giovedì 4 marzo 2021 06:54
RASSEGNA STAMPA

Coronavirus, l'Emilia Romagna rischia di diventare zona rossa da lunedì

Coronavirus, l'Emilia Romagna rischia di diventare zona rossa da lunedì

Negozi e alberghi vedono rosso

MANUEL SPADAZZI - I numeri dei contagi e dei ricoveri ci hanno portato al passaggio all’arancione scuro e a restrizioni ancora più rigide. Su tutte la chiusura delle scuole: da martedì stop alle lezioni e didattica a distanza al cento per cento in tutte le scuole dalle elementari alle superiori. Non è finita qui. Da oggi Bologna e Modena sono in zona rossa, per effetto del provvedimento preso dalla Regione, a seguito del forte aumento di contagi e ricoveri, e anche Reggio Emilia come la Romagna si è tinta di arancione scuro. Di questo passo, come ha fatto capire ieri il governatore Stefano Bonaccini, l’intera Emilia Romagna rischia di diventare zona rossa a partire da lunedì. “I contagi – ha ammesso Bonaccini – sono ripartiti molto più velocemente di prima a causa delle varianti. Se questa crescita, avvenuta negli ultimi 10-15 giorni, non trova un’accelerazione nella risposta, rischiamo di essere travolti. Noi come altre parti d’Italia”. Domanì pomeriggio si riunirà la cabina di regia del governo, e l’Emilia Romagna corre il pericolo di diventare zona rossa da lunedì. Si tratta di “un rischio concreto”, ha confermato Bonaccini. Con il passaggio in zona rossa sarebbero costretti a chiudere i negozi, i saloni di parrucchieri, i centri estetici. E sarebbero chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado, compresi quindi anche materne e asili nido. (…)

“Sappiamo che è un rischio concreto, alla luce degli ultimi dati. Per i negozi gli affari sono crollati già col passaggio in zona arancione scuro – dice Gianni Indino, presidente Confcommercio –. E come abbiamo voluto sottolineare con la nostra iniziativa, i negozi sono ancora aperti ma è come se fossero già chiusi, dato che le persone non possono più girare come prima per effetto delle restrizioni. Arrivati a questo punto forse è meglio chiudere tutto. Ma vanno garantiti adeguati ristori alle attività commerciali, nel caso in cui si troveranno di nuovo chiuse”. (…)

“Già con il passaggio all’arancione – ammette Patrizia Rinaldis, la presidente dell’Aia – diversi alberghi avevano gettato la spugna. Con il passaggio in zona rossa, tutte le nostre strutture (o quasi) resteranno chiuse, ma ancora una volta non riceveranno ristori, in quanto gli alberghi non vengono chiusi per decreti”. (…)

Articolo tratto da Il Resto del Carlino

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