Antonio Fabbri di L’Informazione di San Marino: Le convenienze più convenienti

L’Informazione di San Marino (ieri)

Le convenienze più convenienti

Antonio Fabbri

 

Le ragioni dell’esito del referendum
sull’Europa vanno cercate
nel carattere sammarinese
e di molti sammarinesi:
diffidente, affatto aperto alle
novità e incapace di ragionare
in un ottica più lontana del
confine di Dogana, a meno
che non vi sia costretto dalla
schiacciante soverchia del
vicino o dalla necessità. Non è necessariamente una colpa, magari
per qualcuno è pure un pregio, di certo è una
constatazione. D’altra parte non è un caso che
il Santo se ne stesse bene da solo nella spelonca
della Baldasserona, finché una donna,
seppure non potesse vantare nessuna pretesa,
non lo abbia costretto a spostarsi più in alto.
Oggi la donna che bussa alle porte, anzi non
bussa per niente ma entra in maniera sfrontata
senza che alcuno dica avanti, è l’Europa.
E mentre San Marino ragiona su ipotetiche
convenienze che non sa valutare perché non
le conosce e perché domani non saranno già
più quelle su cui si è elucubrato oggi, l’Europa
costringe comunque il Titano, indipendentemente
dalla sua volontà e da quella dei suoi
cittadini, a fare quello che non vorrebbe.
Le fandonie sul fatto che è San Marino a
volere la trasparenza, a puntare alla giustizia
sociale, a superare i favoritismi e i nepotismi,
a volersi integrare con il Vecchio Continente,
restano a chi vuol dare ad intendere che tutto
questo arrivi per virtuosa volontà e non per
mal digerita imposizione.
Ecco, allora, che si intravede in metà del
paese che è andato a votare l’indole di non
affrontare, di rimandare, di ritirarsi più in
alto e più isolati, di spostarsi più in là anche
se casca il mondo, a mo’ della Raffa. Un sentire
che dà l’illusione di risolvere i problemi
senza farci i conti direttamente, ma semplicemente
aggirandoli o rifuggendoli. E’ l’indole
opportunista di restarsene da una parte per
vedere cosa succede infilandosi, se del caso,
nei vantaggi.
Poi, certo, le ragioni politiche per il “no” possono
essere spiegate in mille modi e a tratti
pure condivisibili, ma non sono quelle che
hanno determinato, almeno in questa fase,
una volontà così diffusa di non domandare
l’adesione.
E’ sempre l’illusoria certezza di aver capito
quello che conviene, sia nel votare “sì” che
nel votare “no”, a fare muovere la matita,
a fare rimanere a casa o a far votare scheda
bianca. Ma il concetto di convenienza
è soggettivo e non collettivo. Per questo è
fallace. Altrimenti non converrebbe forse a
San Marino fare una lotta seria alla corruzione?
O non converrebbe fare emergere i redditi
reali di tutti perché chi più ha più paghi? Non
sarebbe convenuto a San Marino fare una
politica bancaria e finanziaria onesta senza
mazzette o conti Mazzini? Non converrebbe
al Paese mettere da parte i meschini che provano
a mascherare le proprie convenienze da
principi condivisi su cui pontificare?
Persino qui la risposta, soprassedendo
sull’ignavia della scheda bianca, è legata a
una questione di monosillabi. Ma poiché ci
sono convenienze che risultano più convenienti
di altre, proprio perché orientate
dall’utile delle tasche di pochi, si può stare
amaramente certi che più della metà risponderebbe
“no” anche a quelle grevi domande.

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