Antonio Fabbri – L’Informazione di San Marino: Mazzini, i tre filoni tra banca fondazione e immobiliare

L’Informazione di San Marino

Mazzini, i tre
filoni tra banca fondazione e immobiliare

Antonio Fabbri

 A oltre un anno e mezzo dall’inizio delle indagini sul “conto
Mazzini
”, ci si trova di fronte ad un quadro dell’inchiesta distribuito su
almeno tre filoni, ma nel quale sono identificabili diverse tipologie di
soggetti che hanno ruotato attorno alla movimentazione di denaro per milioni di
euro che, a questo punto, potrebbero essere molti di più dei circa 5 emersi
nelle prime battute dell’inchiesta
.

Ci sono i soggetti politici.
Ci sono gli imprenditori.
Ci sono le
banche e i libretti al portatore.
C’è persino l’immobiliare.
Se si tratti di un sistema collaudato e di rilevanza penale saranno le indagini
a dirlo
.

 Quello che fino ad oggi
è emerso, tuttavia, è che
tutti questi soggetti hanno
movimentato insieme
e in un meccanismo ancora
da scoprire del tutto
una imponente mole di
denaro. Anche le veri-
fiche bancarie e patrimoniali
di questi gironi
presso tutte le banche
sammarinesi, sono dunque
finalizzate a capire
dove possa essere finito
il denaro movimentato
dai soggetti indagati.
A questo punto il quadro
delle indagini vede dunque
tre filoni aperti.


Dal conto
“arrivederci”

Il primo filone, sul quale
di indaga da più tempo,
vede i primi undici
indagati che hanno movimentato
i libretti al
portatore dai nomi di fantasia
all’interno di Banca
Commerciale Sammarinese.
Gli undici indagati
a vario titolo di questo
primo filone sono Fiorenzo
Stolfi, Gian Marco
Marcucci, Giovanni
Lonfernini, Pier Marino
Menicucci, Cesare Antonio
Gasperoni e Remo
Giancecchi. Ernesto Benedettini
e Mirella Frisoni.


Oltre ai personaggi
politici e vicini al palazzo,
tra gli indagati c’è
anche Lucio Amati, che
versò i denari per l’acquisto
della sua banca,
soldi confluiti in prima
battuta nel libretto “Arrivederci”
e poi smistati su
diverse altre posizioni.
Sotto indagine dall’apertura
dell’inchiesta con la
contestazione di riciclaggio,
poi, ci sono Gilberto
Canuti e Giuseppe Roberti,
all’epoca dei fatti –
le indagini partono temporalmente
da vicende
dal 2004 – ai vertici della
banca e accusati di aver
movimentato quei denari.
La contestazione degli
inquirenti è che i soldi
transitati sul libretti della
famiglia Mazzini, così
chiamati perché aperti
quasi tutti utilizzando
l’anagrafica fittizia di un
tale Giuseppe Mazzini,
fossero il corrispettivo di
favori richiesti a partiti o
a singoli.

Intervistato su
queste pagine Giuseppe
Roberti ha affermato che
si trattava di “finanziamenti
volontari legati,
probabilmente, anche
a qualche cortesia che
qualche imprenditore
aveva avuto”.

Negli interrogatori i diretti
interessati hanno
comunque rigettato le
accuse mosse.


Dalla fondazione
Ricapitolando il quadro
del conto Mazzini, il
secondo filone riguarda
la Fondazione per la
Promozione Economica
e Finanziaria Sammarinese.
Fondazione della
quale si è parlato diverse
volte anche in diatribe
politiche in Consiglio,
riconducibile a Claudio
Podeschi e amministrata
da Pietro Silva. Entrambi,
in una prima fase
non indagati, sono stati
raggiunti in questi giorni
dalla comunicazione
giudiziaria, l’avviso di
garanzia sammarinese,
insomma. Adesso, quindi,
risultano entrambi
sotto indagine per le movimentazioni
di denaro
passate per detta fondazione.
Di certo è già
emersa una movimentazione
di 1,2 milioni
circa che finì nei libretti
della famiglia Mazzini,
ma non è escluso che
l’indagine aperta faccia
emergere altre movimentazioni
attraverso lo stesso
ente.


Dalla Penta
immobiliare srl

Il filone di indagine più
recente è quello che riguarda
la Penta Immobiliare.
Filone di indagine
più recente degli altri due
del quale nel merito si conosce
ancora molto poco
se non che in questo filone
è indagato l’architetto
Luigi Moretti. Anche il
suo nome in una prima
fase, nella quale non era
ancora indagato, compariva
tuttavia tra i soggetti
che avevano movimentato
i libretti dei quali dava
conto il primo rapporto di
polizia giudiziaria.

ll quadro dell’indagine

 Il
quadro dell’indagine, insomma, si allarga di parecchio
con questi nuovi
filoni, tanto che l’inchiesta legata al conto Mazzini non è più seguita da un
solo inquirente, ma dai commissari della legge Simon Luca Morsiani, titolare
dell’indagine dalle prime battute, e Alberto Buriani. Si attendono a questo
punto sviluppi nei prossimi

 

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