Angelica Bezziccari su L’Informazione di San Marino: Piccole storie di ordinaria follia

L’Informazione di San Marino

Piccole storie di ordinaria follia

Angelica Bezziccari

Una ragazza decide di tornare
nei luoghi che le rammentano
felici momenti d’infanzia. Fa
così una passeggiata a Murata,
dove suo padre la portava sempre
a giocare con le altalene.
Vede però con dispiacere che
non c’è più nessun’altalena.
Sono state rimosse e al posto
dei giochi è rimasta solo un po’
di terra brulla.

 

Una signora sola e in pensione
da qualche anno, percepisce la
pensione minima, lavoratrice
da una vita e orgogliosa, avendo
ora difficoltà a fare i lavori
domestici, decide di chiedere la
tessera della mensa. Il funzionario
sindacale risponde però
che “da quest’anno per i commercianti
e le casalinghe non è
più possibile richiedere la tessera
della mensa”.

Una donna sta aspettando di
avere un bambino. Per lei il
parto potrebbe non essere facile,
anzi molto doloroso, e per
questo è necessario ricorrere
all’anestesia epidurale. La donna
è costretta ad andare a partorire
a pagamento a Rimini,
perché a San Marino non è possibile
fare l’anestesia epidurale.
Una giovane donna decide con
estremo dolore di abortire. Le
dicono che qui è illegale, ma
che se va appena fuori confine può farlo tranquillamente.
Festa annuale di uno dei più votati
partiti sammarinesi. Si parla
di omosessualità. Un signore
tra il pubblico così commenta:
“Ia ma ch’i fnocc’ aiamazria ma
tott”.

Al meeting di Rimini si parla
dell’iniziativa sammarinese
sul turismo accessibile. Nello
stesso momento, un disabile
nei pressi del sottopassaggio di
Borgo Maggiore, spinge il pulsante
dell’ascensore adiacente.
Ma l’ascensore non funziona
ormai da tempo.

Dei turisti passano per le vie
di Borgo Maggiore, patrimonio
dell’Unesco, piene di grossi
buchi senza sampietrini e macchine
parcheggiate ovunque.
Stanno cercando di capire dove
passare per il sentiero della
rupe che da Borgo porta a Città.
Non riescono proprio a trovare
l’inizio del percorso, non c’è segnaletica.
Una ragazza che sta
tornando a casa con la spesa dà
loro indicazioni.

Dei politici vedono su Facebook
dei video dove la gente si butta
secchiate di acqua gelata in testa,
dicendo che è una campagna
di sensibilizzazione per la
ricerca sulla Sla, ovvero la Sclerosi
laterale amiotrofica.

Altri politici e uomini pubblici
si buttano secchiate d’acqua gelida
in testa e dicono che loro i
soldi li mettono, perché bisogna
combattere la malattia. Che lo
facciano anche altri.

Due segretari di Stato si riprendono
e mettono un video su You-
Tube invitando i sammarinesi a
dare 5 euro al mese ad altri loro
concittadini, dicendo che è una
forma di intervento immediato
per le famiglie in difficoltà.

Una ragazza, mentre legge i
giornali in un bar, pensa ancora
che lo si potrebbe cambiare
questo paese se tutti riuscissero
a dire sempre quello che
pensano, se il denaro non fosse
l’unico metro per misurare il
benessere di uno Stato, se ogni
persona facesse benissimo il
proprio lavoro, dal più umile
al più prestigioso. Se le persone
e il loro benessere fossero al
centro dei pensieri dei politici,
spodestando l’interesse per il
numero di voti, per i vantaggi
personali, per la ricchezza, per
la fama, per il potere. Se iniziassero
anche i cittadini che
si lamentano a impegnarsi per
fare qualcosa per il proprio paese,
anziché aspettare che qualche
politico sprovveduto li salvi
da tutti i mali.
E senza dimenticare che una
carezza, un gesto d’affetto, un
pensiero affettuoso, fondamentali
per i sani e soprattutto per
i malati, non si possono donare
tramite bonifico. L’amore non si
compra, non si vende, e a differenza
dei soldi, più se ne dona e
più se ne riceve.

“Dunque, quando fai l’elemosina,
non suonare la tromba
davanti a te, come fanno gli
ipocriti nelle sinagoghe e nelle
strade, per essere lodati dalla
gente. In verità io vi dico: hanno
già ricevuto la loro ricompensa.
Invece, mentre tu fai
l’elemosina, non sappia la tua
sinistra ciò che fa la tua destra,
perché la tua elemosina resti
nel segreto; e il Padre tuo, che
vede nel segreto, ti ricompenserà”.
Matteo 6,2-4

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