Antonio Fabbri – L’informazione di San Marino: Parte Indaco tra Gabriele Gatti, Clarizia e Giacobbi

Antonio Fabbri  – L’informazione di San Marino: Parte Indaco tra Gabriele Gatti, Clarizia e Giacobbi  

SAN MARINO. Mentre il presidente dell’Associazione bancaria sammarinese Renzo Giacobbi dice di non dar credito ai giornali e quindi è poco informato in merito all’indagine in corso sulla Tangentopoli del Titano; mentre il presidente di Bcsm, Renato Clarizia,
rilascia dichiarazioni registrate dove afferma che la stampa fa
disinformazione e nel dirlo si mette in aperto contrasto con la
magistratura biasimando l’ordinanza nelle parti in cui si riferisce a
Via del Voltone; mentre questi due, cioè, fanno a gara per far venire
pesanti dubbi alla gente sulla loro adeguatezza rispetto alla posizione
che ricoprono, Gabriele Gatti dà l’idea di leggerli i giornali, ma fa
finta di non capire che cosa ci sia scritto. Con questi camei se ne va
la prima puntata di Indaco, la trasmissione di Rtv condotta da Sergio
Barducci, in apertura di stagione inevitabilmente dedicata all’uragano
giudiziario. Nell’intervista di Luca Salvatori,
Gatti si defila dicendo di non avere nulla a che fare col “conto
Mazzini” perché in quel periodo lui non era al governo.

Afferma poi di non aver nominato
membri del corpo diplomatico che hanno
avuto problemi con la giustizia e aggiunge
di non esserci neppure nell’esecutivo quando
le finanziarie, finite nelle carte delle
indagini, sono state concesse. In realtà trascura
qualche particolare. Sulle nomine dei
diplomatici, è emerso più di una volta come
il binomio finanziaria-incarico fosse una
prassi antica. Lo stesso Salvatori nell’intervista
prova a rilevare, citando la Smi, come
il conte Pasquini fosse stato inserito nel
corpo diplomatico quando lo stesso Gatti
era al governo, ma lui non se ne cura.

Per
quanto riguarda le finanziarie, basti citare
il caso della Finproject – nell’inchiesta indagata
come persona giuridica – che era stata
concessa nel 1998, quindi da un governo
nel quale Gatti era ancora presente.

Vabbé,
essendo passati 16 anni se ne sarà dimenticato.
Nei dodici minuti di intervista andati
in onda in due tranche, comunque, Gatti ha
detto di sentirsi tranquillo ed estraneo alle
vicende che stanno scuotendo il Titano ed
ha praticamente additato Podeschi e Stolfi,
con i quali non è mai stato del tutto chiaro
quale fosse il suo rapporto di odio-amore.
Facce perplesse dei presenti – tra i quali
Matteo Zeppa di Rete, Rossano Fabbri del
Ps, Marco Tura della Cdls e Mirko Dolcini,
presidente Osla – anche nei fuori onda.
Poi nella trasmissione di martedì sera è
emerso che quasi nessuno è d’accordo a
chiamarla Tangentopoli sammarinese.
A questo punto, visto che non si sa come
si debba chiamare una situazione dove si
pagavano mazzette praticamente per tutto
e dove, lo dicono i magistrati, l’unico requisito
per diventare soggetto della piazza
finanziaria era la disponibilità a pagare, nel
dubbio continueremo a chiamarla così.
Intanto, mentre il Segretario alla giustizia
Venturini fa l’elenco delle leggi che sono
state varate per contrastare corruzione e
riciclaggio, Stefano Macina (Psd) sostiene
che al vecchio sistema è stato fatto il funerale…
“Ma se al vecchio sistema il funerale
è stato fatto, la perquisizione in Banca
Centrale cos’era? L’incenso sopra il feretro?”

Le risposte sono state varie, ma confuse.

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy