giovedì 15 ottobre 2020 15:43
SANITÀ

San Marino. Il segretario Ciavatta: "Resistenze al cambiamento nell'Iss"

San Marino. Il segretario Ciavatta:

In Commissione Sanità è avvenuta l’audizione del comitato esecutivo dell'Istituto per la sicurezza sociale sulla gestione della sanità nella Repubblica di San Marino.

Lo segnala San Marino News Agency, che in un proprio dossier sui lavori di ieri della Commissione Sanità a Palazzo Pubblico riporta le dichiarazioni del direttore generale dell'Istituto per la sicurezza sociale, Alessandra Bruschi, riguardanti i servizi sanitari presenti sul Titano: “Oggi abbiamo un sistema non codificato: i tempi di attesa sono molti diversi, chiediamo alla politica aiuto per questo atto per definire quali sono i livelli essenziali di assistenza, perché viviamo a volte forte aggressività da parte dell'utenza, richieste costanti di avere prestazioni in tempi rapidi, immediati, gratuite e siamo al limite delle pretese. Certe condizioni le possiamo migliorare, ma non siamo in grado in questo momento, con le risorse che abbiamo, di poter soddisfare tutte le richieste di visite ripetute: si sono avute 450 visite dermatologiche solo a settembre, o 14 visite urgenti di neurologia in un solo giorno perché l'aggressività è tale da mettere in crisi un professionista se non mette l'urgenza. Dobbiamo aiutarci a mettere dei paletti. È sicuramente venuta meno la capacità di controllo a causa della carenza di risorse in ambito di prevenzione, previdenza, gestione aziendale, e non agire di controllo vuol dire non avere termometri che ci aiutano a lavorare. Dobbiamo recuperare i servizi territori e i domiciliari: ci risultano appena 2 domiciliari al giorno in media. Lo sviluppo della domiciliarità è un percorso da fare insieme. A riguardo, pensiamo all'introduzione della figura dell'infermiere di Castello per incrementare la presenza territoriale che con i medici non siamo in grado di dare in tutti i Castelli. Lo abbiamo proposto ai capitani di Castello, ma non è stato valutato positivamente dall'area medica: non si pensa che un infermiere possa essere autonomo".

Sullo stesso argomento è intervenuto anche il segretario di Stato per la Sanità, Roberto Ciavatta, che con tono polemico ha detto: "Quest'anno abbiamo lo stesso numero di pazienti e medici dell'anno scorso, abbiamo più infermieri e amministrativi, ma abbiamo un numero più alto di telefonate. Perchè i medici di base hanno deciso di non riaprire il Cup e le telefonate avvengono tutte nei Centri sanitari. Forse perchè il Cup ha un'agenda razionalizzata e trasparente. Altra ragione: siamo passati da 8 prenotazioni in 6 ore a 3. Questo può sembrare un dato da poco, ma 5 visite in meno a medico, significano 24mila visite in meno all'anno. Se la riduzione era legittima e dovuta in fase Covid, oggi non aver riaperto quelle prenotazioni fa sì che tutti non possono essere prenotati e telefonano in 100mila e, non trovando la linea, si riversano nei centri sanitari. Penso non sia normale che siano il comitato esecutivo e i sindacati a dover fare una proposta di riorganizzazione: ci sono primari pagati profumatamente, più dei membri comitato esecutivo, per rioganizzare i servizi. Ogni medico fa 100 ricette al giorno, 419mila ricette all'anno, mediamente ogni cittadino fa 15 ricette all'anno. C'è un problema su cui fare delle verifiche. Si cerca di dare soluzioni: cari medici, fate più visite a domicilio. Ma non sono fatte anche se sono pagate le ore previste per il domicilio. C'è resistenza al cambiamento nell'intera struttura. Le fatture da pagare del 2017: in tre anni il vuoto pneumatico ha gonfiato le spese. Prima chi gestiva le unità aveva tutto e subito e oggi invece ci sono resistenze. Mi domando se ci sia volontà di creare disservizi".

"Dopo il Covid, il sistema di prenotazione delle visite è ingolfato e i cittadini sono preoccupati - ha evidenziato Francesca Civerchia (Pdcs) -. Dobbiamo garantire l'erogazione delle prestazioni, in questo modo le persone invece tendono a rivolgersi al privato a dispetto del nostro sistema universalistico".

"I primari devono fare il loro lavoro, mettiamoci tutti in gioco e facciamo squadra, se lo facciamo ne possiamo uscire", ha dichiarato Miriam Farinelli (Repubblica futura).

Sulla necessità di un atto organizzativo, ha affermato Emanuele Santi (Rete), "non possiamo permetterci ospedale con reparti vuoti e pieno organico".

Dell'aumentata aggressività dei pazienti rispetto agli operatori sanitari, "in generale è aumentata l'intolleranza e l'idea della Pa negativa - ha motivato Guerrino Zanotti (Libera) -. Nella sanità forse c'è spazio per rendere efficaci i servizi sanitari e anche di educare e informare la cittadinanza rispetto all'appropriatezza e alle tempistiche, al fatto che non si possa pretendere l'urgenza se non c'è. Condivido sia necessario lavorare in gruppo e che ci sia un atteggiamento collaborativo da parte di tutti, medici inclusi".

Leggi il testo integrale del report di San Marino News Agency sui lavori della Commissione Sanità 

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