mercoledì 8 marzo 2017 05:02
L'INCHIESTA

Rimini. Scandalo delle multe annullate: l’ex prefetto rinviato a giudizio

Rimini. Scandalo delle multe annullate: l’ex prefetto rinviato a giudizio

Corriere Romagna: Scandalo delle multe annullate: l’ex prefetto rinviato a giudizio / Contestato l’indebito utilizzo di un dipendente: gli portava a spasso il cane e gli doveva accendere il forno

RIMINI. Rinviati a giudizio con l’accusa di abuso d’ufficio l’ex prefetto di Rimini Vittorio Saladino, il funzionario della prefettura Giuseppe Puzzo e l’ex comandante della polizia municipale di Riccione Fabio Franchini. La decisione è stata presa ieri mattina dal gip e l’udienza preliminare è stata fissata per il 22 giugno. Il procedimento riguarda vicende risalenti ai tempi in cui l’ex prefetto, difeso dall’avvocato Moreno Maresi, ricopriva l’incarico nella cittadina romagnola. In particolare, gli sono stati contestati una multa all’auto della moglie per la quale aveva presentato ricorso asserendo motivi di servizio, che configura il reato di abuso d’ufficio, e l’indebito utilizzo di un dipendente della prefettura al quale avrebbe chiesto di portargli a spasso il cane e svolgere altre commissioni come portare le buste della spesa, preparare la sala di rappresentanza quando arrivavano ospiti e, talvolta, su richiesta della moglie, accendere il forno affinché al suo arrivo a casa il prefetto potesse consumare pasti caldi. Sempre per abuso d’ufficio sono coindagati l’ex vice prefetto Giuseppe Puzzo (difeso dall’avvocato Massimiliano Orrù) e l’ex comandante della polizia municipale di Riccione Fabio Franchini (difeso dall’avvocato Stefano Spadoni). A quest’ultimo, viene contestato il fatto di aver trattenuto nel suo ufficio, oltre il termine di 60 giorni, il ricorso presentato da Saladino nelmese di novembre 2009. Puzzo, in questo caso specifico, è accusato di non aver emesso decreto di inammissibilità del ricorso entro i 120 giorni previsti dalla legge. Sempre Puzzo deve rispondere della cancellazione di sei contravvenzioni emesse tra il 2008 e il 2011, frutto dell’interpretazione forzata di una circolare emessa dal predecessore di Saladino. (...)