lunedì 3 agosto 2020 11:16
GIUSTIZIA

San Marino. Parla il governo: "Legittime le decisioni del Consiglio giudiziario"

San Marino. Parla il governo:

"Pienamente legittime le decisioni del Consiglio giudiziario".

Lo dichiara il Congresso di Stato, spiegando in un comunicato che il Consiglio giudiziario plenario, "nella sua ultima seduta, ha deliberato l’annullamento d’ufficio di alcune deliberazioni assunte nel 2018, quando revocò l’incarico all’allora magistrato dirigente". Decisione, questa, "assunta in aperta e manifesta violazione delle norme vigenti e dei principi sovranazionali in materia". Una misura, ricorda il governo, "deliberata nella totale assenza di alcuna previsione normativa in merito".

Oggi, rimarca l'esecutivo, "si muovono critiche sulle nuove distribuzioni del lavoro giudiziario, in particolare sulle assegnazioni ai commissari della legge Buriani e Di Bona, asserendo che gli stessi siano stati sottratti alle mansioni inquirenti e lasciando intendere la volontà di depotenziare l’azione giudiziaria che ha fatto emergere commistioni tra politica, imprenditoria e settore finanziario".

"Nulla di più infondato" perchè gli spostamenti in questione "erano stati decisi dal dirigente pro-tempore, Giovanni Guzzetta, con una disposizione entrata in vigore il 2 aprile 2019".

Il commissario della legge, Laura di Bona, "non ci risulta abbia mai partecipato al pool inquirente del cosiddetto 'Processo Conto Mazzini', il cui attuale giudice titolare è rimasto invariato". Il governo si chiede, casomai, "perché tale processo abbia subito rallentamenti nella scorsa legislatura" e "auspica che la giustizia proceda il suo lavoro nel solco della speditezza dei processi".

Ai magistrati firmatari di documenti e missive varie, il Congresso di Stato rivolge l’invito allo "stretto rispetto della legalità e delle procedure, che non possono essere rifiutate quando non aderenti ai propri desiderati". Nel caso, "come loro stessi che sono al servizio della legge e dei cittadini dovrebbero sapere, esistono eventualmente consoni strumenti di ricorso".

Il Congresso di Stato, inoltre, trova "interessante anche sapere a che punto sono le indagini dell’autorità giudiziaria in merito alle pesanti accuse mosse dal magistrato dirigente Valeria Pierfelici proprio nel Consiglio giudiziario plenario che la rimosse, circa gravi intrecci tra politica e Magistratura con relative vicende finanziarie annesse, sulle quali non è stata fatta ancora luce". Argomento "scomodo per gli odierni accusatori, sul quale è ancora pendente una Commissione d’inchiesta parlamentare riguardante Banca Cis".

Infine, alla politica e alla Magistratura "è più che mai doveroso rivolgere l’invito ad agire nelle rispettive competenze, perseguendo l’interesse dello Stato e lasciando da parte polemiche che rischiano di influire in un contesto in cui ognuno dovrebbe agire per preservare l’integrità della giustizia nella sua più alta forma".

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