mercoledì 15 settembre 2021 08:38
POLITICA

Consiglio Grande e Generale, seduta pomeridiana di martedì 14 settembre

 

COMUNICATO STAMPA

 

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE, SESSIONE  13-20 SETTEMBRE

 

-MARTEDI' 14 SETTEMBRE- Seduta del pomeriggio

 

            Nel pomeriggio i lavori consiliari ripartono dall'esame del Decreto - Legge 30 agosto 2021 n.158  “Proroga delle disposizioni inerenti alle misure di gestione dell’epidemia da Covid-19-e ulteriori misure”. In particolare, l'Aula discute dell'emendamento di Libera all'articolo 8 che riguarda la vaccinazione del personale sanitario e socio sanitario e dei provvedimenti per chi non ha il green pass. “Con l'emendamento- spiega il consigliere Michele Muratori- aggiungiamo una categoria, oltre quella del vaccinato, anche quella del possessore di un certificato che attesti anticorpi superiori a 50, in base ai parametri adottati dall'Oms, oppure con tampone antigenico negativo effettuato ogni 48 ore”. E' un emendamento che “fa il paio con le tesi che stiamo sostenendo come Libera anche sul green pass- prosegue- in una situazione come quella attuale va tutelato anche il lavoro che è diritto sacrosanto e inviolabile”. “Pur riconoscendo l'eccezionale bontà della campagna vaccinale- prosegue Muratori- riconosciamo altre soluzioni, come il tampone ogni 48 ore, pagato dal dipendente, per sopperire anche alla carenza di personale che stiamo vivendo”. Il Segretario di Stato per la Sanità, Roberto Ciavatta, pur ribadendo che è un emendamento di “buon senso”, sottolinea come nella struttura sanitaria ci siano “sensibilità molto differenti sull'adesione alla campagna vaccinale”. Da parte sua dichiara l'impegno di farsi promotore per organizzare un incontro con responsabili e coordinatori della struttura sanitaria per discutere di “modifiche per l'assegnazione di chi ha deciso di non accedere alla campagna vaccinale”. Del resto, “ringrazio per l'emendamento- tira le somme- ma non si ritiene vi siano attualmente le condizioni per votarlo farevolemente e chiedo alla maggioeanza di bocciare l'emendamento”. Da parte della maggioranza, i consiglieri Michela Pelliccioni  e Mirko Dolcini di Dml, ma anche Giordano Alberto Spagni Reffi di Rete condividono l'impostazione dell'emendamento ma anche la linea presa dal Sds Ciavatta.  Iro Belluzzi, Npr, propone di svolgere una campagna anticorpale per i dipendenti Iss “sarebbe un' operazione che ci porta avanti nel caso in cui dovessimo svolgere una terza vaccinazione”. Per Francesco Mussoni, Pdcs, l'emendamento di Libera è interessante, “d'altra parte serve realismo da parte dei governo e sanità, bisogna capire il contesto in cui ci troviamo fatto di rapporti e scambi scientifici com l'Italia e altri Paesi”. Nicola Renzi, Rf, sottolinea come ci si trovi di fronte a “un paradosso dettato dalla necessità”: “Preferisco essere visitato da un medico che non si è sottoposto al percorso vaccinale- osserva- oppure essere visitato dopo 2-3 settimane da un medico vaccinato?”. Matteo Ciacci, Libera, ringrazia il Sds Ciavatta e la maggioranza per aver riconosciuto la proposta come di buon senso e l'importanza di “andarla a rendere generale- spiega- perchè battere su questo punto ci può permettere di risolvere forse anche problematiche più rilevanti, penso quella con l'Italia sul green pass”. L'emendamento viene infine respinto e il decreto ratificato all'unanimità.

            L'Aula affronta quindi il comma 10 sulle Istanze d'Arengo: approva le prime due, la n. 1 “Per l’istituzione con legge e la conseguente nomina da parte del Consiglio Grande e Generale di una Commissione Speciale per il contrasto dei fenomeni di intolleranza e razzismo, istigazione all’odio e alla violenza con compiti di osservazione, studio, indirizzo e iniziativa” (approvata all'unanimità) e la seconda, la n.5 “Per la definizione di politiche di sostegno della famiglia al fine di contrastare o almeno limitare il calo demografico”.  Respinta infine  la n. 14, in favore del ripristino della preferenza unica durante le elezioni. 

 

In particolare, sull'Istanza n.1 che ottiene 39 voti favorevoli sui 39 presenti, il Sds per gli Affari interni, Elena Tonnini, apre il dibattito anticipando il parere favorevole del governo all'istanza. 

Gozi Barbara, Pdcs, suggerisce di implementare la già esistente Commissione per le  pari opportunità con le competenze indicate dai proponenti, piuttosto che istituire una commissione ex novo. Giuseppe Maria Morganti, Libera, sottoliena come l'obiettivo vero non sia istituire una commissione ma sensibilizzare  la comunità politica sulle problematiche dell'odio. “Il nostro gruppo sosterrà l'istanza- manda a dire- anche se ci sarà una nuova commissione”.  Denise Bronzetti, Npr, lancia un appello alla politica: “Noi stessi qui dentro non siamo da esempio- fa notare- auspico invece che la politica non sia da cattivo esempio come spesso lo è” .

“E' giusto rispettare gli indirizzi del legislatore nella riduzione e nel contenimento del numero di commissioni- fa notare Carlotta Andruccioli, Dml- una via di mezzo sarebbe implementare le  funzioni della Commissione pari opportunità”. 

            Un lungo dibattito si apre sull'istanza n. 5 “Per la definizione di politiche di sostegno della famiglia al fine di contrastare o almeno limitare il calo demografico”.  Il Segretario di Stato con delega alla Famiglia,  Massimo Andrea  Ugolini, ricorda l'attivazione di tre gruppi di lavoro da parte del governo:  uno apposito per verificare le diverse normative e procedere ad elaborare un quadro organico con interventi integrativi a sostegno della famiglia, un secondo per avviare un progetto sul riordino normativo in tema disabiltà, infine un gruppo sull'Icee.  In questa direzione, “il congresso è impegnato ad avviare politiche per contrastare la denatalità e per il sostegno alla famiglia, da questo punto di vista c'è stato anche un dibattito in commissione IV, l'intenzione è trovare l'ambito per giungere a un provvediemnto specifico sulla denatalità, per questi motivi da parte del governo il parere è favorevole all'istanza”.

Maria  Cristina Albertini, Pdcs, sottolinea come il calo demografico, che da anni sta attraversando la Repubblica, si  sia aggravato anche a seguito l'evento pandemico  “alimentando anche nelle giovani generazione senso di insicurezza e precarietà”. Alessandro Bevitori, Libera, indica come priorità intervenire sugli assegni famigliari e, a monte, portare a realizzazione il progetto di legge su l'Icee: “Gli assegni sono del tutto inadeguati, si parla di 60-70 euro per ciascun figlio, veramente qualcosa di ridicolo”. In questo senso, “Non si può non tener conto di un progetto partito nella precedente legislatura, di cui non si sente più nulla- aggiunge- il famoso indice Icee che ci permette di calibrare i sussidi”. Francesca Civerchia, Pdcs, evidenzia come tutto debba passare dal riconoscimento del ruolo della donna: “Per incentivare le nascite nel nostro tessuto sociale- sottolinea- non si può pensare di relegare le donne nel contesto domestico, bisogna portare avanti un insieme di tutele dei diritti che ancora oggi mancano”. Ovvero, “il diritto di una donna è di essere mamma senza rinunciare al proprio posto di lavoro e dover scegliere se avere un figlio o trovarsi in difficoltà economiche”. Di qui, “questo Consiglio e le Segreterie preposte devono iniziare a pensare interventi concreti a sostegno della genitorialità e della mamma- conclude- Se si tutela la mamma si tutela la famiglia e la natalità”. Per Paolo Rondelli, Rete, il tema va affrontato anche sul fronte dell'educazione alla genitorialità e alla prevenzione di malattie che possano portare a difficoltà nel concepimento. Miriam Farinelli, Rf, porta in Aula i numeri del calo delle nascita: dal 2015  è drasticamente ridotto del 30%. “Dobbiamo accelerare le procedure e attivare il programma di governo per la famiglia  con vere politiche di sostegno alla fertilità e alla maternità- propone- solo così possiamo tornare ad avere Castelli popolati oltre che da vecchi, anche da bambini”. In definitiva, Farinelli chiede sostegno alla procreazione assistita per le coppie: “Attualmente l'Iss fornisce un parziale sostegno economico, ormai datato- fa sapere- Anche questa modalità di procreare deve avere sostegno”. Il Segretario di Stato all'Industria Fabio Righi riconosce l'importanza del tema  che definisce “strutturale” per le ripercussioni sulla stessa economia.  Iro Belluzzi, Npr, riconosce amaramente che per le generazioni successive il futuro sarà  più incerto, di qui l'importanza di interventi a sostegno della famiglia e della maternità. “La politica ha un obbligo di intervenire per salvaguardare la famiglia”, sottolinea Michela Pelliccioni, Dml che riconosce i cambiamenti dell'istituto stesso della famiglia e del ruolo della donna-lavoratrice. Guerrino Zanotti, Libera, sottolinea il peso della precarietà nel mondo del lavoro sulle donne, ostacolo  per la natalità. “Si possono fare tanti interventi, è arrivato il momento di fare qualcosa di concreto”, esorta Zanotti, ricordando come le proposte fatte anche dall'opposizione si sarebbero dovute discutere in un dibattito unico con quelle emerse dai gruppi di lavoro. “E' un anno e mezzo che stanno lavorando- osserva- si era data la scadenza di settembre, chiediamo se c'è un progetto di legge su cui confrontarsi tutti quanti”.  Alla fine l'istanza è accolta all'unanimità, con 33 voti a favore sui 33 presenti.

 

Sull'istanza n. 14, il Segretario di Stato per gli Affari interni, Elena Tonnini ripercorre le modifiche alla legge elettorale: “Abbiamo avuto un referendum 2016 che ha portato alla preferenza unica e un referendum del 2019 che ha portato ulteriori modifiche anche su altri tematiche, ma ha anche ripristinato le tre preferenze per i cittadini residenti”. Infatti, “la scorsa legislatura ha visto entrare in Aula tanti consiglieri con pochissime preferenze- spiega- qualcuno ha attribuito questo al ballottaggio, altri alla preferenza unica, di certo abbiamo avuto un sistema che ha abbinato al premio di maggioranza la preferenza unica e ha fatto emergere un problema di rappresentatività”. Di qui, “il passaggio del 2016 al 2019 ha imposto una riflessione che ha portato l'Aula anche al ripristino delle tre preferenze nel 2019 con legge qualificata che ha recepito referendum”.   Come Segreteria affari interni in definitiva “si esprime parere contrario a istanza”. Il voto finale segue l'indirizzo del governo: 29 contrari all'istanza e un solo sì, l'istanza viene quindi respinta.

 

Repubblica di San Marino, 14 Settembre 2021/02