martedì 9 febbraio 2021 20:16
TITANO BOND

Debito pubblico, il Governo di San Marino ritenta l'emissione da 300 milioni

Debito pubblico, il Governo di San Marino ritenta l'emissione da 300 milioni

Riparte la missione "Titano bond" con cui la Repubblica di San Marino punta ad emettere 300 milioni di euro di obbligazioni sul mercato.

A darne notizia ieri pomeriggio è stato il Segretario di Stato alle Finanze Marco Gatti all'agenzia di stampa Reuters. La quale, con un lancio in lingua inglese, cui spiega che l'Antica repubblica ha dato mandato a JP Morgan e Credit Suisse per sondare gli investitori su un'emissione di obbligazioni da 300 milioni di euro.

Quello che in gergo tecnico viene definito un roadshow, si terrà da oggi a venerdì e servirà per presentare ai più importanti investitori il titolo di debito. Da un lato questo consentirà di spiegare i dettagli dell'operazione, dall'altro farà capire se il bond interessa ed eventualmente a quale tasso di interesse. 

È una procedura che era stata effettuata già nel 2020 ma senza riscontrare particolare successo. Tant'è che il governo di San Marino aveva preferito rimandare al 2021 l'emissione. Nel frattempo ha chiesto un prestito ponte di 150 milioni di euro all'americana Cargill da ripagare alla fine del 2021.

"Le banche terranno un roadshow a partire da questa settimana in vista di una potenziale emissione di 300 milioni di euro", ha detto a Reuters il Segretario Gatti. "Aggiorneranno gli investitori sulle misure che abbiamo incluso nell'ultima legge di bilancio", ha aggiunto.

JP Morgan e Credit Suisse presenteranno un'obbligazione senior a tre anni, che sarà valutata BB + con outlook negativo dall'agenzia di rating Fitch, ha detto un trader anonimo alla Reuters.

"San Marino - scrive l'agenzia - il cui settore bancario è in difficoltà a causa di un grande mucchio di prestiti in sofferenza, già nell'ottobre dello scorso anno ha cercato di attingere ai mercati con un'obbligazione quinquennale ma un accordo non è emerso dopo le riunioni degli investitori.

A quei tempi, San Marino mirava a raccogliere 300 milioni di euro per aiutare a riorganizzare le passività della Cassa di Risparmio di San Marino e rimborsare il debito alla banca centrale per sostenere la liquidità nel suo sistema bancario, secondo un documento di offerta inviato agli investitori all'epoca".

Ora quindi si attende il responso dei possibili investitori che sarà cruciale per la missione finale.

digià

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