mercoledì 30 settembre 2020 07:24
RASSEGNA STAMPA

San Marino. Giustizia, sconfessato il governo dal report del Greco

San Marino. Giustizia, sconfessato il governo dal report del Greco

L’Informazione di San Marino: Il Greco sconfessa di fatto le azioni portate avanti a testa bassa dalla maggioranza

È redatto con lo stile diplomatico degli organismi internazionali, ma il rapporto del Gruppo europeo di Stati contro la corruzione (Greco) ha un peso soprattutto in questa fase dove si è accelerato per mettere in atto tutto il contrario di quanto l’organismo del Consiglio d’Europa raccomanda, facendolo in fretta e prima che il report venisse pubblicato. Il completamento in notturna del disegno di radere al suolo il Tribunale, cacciando anche i giudici di appello e retrocedendo il commissario della legge Simoncini, è l’ignobile prosecuzione di un percorso pianificato in barba alle raccomandazioni degli organismi internazionali. Si deve partire dal presupposto che il commissario per i diritti umani, Dunja Mijatović, aveva affermato nella sua lettera dell’8 settembre scorso: “Chiedo alle autorità di San Marino di astenersi dall’adottare ulteriori misure che possano alimentare tali accuse in attesa dell’adozione e della pubblicazione di tale rapporto e prima che eventuali raccomandazioni in esso contenute siano adeguatamente attuate”. Un invito dolosamente ignorato, sia nei Consigli giudiziari del 9 e 10 settembre, sia in quello del 28 settembre, la cui convocazione, anzi, è stata accelerata proprio per anticipare la pubblicazione del rapporto del Greco. Rapporto del Gruppo europeo di Stati contro la corruzione che per contenuti e gravità delle raccomandazioni, boccia quanto finora portato avanti a testa bassa e con prevaricazione della politica sulla autonomia della magistratura, violando i principi fondamentali che lo stesso Greco richiama. (…)

Il primo richiamo è quello che nella composizione del Consiglio giudiziario si limiti l’influenza politica. In barba a questo principio, tra l’altro già evidenziato da segretario generale del Coe e commissario per i diritti umani, si è tirato dritto con l’attuale composizione di preminenza politica, dove anzi il voto dei politici ha avuto preminenza nelle votazioni che hanno sancito la cacciata dei magistrati. Il secondo, i carichi di lavoro. Il Greco nel rapporto tratta la prescrizione dei processi - oltre 500 all’epoca della visita degli esperti, oggi diventati 720 - e nella delegazione che è andata a Strasburgo in occasione della recente trasferta il governo ha scelto di inviare il commissario Morsiani, proprio il diretto dalla cospicua mole di arretrati. Terzo, la responsabilità disciplinare dei magistrati e la proporzionalità delle censure. E in barba alle raccomandazioni e tenendo nascosta la lettera degli Commissario per i diritti umani, sulle base degli esposti di due soggetti che ha indagato, si è mandato sotto sindacato un commissario della legge sgradito, strumento che non ha alcuna proporzionalità disciplinare ma come unica conseguenza il licenziamento. Quinto, la trasparenza degli atti giudiziari. E invece la maggioranza, asservendosi a desiderata esterni, ne invoca la segretezza anche laddove la legge già prevede che segretezza non ci sia. Sesto, la coerenza nella assegnazione dei casi e l’aberrazione dello spostamento dei fascicoli - il Greco richiama esplicitamente il lavorio notturno del 24 luglio - che viola il principio del giudice naturale. Settimo, il conflitto di interessi dei consiglieri e un loro codice di condotta. La maggioranza se ne infischia e lascia che avvocati facciano le loro arringhe in consiglio nell’interesse dei loro clienti. C’è tutto questo e molto altro nel rapporto del Greco, compresi diversi riferimenti alla valenza del conto Mazzini i cui giudici sono stati attaccati frontalmente dalla maggioranza, generando sfiducia. (...)

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino

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