Antonio Fabbri L’informazione di San Marino: Scommesse illegali si mette bene per l’Ex ambasciatore in Montenegro

L’informazione di San Marino

Scommesse illegali si mette bene per l’Ex ambasciatore in Montenegro

Per il giudice nel blitz al Cesar Palace fu violato il 4 emendamento. Una parte delle prove inutilizzabile

Antonio Fabbri

Si mette bene per l’ex
ambasciatore di San
Marino in Montenegro,
Paul Phua, implicato
anche nelle indagini
sulla tangentopoli
sammarinese, nell’ambito
del processo per
scommesse illegali nel
quale è imputato a Las
Vegas, nello stato Usa
del Nevada.

Venerdì scorso il giudice Gordon infatti ha stabilito che nella raccolta di prove a carico del campione di poker malese, con il blitz nella stanza del Cesar Palace dopo avere interrotto la connessione internet con un espediente, è stato violato il Quarto Emendamento. Così le prove raccolte in quell’occasione, che avrebbero molto probabilmente inchiodato Phua, non sono utilizzabili.

Agenti dell’FBI, il 9
luglio dello scorso
anno, avevano, d’accordo
con gli albergatori,
interrotto la connessione
a Internet della
villa dove alloggiava
Phua assieme ad altre
7 persone. Gli agenti
dell’FBI si erano poi
presentati come dei
tecnici ed erano entrati
nelle stanze raccogliendo
informazioni e
piazzando telecamere
nascoste. Gli avvocati di
Phua avevano contestato
le prove raccolte
con questo espediente.
Già un giudice federale
aveva sollevato irregolarità
nella richiesta del
mandato, ma non aveva
cassato l’indagine come
incostituzionale. Invece
il giudice distrettuale
Andrew Gordon è
andato oltre, ritenendo
che l’FBI abbia violato
la costituzione Usa. “E’
stato violato il Quarto
Emendamento nei diritti
del convenuto contro
perquisizioni e sequestri
ingiustificati”, ha
detto il giudice in una
sentenza di 22 pagine
che, dunque, estromette
dal processo le prove
raccolte in quel frangente.
“Ci auguriamo che
questo porterà alla chiusura
del caso, perché la
decisione sopprime tutte
le prove che coinvolgono
direttamente il
signor Phua”, ha detto
l’avvocato difensore
Thomas Goldstein.

La decisione, tuttavia, non chiude il caso in via definitiva. Oltre alla possibilità di fare appello verso la decisione di Gordon, cosa che tuttavia appare improbabile, i procuratori che sostengono l’accusa affermano che circa 13milioni di dollari erano stati puntati prima che l’Fbi mettesse in atto il contestato blitz.

L’accusa comunque
si ridimensionerebbe,
considerato che il giro
scommesse calcolato
in prima battuta era di
400milioni di dollari
circa.
Gli altri 7 arrestati, a
parte uno di loro andato
assolto, si sono tutti
dichiarati colpevoli,
compreso il figlio di
Phua, Darren. Hanno
insomma patteggiato
pene pecuniarie e l’allontanamento
dagli Usa.
Nel processo è rimasto
solo Phua che, a questo
punto, i primi di giugno
dovrebbe vedere l’epilogo
di questa vicenda
cominciata a Macao nel
giugno del 2014. Già qui
era stato arrestato con
l’accusa di scommesse
illegali sui mondiali di
calcio in Brasile. Poi,
anche grazie all’ausilio
del passaporto diplomatico
sammarinese, era
riuscito a fuggire dall’ex
colonia portoghese e
si era trasferito a Las
Vegas, dove, secondo
le accuse, continuava
l’attività di scommesse
illegali. Per i report
dell’Fbi, tra l’altro, Phua
sarebbe un membro
della temibile triade
14K, organizzazione
criminale internazionale
con base ad Hong Kong.
Accusa, questa, sempre
rigettata dai legali del
campione di poker, i cui
affari spaziano dall’Asia
all’Italia, alla Grecia al
Montenegro e San Marino.
Quadro, questo,
ricostruito nell’inchiesta
sulla tangentopoli
sammarinese, visti i
rapporti emersi tra Phua
e Podeschi-Baruca.

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy