Antonio Fabbri L’informazione: Dc accelera la crisi, con le dimissioni dei suoi consiglieri

 

L’informazione di San Marino

Dc accelera la crisi, con le dimissioni dei suoi consiglieri

Via delle Scalette accelera i tempi della crisi. Il gruppo democristiano pronto a dimettersi in vista del prossimo Consiglio. Nel Parlamentino del Pdcs di domani la presa d’atto della remissione del mandato dei membri 

Antonio Fabbri

Il Psd ha deciso di avviare una consultazione per sondare la possibilità di una grande coalizione.  Perplessità sul punto erano state già espresse dalla Dc, ma anche da altre forze politiche come Sinistra unita e Civico10. Dc che, dal canto suo, ha già detto di essere alla ricerca della governabilità sui progetti per il prossimo esecutivo. Requisito, quello della governabilità, inevitabilmente penalizzato in una eventuale coalizione con molte ed eterogenee forze politiche. Resta da vedere se, dal confronto che ha intenzione di avviare il Psd, possano emergere elementi nuovi. Intanto, se la mossa di Via Rovellino sembra servire anche per prendere tempo, la Democrazia cristiana ha deciso di accelerare i tempi della crisi e di dichiarare definitivamente conclusa questa legislatura.

Non hanno altro significato,
d’altra parte, le dimissioni dei
membri democristiani dal
Consiglio grande e generale
che sono già state firmate da
parte di quasi tutti i consiglieri
di Via delle Scalette e sono in
mano alla Segreteria del partito
pronte per essere ufficialmente
presentate. Mancherebbero solo un paio di firme, ma per motivi
pratici, essendo i consiglieri
interessati fuori San Marino
per le ferie. Determinata la
Dc, dunque, a presentare
in questi giorni, di certo
entro il Consiglio di agosto,
le dimissioni del gruppo
consiliare. Tanto che la presa
d’atto della remissione del
mandato consiliare è all’ordine
del giorno del parlamentino
Dc, il Consiglio Centrale del
partito, convocato per domani
sera alle 20 e 30 presso la sala
Montelupo di Domagnano.
Via delle Scalette ha intenzione
di accelerare i tempi della
crisi, affrettando così anche  i conseguenti adempimenti
formali e istituzionali.

Alle
dimissioni dei 23 consiglieri
democristiani, se ne dovranno
aggiungere altre sette – che non
sarà presumibilmente difficile
trovare vista la situazione
attuale – per dichiarare decaduto
il Consiglio e rimettere
nelle mani della Reggenza
la possibilità di conferire un
incarico esplorativo. Passaggio,
quest’ultimo, che potrebbe
anche essere saltato, se si
constatasse fin da subito la
mancanza delle condizioni
necessarie per formare un
nuovo governo che deve però
essere vincolato al dettato della legge elettorale, che prevede il
sostegno all’esecutivo da parte
delle stesse forze politiche già
parte della coalizione votata alle
elezioni del 2012. Condizioni
che, in tutta evidenza, non ci
sono.

Dunque il Parlamentino Dc
prenderà atto giovedì delle
dimissioni dei Consiglieri e,
dopo aver ascoltato la relazione
del segretario Marco Gatti
sulla situazione politica, ha
all’ordine del giorno l’“esame
e valutazione della crisi di
governo e deliberazione in
ordine alla sua soluzione e
successivo dibattito”.

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