sabato 28 dicembre 2019 09:35
L'INTERVISTA

Gentili: "Vi racconterò al cinema la storia del Drago di Rimini"

Gentili:
Marco Gentili

Che cosa accadde nelle selve riminesi agli inizi del XIV secolo? Quale creatura terrorizzò il popolo locale e addirittura i Malatesta?

A fornire risposte esaustive alle suddette domande ci penserà "Draconis: la storia del Drago di Rimini", la nuova opera di Marco Gentili in uscita nelle sale cinematografiche nel 2020. Il giovane regista riminese, grande appassionato di storia della Romagna e del genere storico-fantasy, si è posto come obiettivo quello di far scoprire al grande pubblico una storia rimasta sopita per oltre 600 anni.

Marco, ci parli del suo nuovo progetto cinematografico…

“Il mio nuovo film si intitola ‘Draconis: la storia del drago di Rimini’. Sarà un docufilm che racconta ciò che è accaduto nella foresta di Belverde (località di Rimini, situata tra San Martino Monte l’Abate e Gaiofana, ndr) nel XIV secolo. All’epoca, un drago infestava quelle selve; esistono documenti scritti che provano che questa creatura abbia addirittura divorato più di una persona. Io ho curato la regia del progetto, mentre Lorenzo Scalzo è l’aiuto regista. La missione di ‘Draconis’ è quella di scindere la realtà dalla leggenda e far luce su una storia tanto affascinante quanto sconosciuta, persino dagli abitanti del luogo. A questo scopo, ci siamo avvalsi dell’aiuto di Oreste Delucca, storico riminese, che ha curato la ricerca storica del progetto; il professore Adolfo Morganti, che si è occupato degli aspetti di folklore legati alla figura del drago; Nicolò Dal Grande, storico vicentino, che si è occupato della simbologia del drago nell’ambito degli ordini cavallereschi europei; il dottor Lorenzo Rossi, criptozoologo cesenate, curatore degli approfondimenti di zoologia necessari per far chiarezza sulla veridicità di quanto narrato, per secoli, in miti e leggende. La composizione della colonna sonora è stata affidata a Giampaolo Venturi dello studio Kriptonyte Muzic di San Marino; per il canto è stata scelta la voce di Simona Gugnali. Le voci narranti del progetto saranno di Mattia Santolini, doppiatore riminese, e Christian Iansante, doppiatore di fama nazionale (voce ufficiale di Bradley Cooper per l’Italia). Colgo l’occasione per ringraziare in modo particolare l’Unione di Comuni Valmarecchia e il suo presidente Stefano Zanchini, sindaco di Novafeltria, e l’Unione dei Comuni della Valconca e il suo presidente Elena Castellari, sindaco di Montescudo, per il prezioso supporto al progetto. Il film verrà distribuito nelle sale cinematografiche nell’anno 2020; la prima avrà luogo al Multiplex del circuito Giometti Cinema di Rimini. Successivamente, sarà distribuito in Dvd e Blu-ray e sulle piattaforme on demand”. 

Come è stato per lei raggiungere il punto più alto della sua carriera?

“Non mi piace parlare di carriera; preferisco parlare di percorso. Questo film non è un traguardo, è un nuovo punto di partenza. Il cinema, in particolare quello indipendente, dà modo a chi ha voglia di esprimersi di farlo liberamente, senza vincoli di produzione o affini. Se mi fossi avvalso di una produzione cinematografica di rilievo, ‘Draconis’ sarebbe stato scartato da molti, bollato come un prodotto destinato ad un bacino d’utenza eccessivamente ridotto. Di conseguenza, anche per i lavori futuri, cercherò di restare il più possibile legato al cinema indipendente, perché, come regista, lo ritengo il mezzo migliore per produrre contenuti liberi, senza restrizioni”. 

Il cinema è davvero la migliore forma d'arte per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima delle persone?

“Assolutamente sì. Il cinema, come ogni altra forma d’arte, è un linguaggio e come tale deve trasmettere messaggi a chi ne usufruisce. Probabilmente, il cinema è l’unico che riesce a fondere insieme immagini, recitazione e musica e questo connubio è veramente qualcosa di cui l’essere umano ha bisogno; se ci facciamo caso, dal cinema sono nate citazioni che vengono utilizzate anche nel linguaggio quotidiano: ad esempio, ‘Al mio segnale, scatenate l’inferno’ o ‘Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare’”. 

Quali sono stati i suoi film preferiti del 2019 e quale loro elemento l'ha particolarmente colpita?

“Per assurdo, quest’anno sono andato al cinema poche volte; gli impegni di lavoro mi hanno impedito di andarci quanto avrei voluto. Nonostante questo, ho avuto la possibilità di vedere alcuni film che mi hanno molto colpito: tra questi, ‘Il primo re’ di Matteo Rovere, ‘5 è il numero perfetto’ di Igort e ‘C’era una volta ad Hollywood’ di Quentin Tarantino. I primi due titoli hanno fatto fare un enorme salto di qualità al cinema italiano e, detto tra noi, questo miglioramento è dovuto anche al fatto che entrambi i registi in questione si sono occupati di cinema indipendente”.

Le piacerebbe presentare “Draconis” anche nella vicina Repubblica di San Marino?

“Certamente, mi piacerebbe molto mostrare la mia opera anche all’interno della Serenissima Repubblica. Sono innamorato del centro storico di San Marino, in particolare del Passo delle Streghe, uno scenario suggestivo e di grande bellezza. Considerati i lavori che mi attendono e che verranno sviluppati a partire dal 2020, tra i quali due televisivi e uno cinematografico, non escludo la possibilità di coinvolgere la Repubblica per i suoi incantevoli scorci”.

Nei suoi prossimi progetti cinematografici darà ancora spazio alla sua Romagna?

“La Romagna è parte integrante di me; di conseguenza, non potrò mai esimermi dal mostrarla nei miei lavori. Non a caso, i prossimi progetti che prenderanno forma, entrambi destinati alla televisione nazionale, hanno come protagonisti il territorio romagnolo e il suo folklore. Come regista, credo che non ci sia nulla di più bello che raccontare le storie con cui si è cresciuti, e in Romagna di questi racconti ce ne sono moltissimi. Se si analizzano le figure legate al nostro folklore locale, scopriamo che abbiamo storie su folletti, come i Mazapègul dell’appennino di Forlì; lupi mannari, cioè gli ‘Uomini Lupo’ delle colline di Forlimpopolignomi, come quelli di Bagno di Romagna; draghi, come quello di Belverde, protagonista del docufilm; ecc. Considerata la ricchezza che abbiamo, che senso avrebbe trarre spunto da vicende estranee alla nostra, magari più celebri, ma non per questo più affascinanti?”.

 

 

ANDREA LATTANZI