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Testo del referendum 1

Volete voi che i trasferimenti a qualsiasi titolo di beni immobili di proprietà dello stato vengano autorizzati in ultima istanza dal Consiglio Grande e Generale con il voto favorevole di almeno i due terzi dei suoi componenti?

Presentato dalla Associazione Micologica e da un gruppo spontaneo di cittadini nel 2004

Rappresentante legale  AUGUSTO MICHELOTTI

 

Per tornare alla pagina dei 3 referendum

1-Relazione illustrativa

2-Vignetta di RANFO

3-Verbale Udienza

4-Sentenza di ammissibilità

5-Referendum dimenticato(Cecchetti)

6-Il decreto ... nascosto(Cecchetti)

7-Si intende bloccarlo (Cecchetti)

8-In vista della legge

(Michelotti)

9-Riepilogo dei fatti(Cecchetti)

10-La legge

11-La sentenza sulla legge

12-Commento alla sentenza (Michelotti)

13-Ancora sul  referendum "ammesso" e neutralizzato (Cecchetti)

 

Commento alla  sentenza sulla legge  blocca referendum (di A. Michelotti)

 PRETENDIAMO RISPETTO E SPIEGAZIONI

(pubbblicato su "Il sottobosco") 

Il sipario si chiude tristemente sulla vicenda dei tre Referendum indetti dall’Associazione Micologica Sammarinese e da alcuni volenterosi cittadini amanti della giustizia e delle libertà democratiche. Le tecniche ed i sistemi usati per impedire ai cittadini di esprimersi con il voto nei confronti di tematiche evidentemente scomode per chi esercita il potere, inducono ad astenersi in futuro dal ricorrere allo strumento referendario come  forma di partecipazione democratica alla cosa pubblica.

Abbiamo capito, i referendum non piacciono a questa classe politica, forse è per questo che ci daremo da fare per continuare su questa strada; ci stiamo leccando le ferite provocate da una lotta impari tra chi abusa del potere conferitogli dal mandato popolare con il voto elettorale (che speriamo vivamente non gli venga rinnovato) e chi invece agisce in piena libertà intellettuale regalando la propria vita al servizio del paese e contro le ingiustizie. No, non siamo degli eroi, non pretendiamo tanto, siamo solo le ultime rotelle ancora oliate e non arrugginite di un motore che ha ormai grippato (termine tecnico che indica il bloccaggio di parti meccaniche in movimento). Quando i princìpi fondamentali di una democrazia che ha il coraggio di definirsi tale, vengono raggirati con furbesche manovre da sottobottega, vuol dire che si è perso il senso dello Stato, che non c’è al potere il principe illuminato, vuol dire che la luce si è spenta e quando ciò accade è per il trionfo della barbarie e dell’ignoranza sulla luce della ragione. I primi due Referendum sono stati bloccati in partenza e dichiarati non ammissibili dal Collegio dei Garanti subito dopo la raccolta delle firme; il terzo invece, l’unico ad aver superato la barriera della (presunta) chiarezza e di norme troppo restrittive, ha seguito un iter strano, frettoloso, sballottato tra l’indifferenza generale (quante persone ho sentito dire: “ci sono cose più importanti da risolvere”) ed un pressappochismo preoccupante. Viene preparato un testo di legge che stravolge il senso del Referendum e viene presentato al Comitato promotore non per discuterlo, ma per prenderne atto; viene poi presentata in Consiglio G. e G. la procedura d’urgenza per poter approvare di corsa (senza l’iter normale ma direttamente in seconda lettura) la leggina antireferendum. La manovra riscuote una sonora bocciatura, ma non preoccupiamoci, le risorse del buon gusto non hanno fine, infatti, dopo poco più di una settimana viene riconvocato urgentemente il Consiglio G. e G. per ripetere una votazione fallita in precedenza e naturalmente questa volta, dopo aver preso alcuni Consiglieri per le orecchie richiamandoli all’ordine su come votare, sia la procedura d’urgenza che la leggina tappabuchi passano a monolitica maggioranza qualificata (due terzi dei presenti). Ora io domando ai signori Consiglieri del Consiglio G. e G.:”quanti di voi hanno letto le sentenze che hanno bocciato i primi due Referendum? Quanti di voi, in piena coscienza sono fermamente convinti che la legge, così tranquillamente  approvata, risponda effettivamente al quesito referendario? Quanti di voi hanno vissuto questa piccola e banale storia referendaria con la giusta cognizione di causa e non hanno pensato invece che fosse una “patacata” da cavarsi velocemente dai piedi?”. L’ultima perla ci viene dal Collegio dei Garanti che con una sentenza a dir poco lapidaria, senza dare la benché minima spiegazione giudica e sentenzia l’articolo 2 della legge(?) conforme al quesito; allora chiediamo scusa, perchè forse noi siamo troppo ignoranti per capire il lessico complicato dell’alta giurisprudenza e non meritiamo una risposta a tono, chiediamo scusa di avere chiesto la firma alla nostra istanza ed averla ottenuta a 800 cittadini per ottenere un po’ più di giustizia nei confronti del nostro territorio, chiediamo scusa ai “potenti” di averli infastiditi con cose di poca rilevanza, lo sappiamo, loro hanno cose più importanti da fare (come distruggere il territorio ad esempio), ma una cosa la pretendiamo, il rispetto, perché ogni istanza che viene dal popolo merita il massimo della vostra attenzione, perché siete voi quelli che dovete rendere conto del vostro operato e non i cittadini che vi hanno eletto. Rispetto e spiegazioni forti e chiare verso il Paese, la nostra comunità e le sue istanze, questo sì lo pretendiamo.

 

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