martedì 29 giugno 2021 07:03
RASSEGNA STAMPA

San Marino. Tlc, per la Commissione tecnica il progetto sarebbe "insostenibile economicamente"

San Marino. Tlc, per la Commissione tecnica il progetto sarebbe

La Serenissima. Rete Zte, ecco cosa avrebbero concluso i tre commissari nella verifica coperta dall’inviolabile “segreto di Stato”

ENRICO LAZZARI - La chiave di tutta la vicenda tlc, con relativo spreco milionario preannunciato, sarebbero gli esiti, il documento, la relazione conclusiva prodotta dalla verifica della Commissione tecnica istituita dal governo con delibera n. 4 del 10 febbraio 2020. (…)

Ad aprire la relazione conclusiva sarebbe la denuncia di “difficoltà incontrate” dai commissari dovute alla “resistenza di alcuni interlocutori”, indicando fra gli altri l’allora direttore di Aass, Raoul Chiaruzzi, e a “risposte evasive” fornite da Zte Italia, motivate da un “patto di non divulgazione” intrinseco agli accordi stipulati con NetCo. Una premessa che, però, da sola non appare sufficiente a giustificare il “pressapochismo” e lo “scarso approfondimento tecnico” che caratterizzerebbe l’intera relazione conclusiva secondo quanto sostenuto da alcuni che avrebbero avuto il privilegio di leggerla. Le prime obiezioni sollevate, comunque, sarebbero riferite alle “criticità e contraddizioni” del progetto affrontate – sembra - in ben 32 pagine di rilievi quasi essenzialmente formali, ovvero attinenti iter e procedure a tratti controversi sia nel rapporto con Zte Italia che con WindTre, come, ad esempio, un “ordine di acquisto effettuato a corpo e quindi non dettagliato” effettuato da NetCo il 20 dicembre 2018, ovvero quando la stessa era “assolutamente priva di risorse economiche”, poi pervenute in seguito. Particolare attenzione, in queste pagine, sarebbe riservato alle date che - doveroso usare il condizionale non avendo potuto visionare direttamente il documento segreto - spesso non apparirebbero neppure certe nell’accertamento dei tre commissari. Ma la chiave di queste 32 pagine sarebbe riassumibile in una conclusione: “...I ricavi attesi per la Public NetCo non sembrano assicurare un adeguato ritorno economico per la Public NetCo” e “ciò anche immaginando in futuro la presenza di altri gestori” al fianco di WindTre, che, si ricordi, aveva già stipulato un accordo per utilizzare la rete pubblica sammarinese. La chiave sembra essere, quindi, tutta qui, cioè nella sostenibilità economica del progetto globale di ridefinizione della rete e, quindi, dell’intero assetto delle tlc sammarinesi varato dal governo Adesso.sm con Andrea Zafferani (Rf) alla guida del dicastero alle Telecomunicazioni. “...I ricavi attesi non sembrano assicurare...”, comunque, non sembra una sentenza da innalzare a “Vangelo” e sulla quale buttare nella “spazzatura” circa sei milioni di hardware già acquistato e consegnato. (…)

Articolo tratto da La Serenissima

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