martedì 14 settembre 2021 23:53
L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

San Marino. Libera su “colpo di Stato” ed esposto Pierfelici valuta segnalazione a Cedu

Menzogna del “colpo di Stato” ed esposto Pierfelici, Libera valuta segnalazione alla Cedu

Libera ha anticipato nel pomeriggi di ieri in conferenza stampa quello che poi ha ribadito anche in Consiglio tramite i suoi esponenti, relativamente all’esposto di Valeria Pierfelici, poi rivelatosi infondato, che ha visto indagati per quattro anni a loro insaputa consiglieri e magistrati per la menzogna del ‘colpo di stato’. La stessa Libera non ha escluso di trasmettere la segnalazione alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu).

Sulla questione ha preso la parola in aula il capogruppo del partito, Eva Guidi. “Riferisco in Aula di un procedimento penale comunicato da Mimma Zavoli, ex consigliere, che la riguardava, e ora chiuso con archiviazione, e su cui non possiamo esimerci dal sottolineare una serie di aspetti gravi, tanto che lo riteniamo rappresentativo di una vera e propria emergenza democratica. E’ un procedimento penale che introduce ombre su un consigliere e sulle sue prerogative e diritti. Abbiamo l’articolo 38 nel Regolamento del Consiglio Grande e Generale che stabilisce espressamente che ‘i consiglieri non possono essere perseguiti o tratti in giudizio per qualsiasi opinione fatta in Consiglio e per qualunque voto in Consiglio’. E’ un articolo di garanzia per tutti i consiglieri, per poter svolgere il proprio ruolo in Aula, senza poter essere sottoposto a ricatti e denunce, ed è prerogativa di tutti gli Stati democratici.

L’ex consigliere è stata perseguita nell’ambito del suo diritto di denuncia in Aula da consigliere. Il procedimento è stato archiviato dopo 4 anni in cui il consigliere Zavoli non era stata messa al corrente di nulla. Un consigliere non può essere perseguito per l’attività effettuata nell’ambito del Consiglio e lo prevede la legge di ogni sistema democratico. Zavoli a sua insaputa è stata indagata per avere esercitato il suo ruolo di consigliere e non è l’unico caso. Porteremo in Aula altri episodi. Vorremmo questa porta aperta sia chiusa immediatamente”.

Dalla maggioranza che all’epoca ha alimentato la menzogna del ‘colpo di stato’ raccolta dall’esposto in questione, vengono richiamati gli episodi di denunce ai consiglieri della loro parte nella scorsa legislatura sostenendo che la sede per le denunce è il tribunale e non il Consiglio. Vero è che la questione è grave perché ha minato e mina ancora la democrazia e non pare destinata a chiudersi in breve tempo, soprattutto perché quell’esposto era basato su un castello infondato. “Il fatto che un magistrato col suo esposto possa aver tratto in giudizio dei consiglieri in piena attività politica, chiediamo se sia una condizione di grave allarme”, aveva affermato nel poimeriggio in conferenza stampa Mimma Zavoli.