Articoli

Libri

Accadde oggi a San Marino

Repubblica di San Marino

Storia / History

Meteo San Marino

San Marino webcam

Sismografo San Marino seismo

Testo del referendum 1

Volete voi che i trasferimenti a qualsiasi titolo di beni immobili di proprietà dello stato vengano autorizzati in ultima istanza dal Consiglio Grande e Generale con il voto favorevole di almeno i due terzi dei suoi componenti?

Presentato dalla Associazione Micologica e da un gruppo spontaneo di cittadini nel 2004

Rappresentante legale  AUGUSTO MICHELOTTI

 

Per tornare alla pagina dei 3 referendum

1-Relazione illustrativa

2-Vignetta di RANFO

3-Verbale Udienza

4-Sentenza di ammissibilità

5-Referendum dimenticato(Cecchetti)

6-Il decreto ... nascosto(Cecchetti)

7-Si intende bloccarlo (Cecchetti)

8-In vista della legge

(Michelotti)

9-Riepilogo dei fatti(Cecchetti)

10-La legge

11-La sentenza sulla legge

12-Commento alla sentenza (Michelotti)

13-Ancora sul  referendum "ammesso" e neutralizzato (Cecchetti)

 

Sentenza 21 luglio 2004 n.7

 

REPUBBLICA DI SAN MARINO

COLLEGIO GARANTE DELLA COSTITUZIONALITÀ DELLE NORME (*)

 

SENTENZA 21 LUGLIO 2004 N.7

 

Nel nome della Serenissima Repubblica di San Marino

 

I1 Collegio Garante della Costituzionalità delle Norme

 

Nel procedimento, ai sensi dell'articolo 15 della Legge Qualificata 25 aprile 2003, n.55, nonché della Legge 28 novembre 1994, n.101, per l'ammissibilità del referendum propositivo, presentato in data 24 marzo 2004, promosso da Andreini Floriano ed altri.

Udito

nella Udienza pubblica del 7 luglio 2004 - convocata con Decreto del Presidente del Collegio Garante in data 25 giugno 2004 - il Relatore Prof. Avv. Augusto Barbera

Udito

nella medesima udienza il legale rappresentante del Comitato Promotore Sig. Augusto Michelotti, assistito dall'Avv. Antonio Masiello

Constatata

nella medesima Udienza l'assenza di eventuali Comitati Contrari

ha emesso la seguente

DECISIONE

 

FATTO

Con domanda scritta presentata alla Reggenza, depositata presso la Segreteria Istituzionale in data 24 marzo 2004, i cittadini elettori Macina Gian Luigi ed altri, costituiti in Comitato Promotore, di cui è stato designato rappresentante il Signor

 

(pag. 1)

 

Augusto Michelotti, hanno promosso un referendum propositivo nel testo di seguito indicato:

"Volete voi che i trasferimenti a qualsiasi titolo di beni immobili di proprietà dello Stato vengano autorizzati in ultima istanza dal Consiglio Grande e Generale con il voto favorevole di almeno i due terzi dei suoi componenti? "

DIRITTO

Sono state rispettate le condizioni, i requisiti, le modalità, gli adempimenti previsti dall'articolo 3 e seguenti della Legge 28 novembre 1994, n.101, per la ricevibilità della richiesta referendaria in ordine al numero dei cittadini elettori richiedenti, alla loro identificazione, alle modalità di deposito della domanda e della relativa relazione illustrativa.

La raccolta delle firme di cui all'articolo 8 della Legge n.101/1994 è avvenuta nei termini previsti. Sono state raccolte 795 firme di cui 750 valide, depositate presso la Segreteria Istituzionale il 18 giugno 2004. La proposta referendaria è stata pertanto sottoscritta da un numero di cittadini elettori rappresentanti almeno l'1,5% del corpo elettorale quale risultante dall'ultima e definitiva revisione annuale delle liste elettorali.Così come comunicato dall'Ufficiale di Stato Civile alla Segreteria Istituzionale in data 19 aprile 2004 gli iscritti nelle liste elettorali al 10 marzo 2004 risultano essere 31.846.

I quesiti propositivi sono ammessi dalla Legge 101/1994 purché non tocchino le materie escluse dai referendum abrogativi (tasse, imposte, tributi, bilancio, amnistia ed indulto, ratifica di convenzioni e trattati internazionali). E' inoltre previsto che non siano ammissibili allorché abbiano ad oggetto la soppressione di organi e poteri fondamentali dello Stato o allorché i principi e i criteri direttivi sui quali è chiamato ad esprimersi il corpo elettorale possano condurre all'approvazione di norme in contrasto con i principi generali dell'ordinamento sammarinese di cui alla Legge 8 luglio 1974 n.59 ("Dichiarazione dei Diritti dei Cittadini e dei Principi Fondamentali dell'Ordinamento Sammarinese") o allorché, in particolare, abbiano ad oggetto limitazioni all'esercizio del diritto di voto, del diritto al lavoro, del diritto di libera circolazione e stabilimento, e in generale di violazione dei diritti dell'uomo.

E' inoltre richiesto, per l'ammissibilà, che il quesito esprima distintamente e in forma univoca i principi e i criteri direttivi sui quali è chiamato ad esprimersi il corpo elettorale.

 

(pag. 2) 

 

Il quesito oggetto del presente giudizio risponde a dette condizioni.

Esso esprime in maniera distinta ed in forma univoca i principi e i criteri direttivi sui quali il popolo è chiamato ad esprimersi, vale a dire l'ampliamento delle maggioranze necessarie per l'adozione di atti ritenuti dai promotori rilevanti in quanto sarebbero suscettibili di incidere su una corretta pianificazione del territorio.

Il quesito non tocca le materie escluse dai referendum abrogativi e non ha ad oggetto la limitazione di diritti fondamentali o la soppressione di organi o poteri fondamentali dello Stato, né è comunque suscettibile di ledere diritti e principi fondamentali dell'ordinamento sammarinese.

Infatti il quorum strutturale e funzionale richiesto per le deliberazioni amministrative del Consiglio Grande e Generale dall'articolo 44 del Regolamento del Consiglio stesso (approvato con Legge 11 marzo 1981 n.21 e successive modifiche) non appare coperto da specifici parametri costituzionali. Sebbene l'articolo 3 bis della Dichiarazione dei Diritti (art.4 Legge n.36/2002) preveda che si effettui a maggioranza semplice l'approvazione delle leggi ordinarie e la ratifica dei decreti - prevedendo una eccezione solo per le leggi costituzionali e le leggi qualificate - in nessuna delle norme di rango costituzionale il voto a maggioranza appare espressamente sancito come principio fondamentale, a differenza di quanto previsto in altri ordinamenti.

Anche qualora si volesse considerare tale principio tra i principi fondamentali esso non sarebbe violato dalla previsione con legge di una deroga per un numero limitato di deliberazioni. Infatti la Rubrica X del Libro I delle "Leges Statutae", pur fissando il principio della "maior pars suffragiorum et balluctarum", non esclude una maggioranza più ampia (i due terzi dei presenti) nel caso in cui si debba procedere a determinate deliberazioni del Consiglio relative a introiti o spese.

Lo stesso articolo 44 del citato Regolamento prevede che le deliberazioni siano approvate "se ottiene il voto favorevole della maggioranza assoluta dei Consiglieri votanti, fatta eccezione per i casi in cui la legge prevede maggioranze qualificate". A una legge siffatta mira il referendum propositivo in oggetto che deve quindi ritenersi ammissibile.

P.Q.M.

Il Collegio Garante della Costituzionalità delle Norme

 

(Pag. 3)

  

dichiara ammissibile il quesito referendario di cui in epigrafe.

 

San Marino, 21 luglio 2004/1703 d.F.R..

 

Prof. Giorgio Lombardi (Presidente)

Prof. Augusto Barbera (Membro effettivo – Relatore- Redattore)

Prof. Giuseppe Ugo Rescigno (Membro supplente)

  (pag. 4) 

 

(*) Clausola di esclusione della responsabilità

Non si può garantire che il testo riportato riproduca esattamente l'originale. Solo la copia conservata presso la Segreteria Istituzionale va considerata autentica.

Il sito non assume alcuna responsabilità in merito agli eventuali problemi che possono insorgere per effetto dell’utilizzazione dei testi di cui sopra.

 

Per tornare alla pagina dei 3 referendum

Articoli

Libri

Accadde oggi a San Marino

Repubblica di San Marino

Storia / History

Meteo San Marino

San Marino webcam

Sismografo San Marino seismo