Agenzia Dire: conferenza stampa del governo del 29 settembre

GIUSTIZIA. SDS FELICI: GOVERNO NON VA A TRATTATIVE SU BANCHE

“PROGETTO UNGHERESE AL VAGLIO DI BCSM, MA TUTTO SI FERMO'”

(DIRE) San Marino, 29 set. – Nessun componente del congresso di
Stato ha partecipato a “fantomatiche trattative” di vendita di
licenze bancarie. Ma “contatti con promotori e portatori di
progetti economici sono elementi ordinari della nostra
attivita’”. Il governo affida a Claudio Felici, segretario di
Stato per le Finanze, la sua posizione rispetto agli sviluppi
delle indagini della magistratura che hanno portato in carcere
Claudio Podeschi e Fiorenzo Stolfi, e anche alla perquisizione di
Banca centrale, rispetto alle trattative di vendita delle licenze
di Bcs e Ebc.

Nell’incontro con la stampa, al termine della riunione
settimanale del congresso di Stato, il responsabile delle
Finanze, insieme ai segretari di Stato per l’Industria, Marco
Arzilli, per il Territorio, Antonella Mularoni, e il Lavoro, Iro
Belluzzi, respinge l’ipotesi della presenza di membri di governo
in presunti incontri con i vertici di Banca centrale, i politici
oggi agli arresti e investitori interessati all’acquisto di
istituti sammarinesi, come sarebbe emerso dagli atti degli
inquirenti. Sul tavolo dell’esecutivo, fanno sapere, si e’
discusso della posizione dei rappresentanti di governo rispetto a
quello che e’ visto come un tentativo di delegittimazione delle
istituzioni. Fermo restando, premette Felici, il rispetto nei
confronti dell’operato della magistratura: “E’ bene che il
tribunale vada avanti sulla base propri elementi”, puntualizza.
“Ma per quanto riguarda la posizione del congresso di Stato-
prosegue- non c’e’ nessun segretario di Stato che ha partecipato
a fantomatiche trattative di vendita di licenze bancarie”.

Diverso e’ invece parlare di “contatti avuti con promotori e
portatori di progetti economici”, che fanno parte dell’ordinaria
amministrazione delle segreterie di Stato. “Personalmente- sottolinea- ho
ricevuto qualche decina di delegazioni di imprenditori di
nazionalita’ diverse”. Anche perche’ “E’ nostra abitudine e
dovere- continua- incontrare queste persone, cosi’ come e’ un
dovere istituzionale trasmettere informazioni e proposte ricevute
agli organismi di spettanza, nel mio caso a Banca centrale ed Aif
e questo e’ sempre avvenuto”. Felici smentisce in particolare di
aver parteciato nella sede di Bcsm a trattative su societa’
bancarie, ma ammette incontri a Palazzo Begni con imprenditori.

Tra questi, rivela, anche “l’ungherese con fondi giapponesi”

finito nella lente dei magistrati sammarinesi: “E’ una vicenda
che risale a meta’ febbraio 2013, quando mi fu presentata questa
ipotesi per mail- spiega- era un’operazione importante per valori
e complessa nella strutturazione, abbiamo percio’ organizzato un
incontro con i promotori e Banca centrale”, avvenuto nel marzo
2013, per poter valutare la sua fattibilita’. L’imprenditore
intendeva trasferire certificati di una banca giapponese in un
istituto sammarinese per un ammontare di 6 miliardi di dollari. I
l responsabile delle Finanze spiega che nell’incontro a
Palazzo Begni dai rappresentanti di Banca centrale furono
richiesti documenti per poter compiere i dovuti approfondimenti.

Ma tutta la faccenda si e’ arenata nel giugno 2013, “quando Banca
centrale non ha avuto piu’ risposte- conclude il segretario-
nulla e’ stato fatto e nessun incarico e’ stato dato su questa
vicenda”.

Gli altri segretari di Stato avvallano la versione di Felici. In
primis, Arzilli: “Nelle attivita’ di governo rientra il compito
di incontrare chi si presenta proponendo iniziative- spiega- ma
cio’ non significa che noi siamo partecipi dei progetti, tutto
viene rimandato agli organismi preposti”. Una lettura diversa dei
fatti manifesta una “preoccupante voltonta’ di andare a
delegittimare le istituzioni nel loro operato”, prosegue.

Cosi’ anche Belluzzi: “Come governo siamo tutti impegnati nel
confronto con possibili investitori per poter portare imprese in
Repubblica”, conferma.
Infine, il segretario Mularoni:
“Nessuno degli episodi venuti alla luce sui giornali- sottolinea-
ha visto un parere positivo da parte degli organismi che li hanno
valutati, ne’ da parte del governo”. Punta infine il dito contro
“il clima di caccia alle streghe verso gli organi dello Stato”.

Mularoni, riferendo al progetto del centro commerciale del
lusso, finito nelle critiche dell’opposizione, conclude: “Se
puntiamo all’internazionalizzazione e’ nostro dovere non buttare
dalla finestra tutte le iniziative che si presentano, ma
valutarle”.

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