giovedì 21 gennaio 2021 12:49
MUSICISTI DEL NOSTRO TERRITORIO

L'intervista a Mr.Gore per Suoni la nostra rubrica musicale

L'intervista a Mr.Gore per Suoni la nostra rubrica musicale

 

Abbiamo incontrato il giovane rapper sammarinese Giacomo Moretti in arte Mr. Gore. Ci ha raccontato un pò di lui, della sua musica e dei suoi prossimi progetti.

 

Ciao Mr.Gore, raccontaci chi sei e come ti sei avvicinato al mondo della musica.

"Ciao sono Mr.Gore, all'anagrafe Giacomo Moretti, classe 1996, nato e cresciuto nella Serenissima Repubblica di San Marino.
 
Un ragazzo come gli altri, uno di quelli che a scuola non andava troppo bene e veniva spesso additato da mamme ed educatori come quello troppo "vivace".
 
Quando mi viene chiesto come la musica è entrata nella mia vita mi viene da pensare che non sia stato io ad avvicinarmi a lei quanto più lei a me, per 
una serie di concomitanze di eventi e passioni che mi sono state trasmesse per osmosi da amici e parenti. 
 
La prima volta che sono entrato in uno studio di registrazione è stato per partecipare ad una "posse" (ovvero una traccia che include più persone) 
che doveva essere inclusa nell'album di un caro amico, ho sempre voluto rendere lui il diretto responsabile della mia genesi come artista".
 
 
 
 
Da dove nasce la tua passione per la cultura Hip-hop e per il Rap? Quali sono le tue influenze musicali?
 
"Avevo all’incirca dodici o tredici anni quando ho sentito per la prima volta parlare di HipHop.
 
Principalmente mi sono avvicinato a questo mondo grazie a mia cugina che mi faceva  ascoltare la musica che lei stessa aveva imparato a conoscere mentre frequentava l’Università di Bologna. 
 
I primi artisti che ho conosciuto e seguito sono stati sicuramente Inoki, Joe Cassano, Dj Lugi, Lord Bean, Bassi Maestro, Fritz Da Cat e Fabri Fibra.
 
Negli anni a seguire mi sono interessato alla storia che c’era dietro all’HipHop in Italia, quindi a chi aveva iniziato a farlo, come era nato, da dove veniva.
 
Chiaramente ero consapevole che fosse un elemento di importazione dai movimenti che già esistevano in America, ma sentirlo fare in Italiano era diverso, lo sentivo tangibile, raggiungibile in qualche modo.
 
Penso che le influenze musicali che ho nel mio modo di fare rap non possano elencarsi o descriversi, quando scrivo mi trovo ad aprire monologhi in assonanza, il modo in cui lo faccio non viene dettato da quelli che sono (o sono stati) i flow dei rapper che seguo, piuttosto è la melodia a suggerirmi le metriche con cui affiancare parole al beat".
 
 
 
 
 
“Dalla parte sbagliata” è stato il tuo primo EP uscito ad aprile 2020. Raccontaci come è avvenuto il percorso ed il processo creativo per questo progetto.
 
"Dalla Parte Sbagliata" non è un prodotto che ho creato al fine di farmi conoscere o riconoscere come artista indipendente, sarebbe più opportuno descriverlo come una conseguenza, il frutto di esperienze del passato che in un qualche modo mi hanno segnato ed insegnato. 
 
Non amo etichettare quel lavoro denominandolo "Album, Tape, EP ecc...", quando guardo la copia fisica del disco fra le mie mani non vedo solo tracce audio che raccontano il mio vissuto, ci vedo anche anni di dedizione, risparmi investiti, persone che hanno direttamente o indirettamente reso possibile la sua creazione ed una gran quantità di ricordi legati a quel periodo.
 
 
 
Il 31 ottobre scorso è uscito il singolo “Shinigami”, letteralmente “divinità della morte” nella mitologia giapponese. Anche nel videoclip ci sono molti riferimenti e richiami a questo concetto...parlaci di questo brano, di cosa rappresenta per te.
 
 
"Nasce come una metafora, inizialmente sottoforma di dialogo con la morte, che forse al momento della scrittura pensavo più come inevitabile destino.
 
La traccia è ricca di riferimenti al processo di crescita e creazione contrapposta all'eterno procrastinare di quel che dovrebbe essere ma non è.
 
Nelle prime strofe vi sono citazioni che vogliono esplicare come il rap stia diventando sempre più un bene di consumo, quasi trattato con superficialità sia da chi lo fa che da chi lo ascolta, estraniato e dislocato da quella che è la sua originaria posizione di umiltà e verità.
 
Vedo ragazzi dentro a questo mondo fare i ganzi, parlare di droga e armi, con l'intento di fare i duri e "spaccare", senza mai però ricostruire.
 
Nel ritornello canto di come sia l'ispirazione a trovare noi e non viceversa, forse per evidenziare il fatto che veniamo scelti dalle nostre passioni senza saperlo, a parer mio non siamo noi a scegliere, quello che è destinato a noi troverà sempre il modo di raggiungerci.
 
La seconda strofa contiene parole che rimandano esattamente alla consapevolezza acquisita da parte mia nel modo di scrivere e fare musica, ma anche citazioni
ad artisti che ho molto stimato all'interno dell'ambiente...
 
Se mi venisse chiesto con quale intento Shinigami è stata scritta direi senz'altro che l'obiettivo era quello di risvegliare alcune coscienze che sembrano essersi dimenticate che tutti noi abbiamo una data di scadenza e che non servirà a nessuno elevarsi al di sopra di altri, meglio restare con i piedi per terra".
 
 
 
 
 
Il 2021 è partito per te con una collaborazione nel brano “Dimmi dove sei” uscita qualche settimana fa. Quanto sono importanti le collaborazioni artistiche nella produzione e nella buona riuscita di un tuo brano?
 
"Mi sento di dire che "Dimmi dove sei" è una delle tracce nelle quali sono stato più felice di aver potuto dare supporto e contributo.
 
Sicuramente un lavoro lungo e minuzioso che ha visto collaborare diversi musicisiti e produttori, una canzone molto importante per me che mi ha dato forza e determinazione per affrontare un periodo di estrema difficoltà e confusione, devo certamente ringrazire di cuore chi mi ha spinto a parteciparvi.
 
Nel rap vedo collettività ed unione, un featuring per me significa prestarmi ed intrecciarmi ad un flusso di coscienza altrui, se non c'è intesa fra me 
e l'artista/gli artisti con i quali mi trovo a lavorare non ha senso nemmeno iniziare, alla base del tutto deve esserci un'intenzione comune".
 
 
 
 
Le nostre interviste nascono per dare spazio e voce ai musicisti di San Marino e del nostro circondario. Quali sono i tuoi pensieri sulla musica del nostro territorio? Hai idee su come fare per supportare al meglio i musicisti?
 
"Quali sono i miei pensieri sulla musica del nostro territorio?
 
Sicuramente pensieri positivi, sto imparando sempre più a conoscere persone che nemmeno immaginavo potessero essere coinvolte nel mondo della musica, adoro i musicisti e non mi definisco tale (dato l'impedimento che ho nel suonare strumenti) ma provo un forte benessere quando mi trovo in compagnia di persone capaci ed aperte nella musica, ogni persona che si voglia definire artista rappresenta per me una persona che ha avuto un precedente per dichiararsi tale, quindi un vissuto ed una storia fatta di giorni passati a creare, comporre e condividere.
 
Un modo efficace per prommuovere la musica in territorio a parer mio potrebbe essere generare uno o più eventi dedicati a questo ambito, riassumendo così il vero
e proprio bacino d'utenza che si sviluppa attorno alla sfera musicale e artistica sammarinese in un unico luogo, al fine di creare progressione e possibilità".
 
 
Come ti vedi di qui a 10 anni? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
 
"Proiettarsi dieci anni avanti non è certo cosa facile, spero di rimanere sempre realista e creativo come sono sempre stato nella vita.
 
I miei progetti musicali per il futuro andranno a braccetto con la crescita che avrò come individuo suppongo, non posso sapere dove sarò indirizzato, da
cosa verrò influenzato o se qualcosa un giorno mi impedirà di dedicare tempo a questa passione.
 
L'unica certezza che ho nei confronti del rap è che ho un conto aperto con lui perchè ha saputo aiutarmi più di chiunque altro nel momento in cui ne avevo più bisogno.
 
Confido nel fatto che le persone prendano coscienza che la musica di plastica che sempre più viene promossa dalle grandi etichette sta inquinando il mondo, rendendolo frivolo, superficiale e strumentalizzato da chi mira solamente ad utili e proventi".
 
Grazie ed in bocca al lupo per il futuro!
 
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Intervista a cura di Nicolò Tamagnini
 
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