giovedì 2 settembre 2021 14:12
LA CRITICA

Truffe on line da aziende di San Marino, Ucs: "È ora di dire basta"

Truffe on line da aziende di San Marino, Ucs:
Francesca Busignani, presidente dell’Unione consumatori sammarinesi

Continuano incessanti le segnalazioni all’Unione consumatori sammarinesi su vendite on line di prodotti difettosi o difformi e mancata restituzione dei soldi, a fronte del reso fatto dal consumatore in prevalenza italiano, da parte di aziende vergognosamente sprezzanti delle più basilari regole di riferimento normativo e del rispetto delle persone.

“Abbiamo avuto diversi incontri - afferma in una nota Francesca Busignani, presidente dell’Unione consumatori sammarinesi - con ditte che operano nel settore in modo diligente e rispettoso delle norme e il quadro che è emerso non è per nulla confortante: è risultato che i consumatori forestieri, quando vedono San Marino come location, si fidano poco e spesso non fanno più acquisti per il timore di essere raggirati, ne consegue un calo del volume d’affari anche delle società serie, che determina conseguentemente anche una minor entrata fiscale nelle casse dello Stato”.

E ancora: “Parimenti anche la Repubblica di San Marino stessa, purtroppo, di riflesso a questa situazione, viene vista come un Paese non virtuoso e questo è un pessimo biglietto da visita, oltre che un’offesa per tutti i suoi cittadini. Non è possibile che chi da anni, in barba a tutto e tutti, crea periodicamente situazioni del genere ed è oltretutto debitrice di grandi somme nei confronti dello Stato, continui ad operare imperterrito, magari con 'strutture' diverse in apparenza, ma non nella sostanza”.

La Busignani, sempre nello stesso comunicato, fa un esempio “di pura fantasia” per spiegare meglio la situazione: “Immaginiamo una società di vendite on line, nata anni fa, che nel corso degli anni ciclicamente ha proposto e propone prodotti mendaci, difettosi o non conformi senza restituire, o restituendo in minima parte, i soldi ai malcapitati consumatori e che ciclicamente questa ditta cambi nome, accumulando nel corso degli anni cartelle esattoriali importanti, continuando ad ingannare e trattenere illecitamente i soldi sui resi ai consumatori italiani. Mettiamo caso che l’azienda vada, sulla carta, in liquidazione volontaria o fallimento che dir si voglia e con una rocambolesca ma legale schermatura sulla reale proprietà la cambi fittiziamente, assieme al nome, facendo sembrare che non ci sia attinenza con le cartelle esattoriali pregresse dovute allo Stato o con le denunce fatte in Italia alle forze dell’ordine dai consumatori per la mancata restituzione delle somme sui resi. Poniamo il caso che però venda esattamente gli stessi articoli scadenti, abbia lo stesso indirizzo e che inizi anch’essa a non restituire i soldi sui resi fatti e che chieda un finanziamento a un istituto bancario sostanzioso. Ipotizziamo quindi che la banca glielo accordi e che la società prosegua così per un po’ le vendite on line di prodotti scadenti, facendosi pagare senza rimborsare i resi e che al contempo ricrei un debito nei confronti dello Stato considerevole che si va ad aggiungere ai pregressi e, alla fine della fiera, vada in liquidazione volontaria, chiuda o sparisca, magari non pagando i dipendenti per diversi mesi prima della dipartita e sicuramente lasciando così consumatori, Stato e banca con le pive nel sacco”.

“Ribadisco - asserisce il presidente dell’associazione di categoria - che l’esempio è di pura fantasia, ma immaginate per un attimo se invece fosse tutto vero. Pensate a che danno d’immagine sarebbe per la Repubblica nei confronti della vicina Italia, con un possibile inasprimento dei rapporti fra i due Stati e di riflesso che pessima figura faremmo agli occhi del mondo per aver permesso a questa ditta di continuare ad operare per anni, truffando centinaia e centinaia di persone. Immaginate la gigantesca violazione dei più basilari diritti dei consumatori e della mancanza di fiducia degli stessi nei confronti di tutte le ditte di vendite, non solo on line, di San Marino, che sono per il 98% oneste. Considerate quale mancato introito sarebbe per le casse dello Stato, che in un periodo come questo rischierebbe di dover alzare nuovamente qualche tassa o balzello per rientrare dell’ulteriore perdita. Pensate anche all’istituto bancario che, per coprire il buco del prestito fatto e mai restituito o restituito in minima parte, potrebbe alzare ulteriormente tutto quello connesso ai conti correnti di quei cittadini, che nonostante il terremoto avvenuto nel comparto, nonostante il costo del denaro sia maggiore, nonostante i tassi d’interesse sui mutui o similari siano più alti che in Italia, nonostante le lettere unilaterali cicliche di aumento dei costi di gestione in capo al consumatore di alcuni istituti bancari, continuano a credere in questo Paese e tengono i propri risparmi nelle banche sammarinesi”.

“Noi crediamo che una Nazione, dove vige lo stato di diritto debba tutelare il buon nome del Paese, i suoi cittadini e tutti i consumatori, agendo speditamente ovunque ci siano 'storture', dissipando così dubbi magari anche sbagliati o fantasiosi, ma che sono più che leciti dove le situazioni mutano nella forma ma nella sostanza restano truffe a carico della collettività”, afferma infine Francesca Busignani.

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