mercoledì 21 novembre 2012 18:35

Lettera aperta di Paolo Ghiotti

Lettera aperta di Paolo Ghiotti
Responsabile stampa della Consulta dei cittadini sammarinesi residenti all’Estero.

La matematica non è un'opinione.

Leggo in un articolo apparso sul giornale"Il Fatto Quotidiano" alcune cose inesatte. La giornalista afferma che i cittadini sammarinesi sono 30.000 e la metà, ossia 15.000, risiedono all'estero. In verità i sammarinesi sono 45.000 e un terzo di questi (circa 15.000) risiedono all'estero. Ma non è questo il fatto grave, bensì la dichiarazione che a San Marino vige come norma il voto di scambio per colpa dei cittadini residenti all'estero. Non mi pongo il problema se  sia vero o meno che ci sia chi organizza viaggi di cittadini residenti all'estero, in quanto ritengo che sia compito della Magistratura stabilirlo, ma quello che contesto è il modo generalizzato di diffondere una notizia, ormai obsoleta e mai  provata, colpevolizzando tutti i cittadini residenti all'estero. La giornalista cade in un palese  errore quando afferma che i cittadini residenti in sud America, in nord America e in Francia si accollano l'onere della spesa di viaggio e accettano vitto alloggio in cambio del voto. In questo caso sarebbero dei disonesti coglioni perchè l'onere maggiore mi pare sia rappresentato dalle spese di  viaggio. Sarebbero arrivati con pullman e taxi: Evidentemente nel nord e sud America questi mezzi sono anfibi. In seguito, nello stesso articolo, afferma che alcuni partiti pagherebbero il viaggio per offrire una vacanza  (in pieno autunno!) nel bel Paese Italiano e addirittura si immagina che, essendo questi dei poveracci, magari ritornino  con la valigia di cartone con la quale i loro nonni sono partiti.  Dall'articolo si potrebbe desumere, sempre che sia vero, che un numero di votanti al massimo di 50 persone avrebbero accettato il voto di scambio. Dalla statistica i votanti venuti dall'estero risultano 1913 quindi i cinquanta presunti colpevoli sarebbero una percentuale del 3%, ma questa percentuale diminuisce  notevolmente se si tiene conto dei  cittadini che non sono venuti a votare per varie ragioni, e risulta dello 0.4%. Quindi sembra dimostrato da quest'articolo che per il 99.6% i cittadini all'estero sono onesti. Nello stesso articolo si cita per inciso che in San Marino "una tangentopoli locale ha dimostrato gli stretti legami tra mafia e politica". Che ciò sia vero o no, cosa direbbero i miei concittadini se dichiarassi che tutti i sammarinesi residenti sono collusi con la mafia?  Nell'invitare la giornalista Martina Castigliani ad essere più esatta nelle cifre e documentarsi prima di  fare certe affermazioni  basate su discorsi di ignoti personaggi ed  a modificare il  titolo del suo articolo in quello seguente: "San Marino, il voto di scambio una prassi grazie anche ad "alcuni" cittadini residenti all'estero",dato che questa pratica sembra essere molto molto più diffusa per merito dei residenti all'interno.  Un proverbio dice: Il buon giorno si vede dal mattino. Un movimento politico che si propone nuovo, se adotta metodi propagandistici usati ed abusati, quale garanzia di rappresentare il nuovo può dare? Per mia abitudine diffido sempre di chi dice di avere la verità in tasca, ma la tiene tanto nascosta che si può sospettare che sia solo una vanteria. I cittadini  residenti all'estero chiedono con forza che venga fatta luce su questa che ormai è diventata una favola metropolitana, stanchi di essere usati come foglia di fico per coprire le vergogne interne ed  auspicano che chi preposto a far rispettare la legge, se ne vede gli estremi,  inizi un giusto procedimento contro i corruttori, maggiori responsabili e gli eventuali  corrotti, nel qual caso il 99,6% dei non residenti onesti sarebbero pronti a costituirsi parte lesa. Auspica altresì che  quei  cittadini onesti che ci sono senz'altro fra i residenti facciano  la medesima cosa contro chi direttamente o indirettamente ha portato sul baratro un Paese  che aveva raggiunto un notevole livello di benessere, riscattandosi dalla miseria, anche grazie alle rimesse dei suoi emigranti .