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Testo del referendum 1

Volete voi che i trasferimenti a qualsiasi titolo di beni immobili di proprietà dello stato vengano autorizzati in ultima istanza dal Consiglio Grande e Generale con il voto favorevole di almeno i due terzi dei suoi componenti?

Presentato dalla Associazione Micologica e da un gruppo spontaneo di cittadini nel 2004

Rappresentante legale  AUGUSTO MICHELOTTI

 

Per tornare alla pagina dei 3 referendum

1-Relazione illustrativa

2-Vignetta di RANFO

3-Verbale Udienza

4-Sentenza di ammissibilità

5-Referendum dimenticato(Cecchetti)

6-Il decreto ... nascosto(Cecchetti)

7-Si intende bloccarlo (Cecchetti)

8-In vista della legge

(Michelotti)

9-Riepilogo dei fatti(Cecchetti)

10-La legge

11-La sentenza sulla legge

12-Commento alla sentenza (Michelotti)

13-Ancora sul  referendum "ammesso" e neutralizzato (Cecchetti)

Vogliono bloccare anche l'unico referendum ammesso (articolo di M. Cecchetti)

 San Marino Oggi 3/11/2004 (Questo referendum non s'ha da fare. Venerdì il consiglio straordinario per recepire il quesito. Molti denari già spesi per le urne

Dei tre referendum presentati dall’Associazione Micologica e da un gruppo di cittadini, solo uno è sopravvissuto: quello sulla vendita dei beni dello Stato. Un decreto del 7 settembre ha fissato le elezioni per il 5 dicembre. Ma non si voterà. Venerdì prossimo il Consiglio varerà una legge che bloccherà l’iter referendario.

Se un governo ritiene che la maggioranza degli elettori sicuramente approverà un quesito referendario, promulgare una legge che ne recepisca da subito il contenuto è una scelta corretta e, per certi aspetti, di buon senso, in quanto fa risparmiare le spese della consultazione elettorale.

In questo caso però non si può essere d’accordo: la legge non recepisce, come dovrebbe, il contenuto del quesito nella sua interezza. Il fatto costituisce una ulteriore prova della riluttanza del potere politico a cessare l’assalto ai beni dello Stato per favorire la grande speculazione. Ecco un esempio preso dalla cronaca di questi giorni. La SUMS aspetta da anni il via libera per realizzare una casa di riposo a Domagnano, su un terreno assegnatole in base a una specifica convenzione. Ebbene i governanti, invece di favorire l’iniziativa, l’hanno ritardata, pretendendo la modifica della convenzione. Motivo? L’area inizialmente destinata all’opera deve essere ridotta. Non occorre precisare a favore di chi andrà il terreno sottratto dai governanti  agli anziani della futura casa di riposo.

Il referendum in questione propone che ogni dismissione di beni pubblici sia deliberata dal Consiglio solo con maggioranza qualificata, cioè 40 consiglieri. Il governo attuale (non siamo in una democrazia normale!) dispone di 48 consiglieri. Per cui il quesito referendario, di fatto, non gli crea alcun problema. Perché allora si oppone?

I nostri politici, usi all’autoreferenzialità delle loro camarille e alla onnipotenza della loro oligarchia, non riescono nemmeno a concepire una intrusione dall’esterno. Vogliono continuare a disporre del patrimonio dello Stato punto e basta, fino all’osso, come pare e piace, senza render conto a nessuno. Cosa c’entrano i comitati referendari? Non bastano i collettori di tangenti a raccordare le esigenze delle cordate affaristiche con le aspettative dei personaggi che hanno in mano i partiti?

Se ci sono dei cittadini che tentano di riaccendere nel paese la speranza di un cambiamento, i politici, ormai prigionieri della loro stessa distorta mentalità, non sono più in grado di fare altro che mobilitarsi per spegnerla. Diversamente da altrove, invece di raccogliere, interpretare e fare eventualmente proprie le spinte propositive che vengono dalle gente e tradurle, all’occorrenza, in progetti politici, si affrettano a demonizzarle per neutralizzarle. E, talvolta,  in modo così maldestro da mettersi alla gogna da soli.

Il referendum in questione è stato ammesso dal Collegio Garante in data 21 luglio. Il governo avrebbe avuto  tempo e forza  consiliare (dispone di una maggioranza ‘bulgara’) per intervenire prima che si mettesse in moto la macchina elettorale. Non lo ha fatto.  La legge per  revocare le elezioni del 5 dicembre  sarà varata solo  venerdì 5 novembre. Poi dovrà esprimersi il Collegio Garante. Ma già la macchina elettorale è da tempo a pieno regime. Già sono corse molte spese. Ad esempio, all’estero i certificati elettorali sono stati recapitati. Soldi buttati. Non importa. Ai politici importa neutralizzare il referendum.

Non è, l’attuale, un governo straordinario nato per fronteggiare l’emergenza? La prima vera  emergenza è aggirare il referendum per continuare a svendere i beni dello Stato. Il Consiglio è convocato in seduta straordinaria per il 5 novembre con procedura d’urgenza!

In materia di referendum San Marino ha una legge che, pur messa assieme in tempi diversi, ci fa accostare alla Svizzera, grazie alla impostazione di Pietro Franciosi e alla realizzazione operata, in primo luogo, da uomini che a lui facevano riferimento. Di fatto, questo governo, con una maggioranza di 48 consiglieri di cui almeno la metà è costituita da sedicenti seguaci di Franciosi, sta portando il paese al di sotto della Bolivia e dell’Uruguay.

I sammarinesi  devono ricorrere a Strasburgo per dare una speranza di futuro al loro paese?

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