Ambasciata Svizzera a San Marino: nessun sequestro di materiale sanitario verso il Titano

“Non esiste una base giuridica in Svizzera per la requisizione di un carico destinato a San Marino”.

Ad intervenire così è un portavoce della Ambasciata di Svizzera in Italia, Malta e San Marino in una comunicazione via mail interpellato in merito alla denuncia delle autorità sammarinesi di un blocco di materiale pari a 2 milioni di euro

 “Il 25 marzo 2020 – si legge nella comunicazione – il Consiglio federale ha deciso di introdurre un obbligo d’autorizzazione per l’esportazione di dispositivi medici di protezione. La relativa modifica dell’ordinanza è entrata in vigore il 26 marzo 2020 alle ore 00:00. Le esportazioni nei Paesi dell’UE/dell’AELS sono esonerate da quest’obbligo”. 

Viene quindi citata una parte dell’articolo 10d dell’ordinanza che recita: «Il capoverso 1 non si applica alle esportazioni di dispositivi di protezione:  a. nella misura in cui è garantita la reciprocità, negli stati membri dell’UE, nei Paesi e Territori d’oltremare elencati nell’allegato II del Trattato del 13 dicembre 2007 sul funzionamento dell’UE, in Norvegia, in Islanda, nel Regno Unito, nelle Isole Färör e verso l’Andorra, San Marino e Città del Vaticano».

È ipotizzabile – spiegano quindi dall’Ambasciata – che si tratti di una decisione presa in maniera indipendente dalla società privata che esporta il materiale in questione. È possibile che la stessa ditta abbia avuto a sua volta difficoltà di approvvigionamento con il proprio fornitore”.

 Secondo il Governo di San Marino invece sono state le autorità svizzere a requisire il carico.

 

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