mercoledì 13 gennaio 2021 22:59
L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

San Marino. Report: mascherine e banca Cis

Banca Cis, potrebbe essere aperta più di una inchiesta in tribunale

Mentre a Report un testimone anonimo parla di “attenzionamento” da Bcsm e Aif per la vicenda del villaggio in Tunisia, in Tribunale, oltre al “caso titoli” i cui sviluppi non sono noti, potrebbero esserci altri fascicoli

Ha destato attenzione il servizio di Report sull’approvvigionamento di mascherine dalla Cina anche sul Titano. Nell’inchiesta infatti si parla dell’indagine della procura di Roma che vede indagato, tra gli altri, anche Daniele Guidi, ex direttore generale di BancaCis. L’accusa è traffico di influenze, per la quale Guidi, che venne contattato per organizzare il trasporto delle mascherine dalla Cina, è indagato assieme all’ingegner Vincenzo Tommasi e a uno dei principali indagati, Mario Binotti, oltre ad altre 4 persone. 

Per la cronaca il traffico di influenze per cui indaga la procura di Roma è il reato di chi, sfruttando relazioni esistenti con un pubblico ufficiale o con un incaricato di un pubblico servizio, indebitamente fa dare o promettere, a sé o ad altri, denaro o altro vantaggio patrimoniale, come prezzo della propria mediazione illecita verso il pubblico ufficiale. Gli indagati, dal canto loro, si difendono sostenendo che la mediazione, sull’acquisto in piena emergenza di 801 milioni di mascherine pagate 1 miliardo e 251 milioni, non fu illecita. Il collegamento con le vicende di BancaCis nel servizio di Report, viene fatto emergere perché Guidi e Tommasi ebbero rapporti anche in una vicenda che riguarda la banca. Vicenda relativa a un incarico dato dalla banca sammarinese alla società Sunsky di Tommasi per la vendita di un villaggio turistico in Tunisia, il Keliba Beach. Questo villaggio era in pancia alla banca a garanzia di un prestito fatto quando ancora l’istituto era Credito industriale sammarinese ed era di proprietà di Carim. Lo afferma l’avvocato Dinoia, legale di Guidi: “Il finanziamento del gruppo Make, cioè il debito che aveva con BancaCis, risale al 2008, quando il Cis era di proprietà della Cassa di risparmio di Rimini e il dott. Guidi non aveva alcun ruolo, dal momento che è subentrato nella compagine sociale e nell’amministrazione soltanto a partire dal 2012”.

In seguito, nel 2016, la banca affidò l’incarico alla Sunsky per la vendita del villaggio, vendita attraverso la quale recuperare il credito, con incarico di provvigione fino a 500mila euro. Ne parla sempre il legale di Guidi: “L’ingegner Tommasi era persona da tempo conosciuta dalla Banca come stimato professionista e consulente attivo non solo nel settore della difesa”.

Report intervista, poi, anche il Presidente della Commissione di inchiesta su BancaCisGerardo Giovagnoli. A questo villaggio accenna, infatti, la relazione finale della Commissione, pur senza contestualizzarne le circostanze: “Vengono inoltre segnalate - si legge - operazioni di credito abnormi avvenute pochi mesi prima del primo finanziamento, ad esempio il finanziamento per €19.000.000 per la costruzione di un villaggio turistico in Tunisia. Oltre a questa, numerose altre operazioni attraverso le quali veniva letteralmente svuotata della sua liquidità”.

Il servizio di Report aggiunge, riportando le dichiarazioni di un testimone anonimo, che, per questo episodio, Guidi sarebbe “attenzionato” da Aif e Banca Centrale. Dopo la chiusura della risoluzione di Banca Cis, è d’altra parte pressoché scontato che il Commissario Sido Bonfatti abbia presentato la propria relazione sulle anomalie riscontrate all’autorità di vigilanza. Anomalie che possono avere dato avvio anche a segnalazioni all’autorità giudiziaria.

Non è dunque escluso che oltre alla vicenda nota del cosiddetto “caso Titoli”, i cui sviluppi non sono ad oggi conosciuti, possano essere stati aperti anche altre indagini su specifiche segnalazioni, senza contare che anche la Commissione di inchiesta ha trasmesso il proprio faldone in tribunale.