martedì 12 ottobre 2021 23:16
L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

San Marino. Palle da baseball, l'inchiesta si sgonfia. Antonio Fabbri

Caso delle palle da baseball, l'inchiesta si sgonfia

Nell’indagine per riciclaggio il Giudice di terza istanza ha disposto il dissequestro dei 258.300 euro della Wbsc Carenza della gravità indiziaria

Antonio Fabbri

Manca la gravità indiziaria e ci si basa soltanto su congetture. Lo ha in sostanza rilevato il Giudice di terza istanza, Oliviero Mazza, disponendo il dissequestro delle somme che erano state “congelate” dal Commissario della legge inquirente, nell’ambito di una indagine per riciclaggio. In sostanza sono questi i motivi che fanno “sgonfiare” l’inchiesta che ha coinvolto alcuni esponenti di vertice della Confederazione internazionale baseball-softball. A renderlo noto è la stessa Wbsc con una nota: “Il giorno 28 settembre 2021, il quotidiano sammarinese L’INFORMAZIONE ha pubblicato un articolo (ripreso e divulgato successivamente da numerosi siti di informazione on-line) riguardante il presunto coinvolgimento della WORLD BASEBALL SOFTBALL CONFEDERATION  e di alcuni suoi dirigenti, in condotte di riciclaggio di denaro sporco e altre attività connesse con la Panama Baseball Association in relazione al presunto acquisto di palline da baseball dalla società TEAMMATE SPORT INTERNATIONAL S.r.l., partecipata dalla WBSC, a cui è conseguito il contestuale sequestro cautelare della somma di €258.300,00 da parte dell’Autorità Giudiziaria sammarinese.

A seguito di pubblica udienza, tenutasi in data 27 settembre 2021, il Giudice per la Terza Istanza Penale ha accolto il ricorso presentato, per conto di WBSC, dall’avv. Elia Santi in data 28 giugno 2021, disponendo la liberazione della somma posta sotto sequestro.

La suddetta pronuncia, accogliendo le argomentazioni svolte dalla difesa, riconosce come “la motivazione (del provvedimento impugnato, ndr.) appaia radicalmente carente anche sotto il profilo della sussistenza della gravità indiziaria” nonché “sprovvista del benché minimo supporto argomentativo e, in definitiva, di natura meramente congetturale”. Il Giudice ha dunque ritenuto illegittimo il provvedimento impugnato, disponendone l’annullamento nonché l’immediata restituzione a WBSC della somma di € 258.300,00.

Si rappresenta in ultimo che la WBSC si riserva il diritto di intraprendere ulteriori azioni contro i responsabili della divulgazione di informazioni false e tendenziose”. Il giudice ha dunque di fatto accolto la posizione difensiva e la sentenza probabilmente avrà una incidenza sul proseguo dell’indagine, visti anche i rilievi in sentenza sulla consistenza del quadro indiziario.