Agenzia delle entrate. Circolare N.31/E, capitali all’estero

Agenzia delle entrate. Circolare N.31/E, capitali all’estero

Agenzia delle entrate. Circolare N.31/E DEL 28 AGOSTO 2015

(collaborazione volontaria: Voluntary disclosure)

Oggetto: Legge 15 dicembre 2014, n. 186, concernente “Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero nonché per il potenziamento della lotta all’evasione fiscale. Disposizioni in materia di autoriciclaggio”. Risposte a quesiti.

.DOMANDE E RISPOSTE

………

4. Ambito temporale e aspetti sanzionatori della
procedura di collaborazione volontaria

4.1. Detenzione di attività nella Repubblica di San
Marino: rilevanza ai fini della procedura

D: In caso di regolarizzazione nell’ambito della
procedura di collaborazione volontaria di attività detenute nella Repubblica di
San Marino, si chiede di sapere se per la fruizione delle condizioni di maggior
favore, previste dalla normativa che disciplina la medesima procedura, sia con
riguardo all’ambito temporale che ai profili sanzionatori, sia necessario
rilasciare all’intermediario finanziario estero, presso cui le attività sono
detenute, il c.d. waiver, in relazione ai periodi d’imposta successivi a
quello di adesione alla collaborazione volontaria.

R: La
Repubblica di San Marino è uno Stato eliminato dalla lista
degli Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato con decreto del
Ministro dell’Economia e delle finanze del 12 febbraio 2014.

Successivamente, con decreto del 29 dicembre 2014, tale Stato
è stato aggiunto alla lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4
settembre 1996 c.d. white list (elenco degli Stati con i quali è
attuabile lo scambio di informazioni ai sensi delle convenzioni per evitare le
doppie imposizioni sul reddito, in vigore con la Repubblica italiana).

Al riguardo come già precisato
nella circolare quesiti (par. 6.3) per i Paesi extra UE con i quali è in atto
un effettivo scambio di informazioni secondo il recente standard ONU/OCSE (ad
esempio gli Stati Uniti), si ritiene che il trasferimento e la detenzione di
cui alle lettere a) e b) dell’articolo 5-quinquies, comma 4, del decreto legge,
sia possibile anche verso o nei Paesi extra UE, quale la Repubblica di San
Marino, che hanno in atto con la
Repubblica italiana una convenzione per evitare le doppie
imposizioni sul reddito che prevede un effettivo scambio di informazioni
secondo i più recenti standard internazionali in materia di trasparenza e scambio
di informazioni.

Allo stesso modo, in caso di
trasferimento delle attività finanziarie, successivamente all’attivazione della
procedura, presso un intermediario localizzato nella Repubblica di San Marino,
l’assenza del rilascio del waiver non comporta l’applicazione della sanzione
prevista dal comma 5 dell’articolo 5-quinquies, ritenendosi comunque garantita
la possibilità da parte delle Autorità finanziarie italiane di monitorare tali
attività mediante una richiesta di scambio di informazioni da inoltrare
direttamente alle Autorità fiscali del Paese presso cui è localizzato
l’intermediario, ai sensi della Convenzione contro le doppie imposizioni con lo
stesso vigente.

Con riguardo all’ambito
temporale della procedura di collaborazione volontaria, in caso di
regolarizzazione di attività detenute nella Repubblica di San Marino, come già
chiarito nella circolare quesiti (par. 5.3), risulta applicabile la disciplina
di favore prevista dall’articolo 5-quater, comma 4, del decreto legge, ai sensi
della quale non si applica il raddoppio dei termini di cui all’articolo 12,
commi 2-bis e 2-ter del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78 in ragione della
circostanza che il Paese, al momento di entrata in vigore della legge, è
collaborativo non frapponendo ostacoli allo scambio di informazioni.

Pertanto, avuto riguardo a
quanto sopra illustrato, la normativa di favore prevista con riferimento
all’ambito temporale troverà applicazione anche in mancanza del rilascio del
waiver, non avendo ravvisato il legislatore l’esigenza del c.d. monitoraggio
rafforzato in relazione ad un Paese già collaborativo al momento dell’entrata
in vigore della legge.

Conseguentemente, si è
dell’avviso che non rientrano nell’ambito della procedura di collaborazione
volontaria le attività detenute nella Repubblica di San Marino in annualità per
le quali sono ordinariamente scaduti i termini per l’accertamento e per la
contestazione delle violazioni in materia di monitoraggio fiscale.

Considerazioni analoghe a
quelle finora formulate valgono, altresì, con riguardo a Stati eliminati
dall’elenco dei Paesi c.d. black list (D.M. 4 maggio 1999 e D.M. 21 novembre
2001) e inclusi nella c.d. white list anche prima della Repubblica di San
Marino (Cipro, Malta, Lussemburgo e Corea del Sud).

In linea con quanto
argomentato, si ritiene che il beneficio sanzionatorio previsto dall’articolo
5-quinquies, comma 7, del decreto legge, trovi necessariamente applicazione per
le violazioni attinenti attività detenute in Paesi che non erano più black list
e che erano ormai collaborativi al momento dell’entrata in vigore della legge,
come appunto San Marino.

Si fa riferimento alla sanzione
minima per violazione dell’obbligo dichiarativo in materia di monitoraggio
fiscale, fissata al 3 per cento se le attività oggetto della collaborazione
volontaria erano o sono detenute in Stati o territori a regime fiscale
privilegiato che abbiano stipulato con l’Italia, entro sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore della legge, un accordo che consenta un effettivo
scambio di informazioni ai sensi dell’articolo 26 del modello di convenzione
contro le doppie imposizioni predisposto dall’OCSE.

Come si è già avuto modo di
chiarire, la misura ridotta della sanzione minima prevista dal richiamato comma
7 dell’articolo 5-quinquies trova applicazione anche in relazione alla
Repubblica di Singapore, in quanto con la stessa opera un accordo con l’Italia,
già vigente alla data di entrata in vigore della legge, che prevede uno scambio
di informazioni conforme al citato standard OCSE; ciò comporta, peraltro, che
trovano applicazione per le attività detenute nella repubblica asiatica anche
le disposizioni di favore di cui all’articolo 5-quater, comma 4, e all’articolo
5-quinquies, comma 4 primo periodo, del decreto legge, senza necessità di
presentazione del waiver.

…….

 

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