giovedì 21 marzo 2019 14:18
AMBIENTE

Arrivare a Venezia su una barca di plastica: una sfida a sostegno del mare

Arrivare a Venezia su una barca di plastica: una sfida a sostegno del mare

Ieri pomeriggio, all’interno del Treno Verde di Legambiente si è parlato di plastica: in mare ce n’è tantissima, troppa, come se ogni minuto un camion ne scaricasse il suo carico, per 365 giorni all’anno.

Ne hanno parlato l’assessore Montini del Comune di Rimini, l’Associazione Cetacea di Riccione, Coop Alleanza 3.0 e Legambiente, presentando alcune iniziative da parte di istituzioni, operatori del mare, associazioni. Tanti progetti, tanta energia. Ma tutto questo non basta a risolvere il problema: ciò che serve davvero è l’impegno attivo di ognuno di noi; bisogna far leva sulle coscienze!

Ed ecco che una soluzione “creativa” l’hanno proposta tre amici riminesi che, con il loro progetto “Mal di plastica”, hanno deciso di costruire una barca fatta con materiali di riciclo, per lo più bottiglie di plastica.

L’idea è quella di “farsi vedere”,  fungendo da cassa di risonanza sul disastro ecologico che la plastica sta provocando in mare,  navigando poco lontano dalla costa e utilizzando i social media, come la pagina facebook “mal di plastica” e l’ashtag “#cambiamolautista”.

L’obiettivo è quello di arrivare a Venezia da Rimini in 4/5 giorni con la barca da loro progettata e costruita, un’esperienza che si prospetta avventurosa e che i protagonisti affrontano con allegria e determinazione.

Il fine è quello di sensibilizzare le persone, coinvolgerle emotivamente, far scattare dentro di loro la voglia di realizzare idee folli e visionarie, come quella di arrivare nella laguna più famosa del mondo galleggiando su circa 3000 bottiglie di plastica raccolte dai bambini delle scuole elementari.

Idea neanche troppo folle a dire il vero, se si considera che la sfida che vogliono lanciare è ancora più bizzarra: cambiare le abitudini di ognuno di noi per ritrovare un mare più pulito. E quest’ultimo sì che sembra un traguardo assurdo, pensando a quanto sia consolidato ormai l’uso della plastica nelle nostra abitudini quotidiane, ma non troppo a pensarci bene:  basterebbe solo avere la voglia di credere in un sogno e spiegare le vele per realizzarlo!