Antonio Fabbri – L’informazione di San Marino: Soldi del traffico di droga / Condannata a quattro anni

L’informazione di San Marino

Accusata di avere movimentato i soldi del fratello fermato con 140 chili di hashish

Soldi del traffico di droga

Condannata a quattro anni

Condanna a 4 anni di prigionia, multa a giorni 15 pari 600 euro e
interdizione dai pubblici uffici e diritti politici per un anno e sei
mesi. Questa la pena stabilita dal giudice Gilberto Felici a carico di Paola Roberto, sorella di Davide Roberto,
trafficante di droga fermato, nel novembre del 2012, a Rimini nord con
in macchina 140 chili di hashish e già condannato in primo grado in
Italia a 7 anni. Disposta anche la confisca dei denari ritenuti di
illecita provenienza per 730mila euro. Oltre a questo il giudice ha
condannato anche alla confisca di ulteriori 50mila euro sulla base del
dettato del nuovo articolo 147 che prevede che in caso di condanna venga
disposta la confisca anche delle somme delle quali l’imputato non
sappia giustificare la provenienza.

La donna, 46enne originaria di Milano ma residente a Rimini, era
accusata di riciclaggio dei denari ritenuti provento dell’attività
illecita del fratello
.

L’inchiesta sammarinese è scattata
in seguito a una rogatoria.
Peraltro l’indagine italiana prese
le mosse da un fatto di sangue:
l’omicidio di un tassista abusivo
da parte di Marco Zinnanti.
Durante le perquisizioni in casa
di quest’ultimo, poi condannato
a 30 anni per l’omicidio, venne
trovata della droga che gli inquirenti riuscirono a ricollegare a
Davide Roberto. Su quest’ultimo
scattò quindi l’indagine e si risalì
ai suoi soldi che si trovavano a
San Marino, in un conto presso
Asset Banca.

Scattò la rogatoria e, con il
nuovo modus operandi della magistratura
sammarinese, vennero
poste subito sotto sequestro le
somme e poi vennero attivate
le autorità di vigilanza per ricostruire
la movimentazione.
Si risalì quindi alla sorella, Paola
Roberto, rinviata a giudizio e
ieri giudicata davanti al giudice
Felici, al Pro Fiscale Giovanni
Belluzzi, e alla difesa.

L’avvocato della donna, Maria
Selva, ha sostenuto che non
erano sufficientemente provati
gli elementi che collegherebbero
quelle somme ai misfatti del fratello.
Il legale ha sostenuto che
si trattava di somme antecedenti
due anni e mezzo rispetto alle
condotte per le quali Davide Roberto
è finito il carcere. “In ogni
– ha aggiunto il legale – due
anni prima la mia assistita non
avrebbe potuto sapere che quelle
somme provenivano dal reato”.
L’avvocato Selva ha anche depositato
una serie di documenti che
attesterebbero le vincite al gioco
fatte dal fratello per diverse
centinaia di migliaia di euro.
Una versione che non deve avere
convinto il giudice Felici che
ha quindi emesso sentenza di
condanna

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