8 marzo 2012: la crisi è sempre più donna. Csdl

8 marzo 2012: la crisi è sempre più donna
Il 66% di disoccupati sono donne

7 marzo 2012 – La crisi economica sammarinese ha sempre più connotati femminili. Il primo dato a dimostrarlo è quello della disoccupazione. Su 1.115 iscritti alle liste collocamento, ben 731 sono donne, quindi il 66% dei disoccupati. Le donne stanno pagando ancor più degli uomini non solo gli effetti della crisi economica, che ha bruciato in due anni almeno mille posti di lavoro, ma anche l’ulteriore flessibilizzazione e precarizzazione portata al mondo del lavoro.

La ricetta della flessibilizzazione dei rapporti di lavoro, spacciata da Governo, imprenditori e organismi finanziari internazionali come l’unica via d’uscita dalla crisi, è inaccettabile. La breve e per molti versa risibile esperienza dei call center, che hanno chiuso o chiuderanno  i battenti dopo poco tempo, mostra in modo chiarissimo l’inevitabile fallimento di questo modello improponibile, basato sul binomio flessibilità-lavoro di scarsissima qualità.

La perdita del posto di lavoro o l’impossibilità di trovare occupazione, spesso ha anche delle conseguenze sul piano umano e psicologico. Porta ad un stato di profonda incertezza e malessere che può determinare stati depressivi o di vera e propria malattia, in quanto il lavoro è una componente fondamentale dell’equilibrio della persona, oltre che un mezzo di sostentamento e di emancipazione. In tal senso è necessario considerare gli effetti della crisi anche da questo punto di vista, fornendo sul piano socio-sanitario tutto il supporto necessario a coloro che vivono condizioni di profondo disagio interiore, accentuato dalle difficoltà economiche, a causa dell’impossibilità di trovare lavoro.

L’esigenza prioritaria rimane quella di superare la crisi con politiche di equità e attraverso un progetto di sviluppo che reimposti e rilanci il sistema sammarinese, che deve tendere verso la promozione di un’economia diversificata e di qualità. Un nuovo modello di sviluppo in cui le donne possono svolgere un ruolo centrale, in quanto hanno doti di estrema versatilità e quelle conoscenze e capacità che servono proprio a promuovere l’economia della qualità e della conoscenza, che è la sola su cui San Marino può puntare.

Altrettanto importante è superare le gravissime distorsioni create dalle nuove norme sull’avviamento al lavoro, rimettendo al centro i diritti delle persone, affinché venga ripreso il difficile cammino verso le pari opportunità e la reale uguaglianza di diritti tra donne e uomini in ogni ambito della vita personale, familiare e sociale. Un cammino che nemmeno la crisi economica può interrompere.

CSdL

Confederazione Sammarinese del Lavoro

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