mercoledì 11 gennaio 2017 16:00
EMERGENZA FREDDO

Rimini. Gelo in città, l'appello per la raccolta di indumenti e coperte

Rimini. Gelo in città, l'appello per la raccolta di indumenti e coperte

Serve ancora un aiuto per le persone in difficoltà che rischiano la vita dormendo per strada

RIMINI. Emergenza freddo: quasi duecento i posti letto attualmente impegnati, continuano inoltre i presidi giornalieri in strada con pasti, coperte e assistenza medica. Appello per la raccolta di indumenti, scarpe e coperte caldi presso i centri di raccolta.

Comunicato stampa

In vista del freddo e del gelo previsti anche per i prossimi giorni aumentano i servizi a sostegno dei senza fissa dimora e delle persone più in difficoltà.
Attualmente il sistema di accoglienza pubblico e privato riminese conta la disponibilità di quasi duecento posti letto. La rete di solidarietà e sostegno creata insieme a Caritas, Associazione Papa Giovanni XXIII e Croce Rossa Italiana - insieme alle opportunità offerte da privati ed altri organismi di cooperazione - sta lavorando in vista del previsto peggioramento meteo dei prossimi giorni. Attualmente le unità di strada stanno monitorando giornalmente la stazione, le strade e le piazze di Rimini per mappare e offrire sostegno di emergenza immediato. La Croce Rossa attraverso un camper, con medico a seguito, monitora la stazione per offrire assistenza medica e sociale, con la possibilità di offrire anche un pasto caldo, settanta quelli offerti nella serata di ieri. Un importante servizio offerto è anche quello delle coperte calde, 100 quelle donate dal corpo di infermiere volontarie. Alcune stanze dell’albergo sociale sono state impegnate per ospitare chi dorme in strada.

Presso i punti di raccolta di via Madonna della Scala (Caritas) o nelle parrocchie delle città, è possibile inoltre donare indumenti e scarpe calde.

“L’impegno di questi giorni è massimo – spiega Gloria Lisi, Vicesindaco con delega alla protezione sociale del Comune di Rimini – per potenziare i servizi di accoglienza, pasto e monitoraggio ai senza fissa dimora e le persone più esposte. Purtroppo c’è anche chi dice no, e questo è uno dei miei più grandi rammarico, perché chi è abituato a vivere in strada spesso diffida anche di chi conosce. E i volontari delle associazioni che lavorano con noi sul territorio sono persone speciali che conoscono perché li vedono tutto l’anno, la mattina, passare anche solo per salutare, chiedere come va e offrire qualcosa di caldo. Per questo stiamo cercando di arrivare a convincere anche loro tramite la “mediazione” di altri senza fissa dimora, in un difficile, a volte estenuante ma altrettanto necessario lavoro di mediazione.

Sono aumentati i posti e i pasti caldi offerti, ma per implementare ulteriormente il servizio è importante rispondere all’appello che faccio mio per la raccolta di indumenti e coperte. Stiamo monitorando tutti i luoghi sensibili della città e siamo pronti per ogni ulteriore intervento si renda necessario nei prossimi giorni. Grazie ai ragazzi che scendono ogni giorno al gelo per portare anche solo un sorriso e vicinanza a chi, anche per questione di dignità o scelte umane a volte difficili da comprendere, rifiuta tutto il resto. Sono loro l’anima e il vero elemento insostituibile di questi servizi”