lunedì 12 ottobre 2020 21:11
CORONAVIRUS

Covid, nuove restrizioni a San Marino: niente consumazioni in piedi o al banco

Covid, nuove restrizioni a San Marino: niente consumazioni in piedi o al banco

Il Governo di San Marino ha emanato un Decreto Legge che introduce nuove restrizioni per limitare il contagio da coronavirus.

Si tratta del Decreto n. 187 del 12 ottobre 2020, approvato nella seduta di oggi del Congresso di Stato, che va a sostituire il Decreto n. 156 di fine settembre. Poche ma significative le disposizioni contenute che entrano in vigore dalle 00.01 del 13 ottobre.

Resta invariato l'obbligo di contattare telefonicamente il proprio medico curante se si ha "sintomatologia da infezione respiratoria e febbre maggiore di 37,5°C".

Come prima è previsto l'obbligo di uso della mascherina "sui mezzi di trasporto pubblici, in luoghi chiusi aperti al pubblico" ma anche in luoghi all’aperto nel caso "non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro". Non sono
soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, e soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ed i soggetti che interagiscono con questi ultimi.

La novità principale riguarda i locali aperti al pubblico. Innanzitutto avranno l'obbligo di mettere a disposizione di clienti e personale distributori di "igienizzante idroalcolico per le mani, di curare l’igiene degli spazi comuni" come locali igienici e di servizio, tavoli e sedie, oltre che "di garantire il distanziamento e l’utilizzo corretto dei dispositivi di protezione". Inoltre "sono inibite le consumazioni in piedi o al banco all’interno dei locali nonché i buffet". Ciò significa che ogni locale aperto al pubblico "può servire unicamente i clienti che trovano posto a sedere all’interno dei propri locali".

Inoltre il personale in servizio nei locali aperti al pubblico "ha il dovere - recita l'articolo 5 - di richiedere il rispetto delle prescrizioni di cui al presente decreto – legge" non solo a coloro all'interno del locale ma anche "ad eventuali avventori che si assembrino nei paraggi dell’attività aperta al pubblico". Se non ascoltati il decreto autorizza il personale in servizio nei locali aperti al pubblico "ad avvertire le forze di polizia" che potranno avvalersi anche dei corpi militari volontari.


Ma il decreto prevede anche deroghe a questi obblighi. A concederle, in caso ad esempio di feste, eventi, raduni, manifestazioni, oppure qualsiasi evento organizzato privatamente, è la Gendarmeria, "sentiti il Dipartimento di Prevenzione e la Protezione Civile per quanto di competenza. Tale richiesta di autorizzazione preventiva - recita l'articolo 4 - che deve pervenire con un preavviso di almeno dieci giorni, può venire concessa solamente a fronte di opportune misure di controllo e verifica del rispetto delle prescrizioni, e solo previa indicazione, da parte dell’organizzatore, di un responsabile della sicurezza facente capo ad agenzie di vigilanza autorizzate a tale compito, oltre ad un numero di addetti per la sicurezza, facenti capo al responsabile, non inferiore alla proporzione di uno ogni cinquanta avventori. Il numero massimo di avventori non potrà in alcun caso eccedere la proporzione con gli addetti della sicurezza".

Dovrebbe così essere salva la festa di Halloween organizzata il 31 ottobre al tiro a volo de La Ciarulla dal Musica Riccione con il patrocinio della Segreteria di Stato al Turismo.

Il decreto, come il precedente ora abrogato, prevede inoltre che "in caso di attività fisica e sportiva che preveda il contatto fisico" siano "obbligatorie le prescrizioni individuali di igiene e sicurezza più comuni: lavaggio o utilizzo di igienizzanti per le mani, buone prassi nello starnutire o tossire. È necessario adottare una frequente aerazione degli ambienti ed una regolare e rigorosa sanificazione degli stessi (aree comuni, spogliatoi, docce, servizi igienici, attrezzature e macchine utilizzate per l’esercizio fisico)".

Crescono le multe per i trasghessori: la multa minima sale da 500 a 1.000 euro mentre la massima resta a 2.000 euro.

Leggi il testo del nuovo decreto

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