale o la guardia medica.