mercoledì 23 settembre 2020 17:38
L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

San Marino. Bindi: “Pagheremo tutti presto gli atti del governo”

Bindi: “Pagheremo tutti presto gli atti del governo”. Valentini: “Attenzione Greco da non trascurare”. Boschi: “Paese in pericolo”

“E’ stata un delusione forte constatare che le ambizioni personali al limite del patologico, avevano preso il sopravvento sulla responsabilità, sulla preminenza delle istituzioni, sul mantenere e rafforzare il delicato equilibrio necessario, sia in termini di reputazione, sia in termini di oggettività”. Così il consigliere di Rf, Fernando Bindi, che ricostruisce la situazione attuale partendo dalle azioni dell’ex dirigente, Valeria Pierfelici, in commissione affari di giustizia nel 2017, censurate, poi, dai magistrati che votarono la sfiducia. Parte dal 2013, Il professor Bindi dice al Consiglio di avere piena e documentata conoscenza logica e cronologica sulla successione degli avvenimenti. “Le elezioni del 2016 furono motivo di scontro. Con la diffusione di notizie, vere, false, con l’andirivieni continuo di luogotenenti politici anche candidati, di pseudogiornalisti, come era accaduto alla fine degli anni ottanta con altri giudici ‘pensionati’ nel 2002. Il deposito della sentenza di primo grado del Conto Mazzini il 29 giugno 2017 accentua disagio e malcontento anche perché la relazione annuale sulla giustizia innesca la fase finale dello scontro tra il magistrato dirigente e la grande parte dei giudici. La questione non è giuridica, è di potere, di attaccamento al potere”. Poi cita il famoso addendum, che fa passare la questione dal campo della magistratura a quello della politica, “come i verbali della commissione testimoniano di un coordinamento tra domande e risposte”. Poi ricostruisce la sfiducia alla Pierfelici e le motivazioni che spinsero i magistrati a muo- vere le censure.

Aggiunge che furono in diversi a cercare a parlare con la Pierfelici: “Nulla, il delitto di lesa maestà non è soggetto alla misericordia e alla ragione”. Quindi la sfiducia venne votata. “Fantasioso pensare che sia stato un complotto, normale atto di sfiducia fatto passare come un colpo di stato”. Poi arriva ad oggi. “La propaganda può anche andare bene, ma gli atti che il governo ha posto in essere li pagheremo tutti presto, parere o non parere del professor Baldassarre”. Quindi Strasburgo: “L’attuale potere parla di forzature della passata legislatura, ma se lo erano quelle, il segreto sugli atti, la retroattività, la notturna velocissima redistribuzione degli incarichi che non pare avere solide basi di legalità... queste sono carezze?”

Nel pomeriggio dai banchi della maggioranza si è levata la voce critica di Pasquale Valentini, Pdcs: “Abbiamo una attenzione degli organismi internazionali che non si può trascurare. Mi sembrava che nessuno volesse ammettere di aver commesso errori. Forse qualcosa varrebbe la pena di approfondirla. Non possiamo passare sopra queste cose. Sono errori vecchi. Il travisamento dei ruoli. Si sono fatte azioni che non sono corrispondenti alle norme previste dall’ordinamento e non corrispondono alle competenze degli organismi. C’è una interpretazione errata delle cose segrete. Io non sono dell’idea che i 10 in Commissione Giustizia siano i nostri gladiatori mandati nell’arena per combattere i giudici etc. I dieci sono emanazione del Consiglio Grande e Generale e rispondono al Consiglio e ai consiglieri riferiscono. Per come ci stiamo presentando agli organismi internazionali non possiamo che avere una bocciatura. Sicuramente forzature sono state fatte in un momento e nell’altro”.

Di seguito Luca Boschi di Libera considera “fallimentare la gestione della giustizia negli ultimi mesi da parte del segretario Ugolini. Il nostro tribunale è in tilt e regna il caos. Ci deve preoccupare perché il tribunale dovrebbe essere la certezza di ogni cittadino. La lettera del Consiglio d’Europa dice: non fate un altro passo o vi commissariamo. Un dato rilevante e mai visto per la nostra Repubblica. Quando non si persegue il bene comune ma solamente interessi particolari di poche persone, è chiaro che quando la strada è così tortuosa si sbaglia e si mette il Paese in grave pericolo. Se non ci saranno intenzioni chiare da parte del Segretario alla Giustizia, utilizzeremo tutti gli strumenti legittimi che la legge ci mette a disposizione come opposizione per evidenziare il fallimento e i suoi responsabili. Rete è nata sulla spinta del Conto Mazzini e ora sarà responsabile del blocco del Conto Mazzini”, conclude Boschi che preannuncia azioni forti e, in sostanza, una mozione di sfiducia al Segretario alla giustizia Massimo Andrea Ugolini, soprattutto per la lettera del Commissario per i diritti umani.