domenica 10 gennaio 2021 23:38
L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

San Marino. Vaccino ancora lontano?

Quattordicesimo giorno senza vaccino, malumori

Destano molta amarezza e rabbia tra i medici del Titano, le notizie e le immagini del loro colleghi sammarinesi che operano oltre confine e che hanno già fatto il vaccino anti-Covid, così come gli ospiti delle le Residenze per anziani stanno via via ottenendo la copertura vaccinale. 

Tra i medici che si sono vaccinati in questi giorni anche l’ex Direttore Generale dell’Iss, Andrea Gualtieri, che oggi lavora in Emilia Romagna ed sta operando proprio per la copertutra vaccinale anche nelle Rsa. E’ di venerdì mattina, ad esempio, la vaccinazione degli operatori di una Rsa di Mercato Saraceno, vaccinazione che ha visto il ringraziamento del comune, postato dal dottor Gualtieri: “40 operatori della si sono sottoposti alla vaccinazione anti Covid-19. Un grazie di cuore a nome di tutta la comunità: iniziamo dalla tutela delle fragilità più evidenti, i nostri anziani, attraverso la sicurezza degli operatori, che affronteranno il loro lavoro con maggior serenità”.

Sul Titano, invece, ancora non si sa neppure quando verrà siglata l’intesa con l’Italia per la fornitura dei vaccini e, quindi, non è nota neppure la data in cui la campagna vaccinale a San Marino inizierà.

Dal 27 dicembre, data in cui la vaccinazione è iniziata in Italia, sono passati già 14 giorni senza che sia noto come si procederà sul Titano. Il malumore, soprattutto, serpeggia tra i sanitari che già si sono espressi pubblicamente con un comunicato, di fatto liquidati dal segretario alla Sanità, Roberto Ciavatta, con un “meglio di così non si poteva fare”.

C’è anche chi si domanda se, avendo avuto a disposizione i vaccini quindici giorni fa, si sarebbero potuti evitare contagi, soprattutto nelle situazioni più delicate. Di certo, ogni giorno in più che trascorre senza vaccino, prolunga il rischio contagio per la collettività, com maggiore rischio soprattutto per i soggetti più esposti e più deboli. Da qui la crescente preoccupazione manifestata dai sanitari.