Aggrediscono la Polizia Locale alla richiesta di spostare l’auto in divieto di sosta, arrestati due giovani a Rimini

Aggrediscono la Polizia Locale alla richiesta di spostare l’auto in divieto di sosta, arrestati due giovani a Rimini

Arrestate due persone, nel parco Regina Margherita di Miramare (Rimini), per resistenza e violenza nei confronti degli agenti della Polizia Locale. 

Sono state arrestate ieri sera a Rimini, dalla Polizia Locale, due persone per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, durante un servizio di controllo delle auto in sosta nel parco Regina Margherita di Miramare.
Gli agenti erano intervenuti per le tante auto in sosta vietata, parcheggiate anche nell’area verde.
Ieri sera, durante un normale controllo di presidio del territorio, la squadra di Polizia Giudiziaria è dovuta intervenire nel parco Regina Margherita a Miramare per le tantissime auto parcheggiate in sosta vietata, sul prato e nelle adiacenze dei giochi.
Durante l’attività di informazione, svolta dagli agenti per far spostare i veicoli, nei confronti delle tante persone presenti che stazionavano nel parco in occasione del mercatino serale, due di queste, dopo aver spostato la propria autovettura in sosta vietata, sono ritornate e hanno iniziato a inveire contro gli agenti.
Una protesta accesa, che in poco tempo si è trasformata in una reazione scomposta da parte dei due giovani, classe 1988 e 1991, che si sono scagliati contro le divise comunali, anche con atteggiamenti molto violenti, tanto da procurare alcune lesioni a tre agenti, per le quali sono state necessarie cure sanitarie, con prognosi di alcuni giorni.
Da lì sono scattate le manette per uno di essi, mentre l’altro ha fatto perdere le proprie tracce.
Condotto in Comando per l’identificazione, l’uomo è stato posto in arresto. Poco dopo, si è presentata anche la seconda persona che si era allontanata: gli agenti hanno arrestato e denunciato anche lui, risultato essere il fratello del primo fermato.
Entrambi, arrestati per resistenza, violenza e lesioni continuate a pubblico ufficiale e rifiuto di declinare le proprie generalità, sono stati condotti nelle locali camere di sicurezza del comando come disposto dal Pubblico Ministero.
Attualmente sono in attesa di comparire, per l’udienza direttissima, davanti al giudice per le indagini preliminari.
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