venerdì 31 luglio 2020 23:24
L'OPINIONE

San Marino. "La gentilezza di Stato e i tesori dimenticati. Claudio Mancini

LA GENTILEZZA DI STATO E I TESORI DIMENTICATI
Negli ultimi giorni si è imposta alla mia attenzione la figura di Daniel Lumera (pseudonimo di Giovanni Andrea Pinna). Il mio interesse nasce dalla roboante e velleitaria dichiarazione apparsa sui media locali per cui San Marino sarà il primo Stato gentile al mondo; solenne impegno che tre Segretari di Stato hanno sottoscritto a nome del Paese (quindi anche a nome mio) di fronte al signor Lumera, il quale prende atto dell’impegno assunto. Fortunatamente non è chiaro cosa succederà se gli 8 punti non verranno tutti tempestivamente realizzati. Saremo “gentilmente” richiamati dal Lumera? Mah, vedremo!
Ma non è di politica sammarinese che vorrei parlare quanto di Daniel Lumera, scrittore e conferenziere, nonché esperto nell’area delle scienze del benessere, della qualità della vita e nell’educazione alla consapevolezza. Cose di cui, per certi aspetti, mi sentirei esperto anch’io!
Su internet si può trovare abbondantissimo materiale sulle sue concezioni, che ad una prima superficiale occhiata, possono sembrare emerite banalità: è meglio essere gentili che vivere perennemente incarogniti, perdonare è una azione più intelligente rispetto a legarsi attorno a un dito ogni minimo torto subito, se riusciamo a star sereni anche la salute fisica ne guadagna, se non ci strafoghiamo nel cibo è meglio, e altri “originalissimi” consigli.
Sia chiaro, nulla contro questa persona che ha trovato il modo per vivere bene e raccontandolo riesce a fare anche dei quattrini. Anzi, chapeau!
Ma andando più in profondità, ovvero cercando le premesse filosofiche e gli obiettivi ultimi della sua “vision”, le cose si fanno interessanti.
Emergono alcuni principi che cerco di sintetizzare molto approssimativamente:
• Attraverso una serie di pratiche (meditazione, digiuni, lavoro su noi stessi, …) diventiamo padroni non solo del nostro mondo, ma dell’intera realtà;
• Non esistono il bene e il male, il giusto o sbagliato, tutto dipende dalla prospettiva con cui guardiamo la realtà;
• I mali del nostro mondo sono originati dalla concezione cristiana; occorre liberarci dai codici antichi di colpa, peccato, giustizia, ecc.
• Tutto è energia, vibrazioni, ecc. il nostro destino è fonderci nell’indistinto del Tutto.
È chiara la matrice culturale panteista, gli influssi induisti, buddisti, ecc. ma non solo. Si cercano di fondere antichi insegnamenti orientali con la fisica quantistica (di cui credo che ben pochi comprendano qualcosa!), si percorrono gli ambiti di frontiera della medicina relativamente ai quali non vi sono ancora certezze consolidate, si effettuano collegamenti arditi, strumentali alla giustificazione delle proprie teorie (neuroscienze, epigenetica, scienza dei telomeri, nuove concezioni dell’evoluzionismo, ecc).
Ciò che mi stupisce e verso cui rivolgo la mia vis polemica, in realtà, non sono queste concezioni. Il disappunto nasce dal vedere la facile presa che tutto ciò ha nella gente comune e dalla constatazione che abbiamo dimenticato, come popolo, le nostre radici culturali cristiane. Siamo pecore senza pastore, viandanti così assetati da bere qualunque acqua si presenti davanti a noi. Abbiamo dimenticato che gli aspetti positivi di quanto Lumera dice – i benefici della meditazione, del perdono, di una sana alimentazione, della gentilezza, … – si ottengono in maniera più consistente attraverso le “vecchie” pratiche della vita cristiana: la preghiera, il digiuno, le opere di carità, la continenza, la vigilanza, le virtù cardinali e teologali. Con l’aggiunta dei doni dello Spirito Santo: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio. Ma soprattutto non sembra ormai interessare a nessuno la Vita Eterna che attende il cristiano dopo la morte e su cui dalle filosofie orientali ci separa un abisso.
Perché tutto ciò è accaduto? Su come si sia arrivati a buttare alle ortiche il preziosissimo tesoro che avevamo già in casa per acquistare nuove monete di dubbio valore ho molte idee, che però preferisco approfondire ulteriormente e dedicarvi riflessioni successive.
Claudio Mancini

Fonte: Varie