Ancora un giovedi’ dell’Upr

Nella serata di Giovedì 24 novembre l’ Unione Per la Repubblica (UPR) metterà’ a confronto – sulla finanziaria 2012 – le categorie economiche insieme alle forze sociali.
E’ questo, per l’UPR, un modo per evitare quel possibile tracollo nel rapporto intercorrente tra politica e società’.
In questi mesi l’UPR ha contrastato il Governo, non per ricercare facili demagogie, ma per spingerlo a fare di più nell’interesse generale.
Ed oggi lo sollecitiamo – con maggiore convinzione – nel dare risposte certe.
Siamo alla fine di un ciclo.
C’e’ l’indignazione contro la politica ma – rispetto a momenti passati – con una differenza di fondo.
La società’ sammarinese e’ cambiata.
C’e – infatti – un livello di vita che si sta paurosamente abbassando, ci sono tanti genitori che vedono sempre meno prospettive di occupazione per i loro figli.
C’e una frattura tra generazioni.
C’e una questione morale segnata dalla vicenda Fincapital, rispetto a cui i cittadini vogliono avere risposte, che vede invece tutte le istituzioni preposte reagire in maniera incerta e – in taluni casi – drammaticamente superficiale.
La vicenda Fincapital – cosi’ come le indagini condotte da procure italiane – meritano risposte ai dubbi ed alle voci che – da settimane – girano vorticosamente in Repubblica.
Ancora oggi non ci è dato sapere se a San Marino ci sono delle indagini e cosa sta accadendo di fronte a un’inchiesta che coinvolge, con arresti, mandati di cattura, intercettazioni telefoniche, e cittadini sammarinesi.
Il settore bancario è nell’occhio del ciclone.
Non esiste un piano per lo sviluppo del settore.
Ci sono addirittura gli attori del sistema che, in mancanza di una governance, operano in autonomia e alla fine c’è lo Stato che garantisce, paga e finanzia il sistema bancario con risorse finanziarie sempre più rilevanti.
In questi giorni l’ufficio di programmazione economica, delineando i numeri del terzo trimestre 2011, mette in risalto i dati della crisi segnati da un calo delle imprese ed un aumento della disoccupazione.
Arriviamo a discutere della prossima finanziaria con un quadro politico e generale debole.
Il Governo stila una lista di impegni uniti ad un aumento sostanziale delle imposte senza un raccordo con interventi concreti.
Si profila una strada di sacrifici a carico dei cittadini e delle imprese.
E’ stato detto che non sara’ una finanziaria di tagli ma anche di sviluppo.
Su questo secondo aspetto assistiamo alla riproposizione di annunci un po’ impolverati.
Confidavamo invece nella possibilità’ di poter contribuire alla costituzione di un nuovo Patto Fiscale.
Ci siamo ritrovati allo slittamento della riforma tributaria con effetti sul bilancio e sulla necessaria prospettiva di equità’.
L’addizionale del 15% sull’IGR 2010 e la tassa patrimoniale sono due interventi discutibili su i quali l’UPR manifesta forte perplessità, poiché completamente avulsi da una serie politica economica.
Oggi, a ciascuno, e’ richiesta una prova speciale di responsabilità’.
A partire dalla finanziaria.
Se non vogliamo che il qualunquismo sommerga la classe dirigente del Paese, ciascuno deve essere disposto a un passo indietro.
Un passo indietro che riguardi maggioranza e opposizione.
E questo passo indietro deve portare alla possibilità’ di concordare l’agenda dei prossimi mesi perché’ si realizzi – con il contributo di tutti – uno sforzo di pacificazione nazionale.
Nelle divisioni e nelle liti c’e’ la rovina di tutti e di San Marino.
Unione Per la Repubblica (UPR)

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