Alla riunione conviviale del Rotary Club San Marino la relazione del socio dott. Oliviero Soragni

Alla riunione conviviale del Rotary Club San Marino la relazione del socio dott. Oliviero Soragni
Viaggio intorno alla microchirurgia
“Nei tempi antichi la ricostruzione di un arto era considerata un’opera possibile solo attraverso il miracolo di un Santo. Oggi questo intervento è diventato molto più spesso praticabile, con le sole forze umane, grazie agli straordinari progressi della microchirurgia”. Con queste suggestive parole ha esordito il socio del Rotary San Marino, dott. Oliviero Soragni, intervenuto come relatore in occasione della serata conviviale del Club. Lo stimato primario della Divisione di Ortopedia, Traumatologia e Chirurgia della Mano del nostro Ospedale di Stato, ha proposto un viaggio accattivante attorno ad una branca della medicina, la Microchirurgia, che allo stato attuale può vantare continue ed eccellenti conquiste. Conquiste a cui ha sicuramente contribuito anche il dott. Soragni, un vero e proprio pioniere e membro autorevole di numerose Società Specialistiche italiane ed internazionali.  
“Non è un caso che i primi passi della microchirurgia siano avvenuti in Oriente” – ha puntualizzato Soragni. Ci sono precise motivazioni filosofiche e religiose: nella cultura di quei paesi la perdita dell’integrità di un arto comporta anche la perdita dell’integrità dell’anima e la non possibilità di raggiungere il paradiso. Proprio l’estremo Oriente è stata la meta di un percorso di formazione e aggiornamento, che lo stesso Soragni ha compiuto nei primi anni ’80. In Giappone è stato compiuto, nel 1963, il primo reimpianto di un pollice. A Shangai, nella Cina dell’epoca post-Mao, venivano anche molti occidentali ad operarsi: in quella città si effettuavano già, con uno strumentario rudimentale, interventi estremamente complicati. Complessa è anche la formazione di un microchirurgo: per affinare le tecniche operatorie, che richiedono una perfetta coordinazione oculo-manuale nell’utilizzo della strumentazione sempre più all’avanguardia, è richiesto oltre un anno di addestramento. Per dare un’idea della difficoltà di un intervento di microchirurgia, per esempio il reimpianto di un dito, basti pensare che ci si trova a suturare vasi la cui sezione non supera un millimetro. Il riallaccio coinvolge poi tante altre componenti: oltre a quella circolatoria ci sono anche quelle ossee, tendinee e nervose (con la distinzione tra fibre motorie e sensitive). Un’operazione di questo tipo può richiedere diverse ore.
L’ultimo pensiero del dott. Soragni è stato per il reparto che dirige: “la divisione di Ortopedia, insieme ad altre divisioni dell’Ospedale di Stato di San Marino, costituisce un’eccellenza: questo grazie alla professionalità del personale e all’utilizzo di una strumentazione di assoluta avanguardia”.

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