giovedì 16 luglio 2020 07:19
RASSEGNA STAMPA

L'Informazione di San Marino: Gozi guadagnava 10mila euro al mese per non dare supporto

L'Informazione di San Marino: Gozi guadagnava 10mila euro al mese per non dare supporto
Sandro Gozi

Consulenza Bcsm a Gozi 10mila euro al mese, per ricevere anziché dare supporto

ANTONIO FABBRI - Consulenza a Sandro Gozi e indagine a carico dello stesso e della presidente di Banca Centrale, Catia Tomasetti. Come noto il caso è stato archiviato perché “le indagini svolte non hanno fornito elementi idonei a dimostrare la rilevanza penale delle ulteriori condotte indicate nell’esposto”. Dal fascicolo archiviato, che con richiesta alla Cancelleria penale abbiamo chiesto di poter visionare come consentito dalla legge, emergono una serie di elementi, richiamati anche nel decreto di archiviazione, che fanno capire come, pur non essendoci condotte penalmente rilevanti, di punti da chiarire ce ne sarebbero parecchi, a partire da una consulenza da 10mila euro al mese per ricevere “supporto” da Bcsm, anziché fornirlo. Innanzitutto l’ingaggio di Gozi. Emerge dalle carte che Sandro Gozi si era direttamente proposto all’allora segretario Simone Celli come “consulente strategico” del governo per il negoziato sull’Accordo di associazione europea. La proposta, però, non ottenne il favore del titolare degli Esteri, Nicola Renzi, che non ritenne opportuna una consulenza di un ex esponente del governo italiano, perplessità poi condivisa da tutto l’esecutivo e non se ne fece nulla. (…)

Tra quanto detto nel contratto e quanto fatto, però, l’inquirente ha rilevato sostanziali discrepanze. “La pretesa consulenza ad ampio spettro - rileva infatti l’inquirente - non ebbe alcuna estrinsecazione concreta. Il consulente ricevette (e non fornì) indicazioni, valutazioni strategiche, relazioni e documenti. Fu anzi la struttura di Bcsm ad elaborare gli interventi e a predisporre i documenti che Gozi riceveva nell’imminenza di un appuntamento e che poi esponeva come se fossero stati da lui elaborati. Il dott. Gozi ‘telefonava’ alla “struttura” di Banca Centrale “con una certa frequenza per chiedere aggiornamenti sullo stadio della trattativa e, in generale, per informarsi su tutto ciò che Banca Centrale stesse facendo. Chiedeva di avere aggiornamenti e che gli fossero inoltrati i documenti che Banca Centrale aveva ricevuto dalla segreteria Affari Esteri. Il dott. Gozi non dava la sensazione di conoscere la situazione sammarinese in relazione ai rapporti tra San Marino e l’Unione europea. Non aveva contezza del problema relativo, ad esempio, al recepimento delle direttive e dei regolamenti comunitari. Sicuramente era più propenso alle pubbliche relazioni”. Prosegue il provvedimento di archiviazione tra l’altro riportando precise testimonianze: “Alcune questioni, di importanza fondamentale per uno Stato come San Marino, sono state del tutto ignorate dal dott. Gozi. Ad esempio la negoziazione del cosiddetto phasing, ossia di un tempo intercorrente tra il recepimento della normativa e la sua attuazione. Era essenziale che la Repubblica di San Marino ’spuntasse’ un phasing di 3-5 anni, per disporre del tempo necessario per mettere in atto la normativa ed evitare procedure sanzionatorie”. In altre parole - chiosa il provvedimento di archiviazione - era Banca Centrale che forniva indicazioni, ragguagli, relazioni e documenti al dott. Sandro Gozi. Gozi esprimeva sintetiche valutazioni che inviava tramite email, partecipava a qualche riunione e a qualche conference call”. Per l’inquirente “appare indubitabile che l’incarico di consulenza sia rimasto inattuato” e rileva quindi come sia smentito che “il dott. Sandro Gozi abbia sempre svolto l’attività di consulenza per come previsto nel contratto de quo ed abbia regolarmente partecipato a incontri con gruppi di lavoro costituiti presso Bcsm, con membri del consiglio direttivo e della direzione, dedicati all’attività di recepimento all’interno dell’ordinamento sammarinese della normativa europea, in particolare in materia bancaria e finanziaria, e dello sviluppo dei negoziati concernenti l’accordo di associazione con l’Unione europea”. (…)

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino

Leggi l'articolo integrale di Antonio Fabbri pubblicato dopo le 17

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